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30/03/2026 ore 17.57
Economia e Lavoro

Vibo, il liceo Berto guarda al futuro e diventa laboratorio di idee con il progetto “Arte, architettura e paesaggio”

L’iniziativa, promossa insieme all’Ordine degli architetti del capoluogo e con l’Università Mediterranea di Reggio Calabria, vuole creare un ponte tra gli studenti e il mondo del lavoro. Le docenti Angela Rettura e Carmen Corrado: «Dalla bellezza dell’arte alla scelta consapevole del futuro professionale»

di Redazione

Il sapere che si fa scelta, l’arte che diventa mestiere. Non più solo pagine di manuali o lezioni frontali, ma una vera e propria palestra di cittadinanza e professionalità. È questo il fulcro del seminario “Arte, Architettura e Paesaggio - Passeggiate culturali”, che preso il via nei giorni scorsi presso il liceo scientifico “Giuseppe Berto” di Vibo Valentia.

L’iniziativa, nata dall’intuizione delle docenti Angela Rettura e Carmen Corrado all’interno del Dipartimento di Storia dell’Arte, non è un semplice progetto didattico ma un percorso di orientamento strategico, volto a dotare gli studenti degli strumenti critici necessari per decidere con consapevolezza il proprio percorso post maturità.

Il “Berto”, dunque, si è trasformato in un laboratorio dinamico di confronto, durante il quale gli studenti delle classi IIIA, IIIC, VC e VG hanno dialogato con i professionisti dell’Ordine degli Architetti di Vibo Valentia, sperimentando un primo, reale assaggio di cosa significhi operare nel mondo dell'architettura e della tutela del territorio. Un’apertura al mondo esterno che secondo il dirigente scolastico, Licia M. Bevilacqua, ha sottolineato come «l’istituzione scolastica abbia il dovere di farsi "ponte", favorendo esperienze che trasformino la conoscenza teorica in competenze spendibili nel futuro e in una più matura identità civile».

Il valore formativo del seminario è stato garantito da un panel di esperti che ha evidenziato come la sinergia operativa tra saperi umanistici e competenze tecniche sia di fondamentale importanza nel mercato del lavoro contemporaneo. Fabio Foti, presidente dell’Ordine degli Architetti, ha illustrato la complessità del legame tra grandi opere e ambiente, analizzando il legame indissolubile tra grandi opere architettoniche, pittura e bellezze naturali; la docente universitaria Debora Gallina ha portato il respiro dell’innovazione, presentando tre progetti d'avanguardia legati agli spin-off dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, dimostrando che la ricerca accademica è il motore del lavoro futuro e della valorizzazione reale del territorio; l’archeologa Maria D’Andrea ha fornito il punto di osservazione storico e identitario indispensabile per comprendere il territorio, che caratterizzerà le fasi successive del percorso.

Il progetto, inserito organicamente nei percorsi di orientamento e formazione-lavoro, non finisce qui. Attraverso le "Passeggiate culturali" guidate dall’archeologa D’Andrea, gli studenti vivranno l'esperienza del Castello di Vibo Valentia e del Tempio di Proserpina non da turisti, ma da osservatori critici. È in questa fase che la teoria lascia spazio all'osservazione diretta, fondamentale per capire come l’identità storica e culturale di un popolo risieda nella tutela e nella valorizzazione dei beni culturali.

Alla fine del percorso gli studenti dovranno dare prova della loro creatività con la realizzazione di elaborati multimediali che i ragazzi presenteranno ufficialmente presso l’Università Mediterranea.

«Vogliamo avvicinare i giovani alla fascinazione del paesaggio e alla bellezza dell’arte»hanno dichiarato con orgoglio le docenti Rettura e Corrado. Da qui l’incoraggiamento al contatto diretto con la bellezza e la tecnica: «Vogliamo che ogni studente passi dall'apprendimento passivo alla scelta attiva, proiettandosi verso le sfide professionali del futuro con la consapevolezza di chi sa guardare il mondo con occhi nuovi».