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08/05/2026 ore 18.09
Economia e Lavoro

Trasversale inaugurata a Vazzano, la rabbia degli imprenditori delle Serre: «Un “valico” verso il nulla. Riaprite subito la Sp 53»

Una durissima lettera aperta indirizzata al presidente della Provincia di Vibo mette insieme disagi per residenti e operatori economici. Nel mirino finisce lo stato dell’intera rete viaria interna: «Aggressione ai nostri diritti, la vostra indifferenza è vergognosa»

di Redazione

A pochi giorni dall’inaugurazione a Vazzano del primo lotto della Trasversale delle Serre, con il ministro Matteo Salvini arrivato nel Vibonese per il taglio del nastro del tratto “Superamento del Colle Scornari”, la questione dei collegamenti interni torna al centro del dibattito. Se da un lato l’apertura dell’opera è stata presentata come un passo avanti per ridurre l’isolamento dell’area, dall’altro le imprese delle Serre denunciano una condizione quotidiana fatta di strade chiuse, percorsi alternativi difficili e danni economici.

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A prendere posizione è l’Associazione imprenditori Sii – Serre impresa e innovazione, che in una lettera aperta indirizzata al presidente della Provincia di Vibo Valentia Corrado L’Andolina punta il dito sulla chiusura della Sp 53, ferma da oltre due mesi, e sullo stato complessivo della viabilità verso l’entroterra.

La lettera dopo l’inaugurazione del tratto a Vazzano

Il riferimento alla cerimonia per la Trasversale delle Serre è inevitabile «Egregio Presidente, da oltre due mesi la Sp 53 è chiusa. Se non lo avesse appreso prima, lo avrà certamente saputo in occasione della cerimonia di apertura del famoso “Valico dello Scornari”, un “valico” verso il nulla, o meglio diremmo verso il disastro, causato sì dal maltempo, ma aggravato colpevolmente dall’incuria e dall’indifferenza cronica, che per mesi è stata perpetrata verso un territorio, quello interno delle Serre, da tempo a Lei oramai sconosciuto».

«Ciò che da più parti Le viene oramai quotidianamente segnalato – continuano – non è un disagio passeggero, ma è un’aggressione ai diritti fondamentali dei cittadini delle Serre. Sanità, lavoro, servizi ed economia non sono privilegi da concedere a piacimento, ma diritti che Lei, Istituzione, ha il dovere di garantire. La palese indifferenza finora dimostrata è vergognosa, insopportabile e va immediatamente interrotta».

«I paesi delle Serre non sono di serie B»

Nel documento viene richiamato l’impatto della chiusura su un’area vasta, che comprende diversi centri dell’entroterra vibonese. «I paesi interessati: Nardodipace, Fabrizia, Mongiana, Serra San Bruno, Spadola, Brognaturo, Simbario, Vallelonga, San Nicola da Crissa e tutto quello che è il territorio delle Serre con il suo circondario, non sono “di serie B”».

Secondo l’associazione, il problema colpisce sia la vita quotidiana dei cittadini sia il sistema produttivo. «Le imprese e gli operatori economici in genere subiscono quotidianamente danni ingenti. Gli autotrasportatori sono costretti a fare giri infiniti per raggiungere le nostre aziende. Il caso del Gruppo Fabriella è un esempio. I cittadini tutti, ma in particolare gli ammalati e gli anziani, sono esposti nei loro spostamenti a rischi inaccettabili».

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Da qui l’accusa: «La chiusura della Sp 53 ha tagliato fuori l’intero territorio, senza alcun preavviso né confronto».

Non solo Sp 53: la rete viaria verso l’interno

La lettera allarga poi il discorso ad altre arterie considerate decisive per i collegamenti con le Serre. «Per completezza di informazione ci teniamo ad informarLa, ove mai Le fosse sfuggito, che la Sp 53, fatto ancor più grave, si aggiunge a una lunga lista di dissesti della rete viaria verso l’interno, ed in particolare verso le Serre, ad oggi mai affrontati, o quando lo fossero stati, i risultati sono stati scarsi».

L’associazione cita la ex Ss 110, «chiusa dal 2018», la Ss 182, «non percorribile per autoarticolati a Sorianello», la Sp 9, definita «impraticabile ai mezzi pesanti», e la Sp 54, indicata come una strada «in totale abbandono».

Un quadro che, secondo gli imprenditori, produce ricadute diffuse. «La difficoltà di accesso al territorio delle Serre colpisce, soprattutto in questo periodo dell’anno, tutti i settori economici, ed in particolare quello turistico-ricettivo, non risparmiando in generale chi usa i mezzi pubblici, generando problemi concreti e diffusi di carattere economico e sociale».

Turismo, lavoro e servizi: le ricadute denunciate

Nel passaggio dedicato alle conseguenze, Sii mette insieme economia, mobilità, sanità e immagine del territorio. La condizione delle strade, si legge nella lettera, provoca «crollo delle presenze turistiche stagionali e fuori stagione, con perdita di fatturato per alberghi, bed and breakfast, ristoranti, agriturismi, guide e operatori locali».

Non solo. L’associazione parla anche di «impossibilità per eventi, sagre e manifestazioni di richiamare pubblico, con conseguente annullamento di iniziative culturali e perdita di visibilità del territorio», ma anche di «difficoltà di accesso ai siti naturalistici, religiosi e culturali», dagli itinerari delle Serre ai sentieri e ai luoghi storici.

Poi, uno dei temi più sentiti: «Difficoltà di accesso ai servizi sanitari e socioassistenziali per visitatori e residenti: ambulanze rallentate, trasferimenti complicati, rinvii di cure». A questo si aggiungono «aumento dei costi» per trasferimenti più lunghi, carburante e tariffe maggiorate, «perdita di posti di lavoro stagionali e permanenti» e «danno all’immagine del territorio».

L’appello ai sindaci e la critica alla Provincia

«È ora di finirla con le promesse, le scuse, i continui rinvii e gli scaricabarili sulle responsabilità – incalzano -. Noi in questa terra ci abbiamo creduto e ci abbiamo investito i nostri anni, i nostri soldi ed ogni risorsa disponibile».

L’associazione richiama inoltre l’assenza del sindaco di Serra San Bruno alla cerimonia per il tratto della Trasversale. «Questo modo di fare dell’Ente da Lei presieduto è inaccettabile e bene ha fatto il Sindaco di Serra a non partecipare, manifestando il proprio dissenso, alla cerimonia di apertura tenutasi qualche giorno fa del “Valico”».

Da qui l’invito agli amministratori del comprensorio: «Cogliamo qui l’occasione per invitare tutti i Sindaci del territorio a fare rete e sinergia tra loro e con le imprese, gli operatori economici e i cittadini tutti. L’invito che vogliamo fare a tutti è di non agire individualmente ma di unirsi nel sostenere un grido, l’ennesimo di un territorio ancora una volta maltrattato e bistrattato. È proprio qui, in questi momenti, che nasce e trova fondamento il dubbio sul senso di far parte e soprattutto sul “sentirsi” parte della Provincia di Vibo. Questo agire non aiuta a levare alcun dubbio».

Le richieste: riapertura, manutenzione e tavolo istituzionale

La lettera si chiude con richieste rivolte al presidente e all’ente. La prima riguarda «la riapertura immediata della Sp 53, anche tramite interventi provvisori di messa in sicurezza che permettano il transito da oggi».

La seconda è «l’avvio immediato di un piano straordinario di manutenzione e interventi strutturali su Sp 53, ex Ss 110, Ss 182, Sp 9, Sp 54, con cronoprogramma preciso e scadenze verificabili». La terza riguarda «la convocazione entro breve tempo di un tavolo istituzionale con Sindaci, associazioni di categoria, imprese, operatori turistici e autotrasportatori, per concordare tempi, risorse e responsabilità».

In assenza di risposte, l’associazione annuncia nuove iniziative. «Se non riceveremo risposte concrete e misure operative immediate, useremo tutti gli strumenti pubblici e legittimi per denunciare questa vergogna e mobilitare il territorio. Non accetteremo altri rinvii: ogni ora che passa è danno concreto per famiglie, imprese e per la vocazione turistica delle Serre».