Veliero Wind Surf a Vibo Marina, la Cisl chiede un confronto con l’Autorità portuale: «Le grandi occasioni non restino isolate, servono investimenti»
I segretari generali di Fit e Magna Grecia sollecitano una strategia capace di rafforzare infrastrutture, manutenzione e servizi dello scalo. L’obiettivo è rendere la portualità una leva per l’economia, il turismo e la creazione di occupazione stabile e qualificata
Ha rischiato di saltare a causa delle condizioni della banchina dove hanno attraccato i suoi tender carichi di turisti. Alla fine però l’arrivo a Vibo Marina della Wind Surf, il più grande veliero da crociera del mondo, conferma le potenzialità dello scalo, ma le grandi occasioni non possono restare episodi isolati. Servono programmazione, investimenti e una strategia condivisa capace di trasformare la portualità in sviluppo economico e occupazione stabile. È la posizione espressa dalla Fit CISL Calabria e dalla Cisl Magna Grecia, che chiedono l’apertura di un confronto con l’Autorità di Sistema portuale sul futuro dell’infrastruttura vibonese. A intervenire sono il segretario generale della Cisl Magna Grecia Daniele Gualtieri e il segretario generale della Fit Cisl Calabria Sergio Colosimo. I due dirigenti sindacali riconoscono il valore dell’approdo della Wind Surf, considerato «un risultato positivo, che valorizza l’immagine del territorio e dimostra come Vibo Marina possa essere protagonista nelle dinamiche turistiche ed economiche regionali». Secondo i sindacati, però, l’arrivo della nave deve rappresentare il punto di partenza per una riflessione più ampia sulle prospettive dello scalo e sugli interventi necessari per renderlo maggiormente competitivo.
Rischia di saltare l’arrivo a Vibo del veliero da crociera più grande del mondo: «Banchina fatiscente, così perdiamo i turisti»«La crescita non può dipendere dalle singole opportunità»
Per la Cisl, infatti, «la crescita di un’infrastruttura strategica non può dipendere esclusivamente dalla capacità di cogliere singole opportunità o di rispondere alle esigenze contingenti». Occorrono una pianificazione di lungo periodo, investimenti mirati, continuità amministrativa e una visione in grado di definire il ruolo che il porto dovrà svolgere nei prossimi anni. L’obiettivo indicato dalle organizzazioni sindacali è fare dello scalo di Vibo Marina un motore di sviluppo economico, turistico, industriale e occupazionale per l’intero territorio. Un percorso che, secondo Gualtieri e Colosimo, richiede interventi sulle criticità ancora esistenti, a partire dal potenziamento delle infrastrutture e dal miglioramento dei servizi, passando per la manutenzione degli spazi portuali e per il rafforzamento della capacità di accogliere e gestire traffici di maggiore rilevanza. «La Calabria ha bisogno di porti moderni, efficienti e pienamente integrati in una strategia regionale complessiva», sottolineano i due segretari. Gli approdi di particolare prestigio, aggiungono, non dovrebbero essere percepiti come eventi eccezionali, ma diventare il risultato naturale di una crescita programmata e di un percorso costruito nel tempo. Il sindacato precisa di non voler alimentare polemiche, ma di voler richiamare tutti i soggetti interessati a una responsabilità condivisa. «Le potenzialità, da sole, non producono sviluppo: servono scelte, investimenti e una collaborazione concreta tra istituzioni, Autorità di Sistema portuale, enti locali, imprese e organizzazioni sindacali».
La richiesta di confronto con l’Autorità portuale
Da qui la volontà annunciata da Fit Cisl Calabria e Cisl Magna Grecia di avviare un confronto con il presidente dell’Autorità di Sistema portuale. L’obiettivo è approfondire lo stato attuale dello scalo, conoscere gli interventi già programmati e comprendere quale strategia si intenda adottare per il futuro del porto di Vibo Marina. Per Gualtieri e Colosimo lo scalo può assumere un ruolo sempre più rilevante nella rete portuale regionale, ma la crescita dovrà produrre ricadute concrete anche sul piano sociale e occupazionale. L’attenzione dei sindacati è rivolta soprattutto alla creazione di lavoro stabile e qualificato e alla possibilità di offrire nuove prospettive ai giovani del territorio. «La portualità deve diventare una leva concreta per creare occupazione, valorizzare competenze, sviluppare nuove professionalità e consentire alle nuove generazioni di costruire il proprio futuro nella nostra terra», concludono i rappresentanti di Fit Cisl Calabria e Cisl Magna Grecia.