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13/05/2026 ore 11.04
Economia e Lavoro

Passaggio del personale 118 ad Azienda Zero: è scontro tra le sigle sindacali sui ricorsi al giudice del lavoro

In una lettera che circola tra gli operatori dell’emergenza territoriale di Vibo viene difeso l’accordo dell’11 marzo e contestata la via giudiziaria scelta da alcune sigle non firmatarie che secondo gli estensori del documento metterebbe a rischio le tutele per i lavoratori

di Redazione

Il passaggio degli operatori del 118 calabrese dalle Asp ad Azienda Zero non è più soltanto una questione amministrativa. Attorno al trasferimento del personale al nuovo ente regionale si muove anche uno scontro sindacale meno visibile, fatto di accordi firmati solo da alcune sigle, posizioni contrapposte e timori sulle ricadute concrete per chi lavora nell’emergenza territoriale. Dentro questo clima si inserisce una lettera rivolta agli operatori del 118, che circola anche tra il personale di Vibo e prende posizione contro la strada dei ricorsi giudiziari promossi da alcune organizzazioni non firmatarie.

Il documento non firmato ma indirizzato «a tutto il personale del 118 calabrese», entra nel merito delle «iniziative legali e dei ricorsi promossi da alcune sigle sindacali non firmatarie contro le modalità di trasferimento del personale del 118 dalle Asp ad Azienda Zero Calabria». Secondo gli estensori, «dietro una battaglia di principio si nasconde un concreto effetto boomerang capace di smantellare le uniche vere tutele individuali ottenute con l’accordo sindacale dell’11 marzo 2026».

Il nodo del “prestito” temporaneo

Al centro della lettera c’è il destino di chi non ha scelto di transitare in Azienda Zero. Il testo rimarca infatti che l’accordo vigente avrebbe riconosciuto «il diritto al diniego per il personale logorato da anni di servizio in emergenza territoriale». In questo quadro, chi ha deciso di non firmare il passaggio «rimane dipendente dell’Asp e viene assegnato in comando o distacco temporaneo, prestito, al 118 di Azienda Zero», con la prospettiva di essere ricollocato in reparti ospedalieri o ambulatoriali «non appena verrà reclutato nuovo personale».

È proprio questa tutela, secondo gli autori, a essere messa a rischio dai ricorsi. La lettera sostiene infatti che, in caso di accoglimento davanti al giudice del lavoro, la procedura di mobilità volontaria potrebbe essere annullata, aprendo la strada a un «transito coatto d’ufficio». «Il meccanismo del prestito temporaneo - si legge - verrà cancellato. Tutti i dipendenti del 118 verranno ceduti in blocco e permanentemente ad Azienda Zero, perdendo per sempre il diritto di rientrare nei reparti della vecchia Asp».

Le garanzie su sedi e salario

La lettera affronta poi il tema delle tutele economiche e territoriali, sostenendo che le garanzie invocate dai ricorsi sarebbero già contenute nel verbale d’accordo di marzo. «Il ricorso punta a contestare la legittimità del transito per ottenere garanzie economiche e territoriali - si legge ancora nel testo - tuttavia, queste tutele sono già operative e scritte nero su bianco».

Gli estensori richiamano in particolare il divieto di trasferimento arbitrario tra province diverse e la conservazione delle indennità maturate nelle singole Asp. «Rimarrai nella tua sede storica», afferma il documento, mentre sul piano economico sostiene che «le indennità specifiche e i diritti acquisiti» sarebbero stati «blindati e traghettati nel nuovo ente».

La frattura sindacale

La parte conclusiva della missiva rende esplicito lo scontro tra le diverse linee sindacali. Per gli autori, «il ricorso giudiziario non offre alcuna garanzia migliore rispetto a quelle già ottenute per via negoziale». Al contrario, rischierebbe di trasformare «un passaggio flessibile e concordato in un arruolamento d’ufficio forzato e irreversibile», bloccando in Azienda Zero anche chi ha manifestato la volontà di uscire dal sistema dell’emergenza urgenza.