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08/05/2026 ore 09.19
Economia e Lavoro

Rottamazione dei tributi locali, a Pizzo confronto sulla definizione agevolata

Nel corso dell’appuntamento formativo è stata esaminata la disciplina prevista dalla manovra 2026. L’avvocato Marino ha proposto al Comune una modifica allo schema adottato dall’ente per allargare la platea dei beneficiari

di Redazione

A Pizzo la Rottamazione Quinquies non è stata affrontata soltanto come una misura tecnica, ma come uno strumento capace di incidere sulla vita concreta di cittadini, imprese e professionisti. È questo il filo del convegno svoltosi a Palazzo della Cultura, promosso dalla Camera degli Avvocati Tributaristi di Vibo Valentia in collaborazione con l’Ordine degli Avvocati di Vibo Valentia e il Comitato per il Commercio di Pizzo, accreditato ai fini della formazione professionale continua.

Obiettivo dell’iniziativa, come emerso nel corso dei lavori, è stato quello di mettere ordine in una materia articolata e di grande attualità, partendo dalla cosiddetta definizione agevolata e dalle sue ricadute sul piano dei tributi locali. Una questione che, viene evidenziato nella nota, non riguarda soltanto gli aspetti procedurali, ma «tocca da vicino cittadini, imprese e professionisti» e apre la possibilità per i contribuenti di «rimettersi in regola», pur dentro i limiti e le criticità del sistema della riscossione.

Dal quadro statale alla scelta degli enti locali

Sul piano nazionale, la Rottamazione Quinquies consente ai contribuenti di definire in maniera agevolata debiti tributari e contributivi, con particolare riferimento alle posizioni affidate all’Agenzia delle Entrate. Il confronto di Pizzo ha però spostato l’attenzione sulla dimensione territoriale della misura, così come prevista dalla legge di Bilancio 2026, che attribuisce a Comuni, Province e Regioni la facoltà di introdurre autonomamente forme di definizione agevolata.

La cornice normativa lascia agli enti territoriali un margine di scelta su modalità applicative, tributi interessati e periodi di imposta, ma fissa un limite: la quota capitale del debito resta intangibile, mentre possono essere ridotti in tutto o in parte sanzioni e interessi. Proprio su questo equilibrio si è concentrata una parte del dibattito, tra esigenza di favorire la regolarizzazione e necessità di preservare la tenuta delle entrate.

Il regolamento del Comune di Pizzo

In questo contesto si inserisce il regolamento approvato dal Comune di Pizzo per l’introduzione della Rottamazione Quinquies sui tributi locali, presentato come una occasione di regolarizzazione per cittadini e realtà economiche del territorio. Una scelta che, secondo quanto evidenziato dal sindaco Sergio Pititto, punta a sostenere famiglie, commercianti e imprese in una fase economica complessa, favorendo al tempo stesso il recupero delle entrate comunali.

Il confronto ha consentito di mettere a fuoco non solo le opportunità dello strumento, ma anche le difficoltà applicative. In particolare, è stata richiamata la necessità per il contribuente di valutare con attenzione la convenienza dell’adesione, in un quadro tributario che resta complesso e che richiede spesso il supporto di professionisti qualificati.

La proposta di modifica al regolamento

Particolarmente approfondito l’intervento dell’avvocato Pasquale Marino, che ha analizzato le opportunità offerte dalla misura e le criticità operative legate alla sua applicazione. Tra gli aspetti evidenziati, la difficoltà per il contribuente di comprendere fino in fondo gli effetti della scelta, anche a causa della complessità dell’ordinamento tributario.

Nel corso del dibattito, Marino ha avanzato una proposta di modifica al regolamento comunale, con l’obiettivo di ampliare la platea dei beneficiari e rafforzare la tutela dei contribuenti: «Abbiamo suggerito – spiega Marino – di inserire in definizione agevolata i debiti risultanti da ingiunzioni di pagamento e da accertamenti esecutivi relativi al periodo dal 1 gennaio 2000 al 31 dicembre 2025 che possono estinguersi versando le somme dovute a titolo di capitale. Quindi, ai fini della definizione agevolata, il debito deve risultare da una o ambedue le seguenti fattispecie: un’ingiunzione di pagamento emessa entro il 31 dicembre 2025 e divenuta definitiva entro la data di approvazione del presente regolamento; un accertamento esecutivo e/o provvedimento di accertamento notificato entro il 31 dicembre 2025».

La proposta ha trovato apertura sia da parte del primo cittadino sia da parte dei rappresentanti della minoranza presenti in sala, che hanno assunto l’impegno a testimonianza di una volontà condivisa di migliorare l’efficacia dello strumento.

Il confronto tra professionisti, istituzioni e territorio

A contribuire al dibattito sono stati anche l’avvocato Francesco De Luca, presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Vibo Valentia, e l’avvocato Antonio Furchì, presidente della Camera degli Avvocati Tributaristi di Vibo Valentia, che hanno sottolineato il valore dell’iniziativa sotto il profilo formativo e istituzionale.

Gli interventi, moderati dalla giornalista Rosita Mercatante, sono stati arricchiti dalle riflessioni dell’avvocato Domenico Sorace, che ha posto l’attenzione sull’equilibrio delicato tra esigenze di recupero fiscale e tutela del principio di uguaglianza, evidenziando la necessità di non penalizzare i contribuenti in regola con i pagamenti.