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27/01/2026 ore 12.26
Economia e Lavoro

Un forno a legna per sognare il futuro, così l’associazione Il Dono punta all’inserimento dei ragazzi con disabilità nel mondo del lavoro

Il prezioso strumento per fare pane e pizza è stato regalato dall’azienda Vivisol che ha voluto festeggiare così i suoi 30 anni. L’obiettivo è arrivare ad aprire un vero e proprio panificio gestito esclusivamente da ragazzi speciali 

di Cristina Iannuzzi

Una mattinata carica di emozione, impegno sociale e visioni concrete di futuro quella che si è svolta alcuni giorni fa a Vibo Marina, dove sono stati celebrati i 30 anni di attività di Vivisol. Un anniversario importante che l’azienda ha scelto di festeggiare non con una semplice ricorrenza, ma con un gesto tangibile di responsabilità sociale: l’acquisto di un forno a legna e delle attrezzature necessarie da destinare all’associazione “Il Dono” di Jonadi, nel Vibonese.

Un dono che è molto più di un oggetto. È, come lo ha definito Marenza Farfaglia, presidente dell’associazione, «un passo dal sogno». Il sogno di offrire ai ragazzi con disabilità un’opportunità reale di inserimento lavorativo, autonomia e dignità.

«Con oggi parte una nuova storia per l’associazione Il Dono – ha spiegato Farfaglia –. Vivisol ha deciso di investire nel sociale e di realizzare, per conto dei ragazzi speciali, un’attività lavorativa. Si parte con un forno a legna e con tutte le strutture necessarie affinché possano imparare a fare il pane e la pizza». L’obiettivo, nel tempo, è quello di arrivare all’autorizzazione di un vero e proprio “panificio Il Dono”, gestito esclusivamente dai ragazzi, aperto anche ad altri giovani con disabilità provenienti da tutta la provincia di Vibo Valentia.

Attualmente l’associazione ospita 27 ragazzi, il numero massimo consentito. Ma la lista d’attesa racconta un bisogno enorme: 135 famiglie aspettano. «Il nostro sogno – ha aggiunto Farfaglia – è spostare i ragazzi che sono pronti al lavoro nell’attività produttiva e liberare posti per accogliere e formare altri giovani».

All’incontro era presente Giulio Fumagalli Romario, amministratore esecutivo di Sol e presidente di Vivisol, che ha sottolineato il valore simbolico e concreto dell’iniziativa. «Oggi celebriamo 30 anni di attività in Calabria. Il forno rappresenta il futuro per questi ragazzi: il lavoro nobilita le persone, dà indipendenza, dignità, prospettive. Va oltre il forno stesso, va nell’ottica del “dopo di noi”, dando serenità anche alle famiglie». E sul perché di questa scelta ha aggiunto: «La Calabria ci ha dato tanto in questi anni. Restituire qualcosa di bello e importante al territorio è un dovere».

Numerose le istituzioni presenti: i sindaci di Vibo Valentia Enzo Romeo, San Gregorio d’Ippona Pasquale Farfaglia, Mileto Fortunato Giordano, Jonadi Fabio Signoretta, Rombiolo Caterina Contartese, oltre a Filippo Pietropaolo, presidente della Commissione Bilancio e Attività produttive, Giuseppe Conocchiella, portavoce del Forum del Terzo settore e Anselmo Pungitore, direttore di Confindustria Vibo Valentia.

Momento particolarmente toccante l’intervento di Domenico Teti, medico e padre di Rossellina, 27 anni, che frequenta il centro Il Dono. «Il futuro è ancora incerto – ha raccontato – ma poter inserire mia figlia in un contesto lavorativo protetto sarebbe un traguardo enorme. Associazioni come Il Dono sono fondamentali, perché danno risposte dove spesso le istituzioni non arrivano». E ha lanciato un appello alla politica: «C’è un grande bisogno sul territorio. Serve continuità, serve sensibilità».

A rimarcare il valore dell’iniziativa anche il sindaco di Vibo Valentia, Enzo Romeo: «Quello di Vivisol è un gesto estremamente nobile. Iniziative come questa qualificano una città e dimostrano cosa può nascere quando aziende, istituzioni e volontariato lavorano insieme per il bene della collettività».