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05/09/2026 ore 21.05
Economia e Lavoro

Tropea, il food influencer calabrese Wlady Nigro denuncia la “truffa all’italiana”: «Conti gonfiati al ristorante per i turisti stranieri»

Il noto creatore di contenuti social legati al cibo e alla ristorazione richiama il recente reportage del New York Times e racconta di segnalazioni ricevute dai follower: «Molti esercenti quest’estate si sono davvero divertiti»

di Redazione

È uno degli influencer calabresi più conosciuti nel mondo del food e della promozione territoriale. Wlady Nigro, fondatore di Calabria Food Tour, accende i riflettori sulla ristorazione di Tropea raccontando una pratica che, secondo le segnalazioni ricevute dai suoi follower, avrebbe colpito soprattutto i turisti stranieri: conti gonfiati con consumazioni mai effettuate o prezzi maggiorati rispetto a quanto ordinato.

Nigro la definisce senza mezzi termini «la truffa all’italiana». Il meccanismo, secondo quanto racconta, sarebbe piuttosto semplice: approfittare della barriera linguistica e della maggiore difficoltà di chi arriva dall’estero nel controllare nel dettaglio tutte le voci dello scontrino.

Tra gli episodi riferiti dall’influencer ci sarebbero ordinazioni gonfiate, come il vino al calice, caricati più del dovuto.

«A livello di fatturato i ristoratori si sono veramente divertiti, soprattutto quelli che quando vedevano seduti a tavola i turisti stranieri applicavano la truffa all’italiana», afferma Nigro in un video pubblicato sui social.

Con un cliente italiano, invece, chi mette in pratica questo sistema si guarderebbe bene dal farlo, perché aumenterebbero le possibilità che eventuali anomalie vengano individuate e contestate immediatamente.

Il cortocircuito si verificherebbe quando al tavolo si presentano insieme italiani e stranieri. È proprio in queste situazioni, sostiene Nigro, che chi conosce lingua, prezzi e modalità del servizio può accorgersi più facilmente di eventuali voci aggiunte o importi fuori posto.

A sostegno delle sue parole l’influencer richiama le segnalazioni ricevute direttamente da chi lo segue: «Lo so perché, oltre ad avere un po’ di screen che mi hanno mandato i follower venuti dall’estero, ho 15 anni di esperienza nel mondo della ristorazione».

Nigro non indica nel video i nomi dei locali ai quali si riferisce né mostra gli screenshot citati. La sua denuncia riguarda quindi comportamenti che attribuisce ad alcuni operatori e non l’intero comparto della ristorazione tropeana.

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Chi è Wlady Nigro

Il peso della denuncia deriva anche dalla notorietà dell’autore. Nigro viene dal settore turistico-alberghiero ed è da anni uno dei volti più seguiti in Calabria per quanto riguarda cibo, ristorazione e promozione dei territori.

Ha fondato Calabria Food Tour, progetto nato nel 2017 con il nome Calabria Food Porn, e ha portato la sua esperienza anche in televisione con Vita da Food Blogger. Il suo lavoro sui social lo porta costantemente tra ristoranti, trattorie, produttori e località turistiche della regione.

È da questa esperienza che parte anche il suo affondo sul sistema turistico calabrese e in particolare su Tropea e la Costa degli Dei.

«La Calabria è diventata solo Tropea e Costa degli Dei?»

Il tema dei conti ai turisti stranieri si inserisce infatti in una critica più ampia al modello turistico della regione. Nigro parte dalla grande visibilità conquistata dalla Calabria, culminata anche nel recente reportage del New York Times, e riconosce il valore del lavoro svolto per costruire negli ultimi anni un brand regionale riconoscibile.

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Poi pone la domanda: «La Calabria è diventata solamente estate, mare, Tropea, Costa degli Dei?». Secondo l’influencer, la promozione si sarebbe concentrata eccessivamente su poche destinazioni e sulla stagione estiva, lasciando in secondo piano montagne, parchi nazionali, ciclovie, aree interne e la costa ionica.

Tropea rappresenterebbe così il simbolo di un successo che porta con sé anche difficoltà di gestione. «Tutti ci siamo vantati dei numeri che ha fatto quest’anno Tropea e la Costa degli Dei», osserva Nigro, sostenendo però che il sistema sia «un po’ collassato» davanti alla quantità di presenze registrate.

Da qui anche l’appello: «Dobbiamo destagionalizzare», afferma, sottolineando come dopo l’estate molte località e iniziative tornino a essere frequentate «sempre dai soliti quattro».

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