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11/06/2026 ore 21.32
Economia e Lavoro

Terre Vibonesi, il nuovo marchio territoriale debutta a Tropea: «Non un’etichetta ma una promessa»

L’iniziativa del Gal punta a riunire sotto un’unica identità produttori, operatori turistici, artigiani e istituzioni. Dopo il riconoscimento ministeriale, verrà presentata a Tropea nell’ambito di Anteprima Terra Madre, l’appuntamento promosso da Slow Food

di Redazione

Il territorio vibonese si prepara a presentare il proprio nuovo strumento di valorizzazione. Sabato 20 giugno, alle ore 12, a Palazzo Santa Chiara di Tropea, il Gal Terre Vibonesi illustrerà ufficialmente il Marchio Territoriale Terre Vibonesi, iniziativa che punta a riunire sotto un’unica identità produttori, operatori turistici, artigiani e istituzioni. La presentazione si terrà nell’ambito dell’Anteprima Terra Madre, l’appuntamento promosso da Slow Food che per la prima volta avvia proprio da Tropea il percorso verso Terra Madre Salone del Gusto 2026, in programma a Torino dal 24 al 27 settembre.

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Un progetto che il GAL definisce non come una semplice operazione di immagine, ma come un percorso collettivo. «Un patto, non un logo», è la sintesi scelta per raccontare la filosofia alla base del marchio: uno strumento pensato per dare riconoscibilità a un territorio ricco di produzioni, paesaggi, tradizioni e patrimoni culturali, spesso raccontati in modo frammentato.

Il Marchio Territoriale Terre Vibonesi ha già ottenuto il riconoscimento ministeriale e presenta una caratteristica particolare: i disciplinari non sono stati definiti come regole chiuse, ma lasciati aperti alla partecipazione degli operatori locali. «Una scelta consapevole», spiega il GAL, «per costruirli insieme agli attori del territorio — albergatori, ristoratori, operatori culturali, produttori, reti museali — e non calare dall’alto uno strumento che appartiene a tutti».

Il sistema si articola in quattro ambiti: Accoglienza, Sapori e Profumi, Paesaggi e Culture, Cammini e Benessere. Settori che racchiudono le diverse anime delle Terre Vibonesi e che puntano a creare un collegamento tra qualità dell’offerta, identità locale e capacità di presentarsi all’esterno con una voce comune.

«Il territorio vibonese esprime un patrimonio agroalimentare, paesaggistico e culturale di straordinaria ricchezza, ancora in larga parte da raccontare e da valorizzare», viene evidenziato nella nota del GAL. L’obiettivo è quindi quello di costruire «una casa comune» per produttori, operatori e istituzioni, un sistema riconoscibile che permetta di proporsi ai mercati con un’identità condivisa e credibile.

A spiegare il significato del progetto è il presidente del GAL Terre Vibonesi, Vitaliano Papillo, che affida al nuovo marchio una prospettiva di lungo periodo: «Il Marchio Territoriale Terre Vibonesi non è un’etichetta, ma una promessa. Una promessa che facciamo ai consumatori, garantendo loro qualità e autenticità, e una promessa che facciamo a noi stessi come comunità».

Papillo sottolinea anche la scelta di costruire attorno al marchio l’intera programmazione futura dell’ente: «Abbiamo scelto di costruire attorno a questo strumento l’intera programmazione perché crediamo che solo facendo sistema, solo riconoscendoci in un’identità comune, potremo competere sui mercati e offrire ai nostri giovani ragioni concrete per restare e investire qui».

La scelta di Tropea come luogo della presentazione si lega al ruolo dell’Anteprima Terra Madre, in programma dal 19 al 21 giugno. La cittadina ospiterà il primo appuntamento del percorso di avvicinamento alla manifestazione internazionale di Slow Food con mercati, conferenze dedicate alla biodiversità, show cooking e degustazioni. Un contesto che consentirà alle Terre Vibonesi di entrare in un circuito nazionale e internazionale dedicato alle eccellenze agroalimentari.

Alla conferenza stampa prenderanno parte l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, il sindaco di Tropea Giovanni Macrì, il presidente di Confindustria Vibo Valentia Rocco Colacchio e il presidente di Slow Food Calabria Michelangelo D'Ambrosio. Una presenza che, secondo il GAL, conferma la volontà di considerare il marchio come uno strumento di sviluppo che va oltre il solo settore agricolo, coinvolgendo l’intero sistema territoriale.