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10/03/2026 ore 06.15
Economia e Lavoro

Nel Vibonese diesel oltre i 2 euro, Schiavello: «Non siamo speculatori, noi guadagniamo 3 centesimi al litro»

Il presidente nazionale dell’associazione di benzinai Clai e gestore di due distributori a Serra San Bruno difende la categoria: «Sono le compagnie petrolifere a decidere. I controlli della Finanza? Ben vengano». Lo sguardo al Medio Oriente: «Se continua così il vero problema sarà trovare il carburante»

di Cristina Iannuzzi
I prezzi del carburante nel Vibonese, nel riquadro in alto Ferruccio Schiavello

«Non siamo noi gestori che la mattina ci alziamo e decidiamo di aumentare i prezzi». Ferruccio Schiavello, presidente nazionale del Clai – associazione di categoria dei benzinai – interviene dopo le polemiche sull’aumento dei carburanti e respinge le accuse di speculazione rivolte ai gestori delle stazioni di servizio.

Il costo del petrolio continua a salire. Domenica il greggio ha toccato i 119,5 dollari al barile, con un aumento del 24,95% rispetto agli ultimi dodici mesi. Un andamento che si riflette anche sui prezzi alla pompa.

Nel Vibonese il diesel ha superato in diversi casi i due euro al litro. Alla stazione Esso di Paravati ieri il gasolio è arrivato a 2,149 euro al litro, mentre la benzina è stata venduta a 1,929. Prezzi elevati anche a Mileto: nel distributore Agip il diesel è stato registrato a 1,919 euro al self service e 2,139 al servito, mentre la benzina è salita a 1,789 al self e 2,009 al servito.

Secondo Schiavello, che gestisce due distributori a Serra San Bruno, i gestori non hanno alcun margine decisionale sui listini. «Noi siamo vincolati agli accordi con le compagnie petrolifere. Sono loro che stabiliscono i prezzi e noi siamo obbligati ad applicarli».

Il margine per i titolari degli impianti resta molto limitato. «Guadagniamo circa tre centesimi al litro e da quella cifra dobbiamo coprire tutte le spese: personale, energia elettrica e costi di gestione».

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Il presidente del Clai spiega che eventuali verifiche non preoccupano la categoria. «Se ci saranno controlli della Guardia di finanza ben vengano. Possiamo dimostrare che non siamo noi a determinare gli aumenti».

Sulle cause del rincaro incidono soprattutto fattori internazionali. «La guerra nel Golfo Persico stanno destabilizzando il mercato. Anche la situazione nello Stretto dove passano le navi ha un peso sugli approvvigionamenti».

Secondo Schiavello le compagnie petrolifere stanno già adeguando i prezzi per tutelarsi rispetto ai futuri acquisti. «Il carburante che vendono oggi potrebbe essere sostituito da prodotto che costerà ancora di più».

Lo scenario, aggiunge, potrebbe avere conseguenze anche sulla disponibilità. «Se la situazione internazionale continuerà in questa direzione non avremo solo il problema del prezzo, ma anche quello di trovare carburante».

Il presidente del Clai invita comunque gli automobilisti a evitare corse ai distributori. «Non bisogna fare rifornimento per paura di restare senza carburante. Il consiglio è usare l’auto solo quando serve».

Infine ribadisce la posizione dei gestori. «Non siamo speculatori. Lavoriamo molte ore al giorno con margini molto bassi e applichiamo i prezzi che ci vengono comunicati dalle compagnie».

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