Nel Vibonese le famiglie spendono in media più soldi per il gioco d’azzardo che per la spesa alimentare o per pagare l’affitto
Si spendono in media 661 euro al mese, contro i 589 che servono per il cibo e i 369 euro versati per la casa. Un paradosso che pone la provincia di Vibo al quinto posto in Italia per importo giocato per adulto e seconda tra quelle calabresi
Nel Vibonese si spende più per il gioco d’azzardo che per il cibo e l’affitto di casa. È il paradosso che emerge dalla classifica pubblicata su Gioco Responsabile che colloca Vibo Valentia quinta in Italia per importo giocato per adulto, con 4.097 euro l’anno. nel Vibonese si giocano in media 661 euro al mese per famiglia: più dei 589 euro indicati per la spesa alimentare e quasi il doppio dei 369 euro dell’affitto medio.
Tra le province calabresi, solo Reggio Calabria è più in alto: quarta a livello nazionale, con 4.323 euro. Seguono Crotone, sesta con 3.983 euro, e Catanzaro, ottava con 3.778. Vibo è dunque seconda in regione. Nella tabella calabrese Cosenza è indicata al 22° posto.
Un confronto che pesa sul bilancio familiare
Il dato vibonese supera entrambe le soglie di spesa mensile riportate nella tabella: quella alimentare e quella dell’affitto. La stessa cosa avviene per Reggio Calabria e Crotone. A Catanzaro il giocato familiare è di 598 euro, appena sopra i 589 indicati per il cibo, e supera anche il valore dell’affitto. Cosenza, con 581 euro al mese, resta sotto la soglia alimentare, ma oltre quella dell’affitto.
Sono cifre che colpiscono soprattutto perché accostano il gioco alle spese quotidiane delle famiglie. La classifica, però, parla di importi giocati: non specifica se corrispondano a perdite nette o ad altre misure della spesa per il gioco.
Quattro province calabresi nelle prime dieci
La graduatoria nazionale, che comprende 103 province, è guidata da Isernia con 4.660 euro giocati per adulto all’anno. Seguono Prato (4.622) e Messina (4.488). Reggio Calabria è quarta, Vibo quinta, Crotone sesta e Catanzaro ottava: quattro province calabresi figurano così tra le prime dieci.