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03/08/2026 ore 10.48
Economia e Lavoro

Ok le presenze ma quanto spende chi viene a Tropea? Avviato progetto pilota per misurare l’impatto economico del turismo sul territorio

L’iniziativa lanciata dall’Associazione Ambergatori che punta a trasformare i dati in programmazione: sotto la lente comportamenti di acquisto, provenienza dei visitatori e capacità di spesa. Lo scontrino medio è di 32 euro, ecco il settore che ne beneficia maggiormente e chi apre di più il portafogli

di Redazione

Non solo presenze, ma anche comportamenti di acquisto, provenienza dei visitatori e capacità di spesa. È con questo obiettivo che l'Associazione Albergatori di Tropea (Asalt), insieme a HBenchmark e Mastercard, ha avviato un progetto pilota per misurare l'impatto economico del turismo sulla destinazione attraverso la piattaforma Destination-Geospending.

L'iniziativa punta a fornire agli operatori del settore e alle amministrazioni uno strumento capace di leggere in maniera oggettiva gli effetti economici del turismo sul territorio, mettendo a disposizione dati aggiornati utili a orientare le strategie di sviluppo e promozione.

Il sistema, basato sulla piattaforma Geospending di XCC e sugli indicatori Mastercard, consente infatti di ricostruire lo "spending journey" dei visitatori, mostrando quanto spendono, in quali comparti economici concentrano gli acquisti e da quali aree geografiche provengono. La lettura e l'interpretazione dei dati sono affidate a HBenchmark, società specializzata in Hospitality Data Intelligence, che monitora oltre 80 destinazioni in Italia e in Europa.

L'infrastruttura analizza la spesa aggregata in oltre venti categorie merceologiche, che spaziano dall'ospitalità alla ristorazione, dallo shopping al tempo libero fino ai trasporti. Oltre ai volumi di spesa e allo scontrino medio, vengono elaborati indicatori che consentono di classificare i visitatori in base alla capacità di spesa e di distinguere i flussi internazionali, quelli provenienti da altre regioni italiane e quelli di prossimità.

I primi dati, riferiti al semestre gennaio-giugno 2026, evidenziano una crescita della spesa complessiva del 32% rispetto allo stesso periodo del 2025. Nei sei mesi l'indice medio di spesa si è attestato a 1,07, mentre lo scontrino medio è stato pari a 32,21 euro.

A sostenere maggiormente i consumi è il turismo internazionale, che rappresenta il 74% del volume complessivo della spesa. I visitatori provenienti dal resto d'Italia incidono per il 17%, mentre quelli regionali, esclusi i residenti della provincia di Vibo Valentia, si attestano al 9%.

Tra i comparti economici è la ristorazione a registrare la crescita più elevata, con un incremento del 42% rispetto all'anno precedente, seguita dai supermercati e dalle specialità alimentari (+32%) e dal settore ricettivo (+23%).

Guardando ai mercati esteri, la Germania si conferma il primo Paese di provenienza, davanti ad Austria e Polonia, quest'ultima protagonista della crescita più marcata con un incremento del 141%. Sul fronte nazionale, i principali bacini di domanda sono Lombardia, Lazio e Sicilia.

Anche il mese di giugno conferma il trend positivo. L'indice di spesa è salito a 3,26, con una crescita del 28% rispetto allo stesso mese del 2025. In apertura della stagione estiva, inoltre, la componente straniera ha continuato a prevalere, rappresentando il 72% della spesa complessiva, mentre il turismo nazionale è risalito fino al 21%.

Per il presidente di Asalt, Massimo Vasinton, il valore del progetto risiede soprattutto nella possibilità di trasformare i dati in uno strumento di programmazione: «Con Destination-Geospending abbiamo finalmente uno strumento che ci consente di misurare con precisione il valore economico generato dal turismo, andando oltre il semplice dato delle presenze. Conoscere provenienza e capacità di spesa dei visitatori ci aiuterà a orientare meglio la promozione e a favorire investimenti mirati».

Il presidente dell'associazione richiama quindi l'attenzione sulle opportunità offerte dai nuovi mercati turistici: «Particolare attenzione meritano i mercati emergenti, come il Giappone, che nel primo semestre 2026 ha registrato una crescita significativa rispetto al 2025. L'obiettivo è trasformare questi dati in scelte concrete e condivise per una crescita più consapevole e duratura della destinazione».