Vibo Marina, ce la siamo cavata con una spazzata veloce: l’arrivo del veliero Wind Surf tra luci e ombre
Le condizioni della Banchina Bengasi hanno messo in forse la sosta della nave da crociera a vela più grande del mondo. Il molo è stato ripulito all’ultimo momento ma non sono mancate difficoltà nello sbarco dei 180 turisti americani. L’operatore turistico che ha coordinato la tappa vibonese: «Accoglienza da migliorare»
Gli ultimi interventi sulla banchina Bengasi si sono conclusi a pochi attimi dell’avvio delle operazioni di sbarco dei passeggeri. Fino a qualche ora prima, lo scalo a Vibo Marina della Wind Surf, la più grande nave a vela da crociera al mondo, era rimasto in forte dubbio a causa delle modalità non proprio agevoli che gli ospiti avrebbero dovuto affrontare per salire in banchina e, da lì, accedere ai bus verso Tropea, Pizzo e Monteporo.
Gradini sconnessi, qualche rifiuto di troppo sul piano di calpestio, uno scenario non proprio all’altezza delle aspettative che i facoltosi turisti potevano aver maturato alla vigilia. Una spazzatrice meccanica ha però ripulito in tempo l’intera piazzola, mentre il personale di bordo tirava su in fretta e furia un gazebo per offrire riparo dalla calura.
La maestosa imbarcazione a 5 alberi, 187 metri e 171 cabine, nel frattempo è rimasta alla fonda davanti al porto, offrendo uno spettacolo di grande impatto anche dalla terraferma, mentre circa 180 ospiti hanno raggiunto lo scalo a bordo di capienti tender.
«Il primo sbarco a Vibo ha formato anche la prima impressione che i turisti hanno avuto della Calabria - spiega Giovanna Bretti, la guida che ha coordinato la tappa vibonese dell’imbarcazione da crociera -, e tutto sommato è andato bene. Il porto è riuscito a organizzare tutto quanto al meglio e anche noi abbiamo cercato di dare il massimo. L’espressione che alcuni di loro hanno utilizzato è stata “wonderful”. E questo già la dice lunga».
Bretti non nasconde che, per alcuni aspetti, sarebbe potuta andare ancora meglio. «Essendo una delle navi più importanti al mondo, c’è stata un'accoglienza ancora un po' da migliorare - spiega -, ma certamente siamo sulla buona strada anche per fare tanti altri sbarchi in futuro e portare ancora tanti turisti a Vibo».
La Wind surf dunque tornerà. «Il 3 agosto avremo un altro scalo molto importante che porterà nuovamente tanti turisti alla scoperta dei posti più belli della nostra regione. C’è da tenere presente che parliamo di un target di altissimo livello: si tratta di clienti disposti non solo a venire in Calabria ma anche a fare, magari in futuro, degli investimenti in questa regione».
La chiave resta «un intervento strategico, soprattutto a livello politico, che consenta a questo porto di incrementare i suoi sbarchi - sostiene Bretti -. Da parte degli operatori c’è la volontà di migliorare il tutto e facilitare la possibilità di nuovi sbarchi». L’importante è remare tutti nella stessa direzione, perché «l'unione fa la forza. E ho detto tutto» ha concluso l’agente turistica.
La Wind Surf è arrivata a Vibo Marina, il gigante a vela getta le ancore in rada e i turisti vengono sbarcati con i tenderAlla fine, e questo era l’importante, tutto è andato per il meglio, ma il caso ha mostrato i limiti dell’infrastruttura portuale che, dopo gli onori riservati all’imponente imbarcazione dell’ambasciatore americano Fertitta, non è riuscita a replicare lo stesso schema a favore dei facoltosi turisti, per lo più statunitensi.
«Ospitare navi così importanti dentro il porto non è semplice - spiega Mino De Pinto, storico ormeggiatore dello scalo -: ad oggi non ci sono le condizioni di sicurezza per effettuare uno sbarco passeggeri di questa portata. Ma casi come questo servono da impulso per creare le condizioni affinché questo porto sia anche una vera meta turistica, non solo per il diportismo ma anche come scalo passeggeri. In questo caso la nave ha richiesto di stare in rada, quindi non ci sono responsabilità o colpe da parte di nessuno, però noi abbiamo sollecitato tutte le istituzioni perché è urgente affrontare il problema della sicurezza visto l’aumento delle richieste di approdi turistici nel tratto di costa più bello del territorio calabrese».
Il mega-yacht dell’ambasciatore Fertitta a Vibo Marina tra sfilate patriottiche e commenti social al vetrioloIl nodo è il piano di sicurezza portuale. «So che l’Autorità portuale sta lavorando in questo senso e credo che da qui a breve il documento sarà operativo. Questo comporterà la chiusura del porto e la creazione di una stazione marittima che aumenterà i livelli di sicurezza, limitando gli altri usi, come feste e concerti. Ma sarà sicuramente un passaggio decisivo per far decollare i flussi passeggeri. Già il prossimo anno si prevede il ritorno di piccole navi da crociera, come la Belle de l’Adriatique che ha programmato 40 approdi nel nostro porto».
L’auspicio è che anche l’accoglienza da parte del territorio, completamente assente nel caso della Wind Surf, migliori nel futuro. «Per chi vuole fare turismo la prima cosa è l'accoglienza - afferma De Pinto -. L’arrivo di questa nave è stato sottovalutato sia dalle istituzioni che dalle associazioni, che comunque avrebbero potuto dare un’immagine diversa del nostro territorio. Dispiace perché abbiamo queste potenzialità, lo diciamo sempre, però alla fine quando qualche bella occasione si presenta ce la facciamo sfuggire come se niente fosse».