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19/05/2026 ore 09.41
Economia e Lavoro

Nasce il Festival Terre Vibonesi: a Francavilla due giorni per costruire una rete tra produttori, Comuni e giovani

La manifestazione mette al centro le eccellenze territoriali, le filiere agroalimentari e il dialogo con istituzioni e comunità locali. Dalla Cipolla Rossa di Tropea alla ’Nduja di Spilinga, l’obiettivo è dare forma a un’identità condivisa capace di generare sviluppo

di Redazione

Il Festival Terre Vibonesi prende forma a Villa Klopè, a Francavilla Angitola, dove il 15 e 16 ottobre 2026 il Gal Terre Vibonesi riunirà produttori, comunità, imprese, istituzioni, artigiani e giovani della provincia di Vibo Valentia. Due giornate pensate come una piattaforma di confronto sul futuro del territorio, con al centro il marchio territoriale Terre Vibonesi e la rete di eccellenze locali.

La data scelta racconta l’impostazione dell’iniziativa: ottobre arriva dopo la stagione turistica estiva e apre il tempo della destagionalizzazione, mentre le filiere agroalimentari vivono passaggi simbolici come la vendemmia e la raccolta delle olive.

Il marchio come promessa pubblica

Il cuore della manifestazione sarà il marchio territoriale Terre Vibonesi, lo strumento con cui il Gal intende identificare e promuovere produzioni, servizi ed esperienze nate nel Vibonese e legate a standard condivisi per fare rete e contribuire a un racconto comune.

In questa prospettiva si inserisce l’alleanza con i Consorzi di tutela. Nel Piano di azione locale, il Gal ha costruito una “filiera dell’identità” che tiene insieme Cipolla Rossa di Tropea Calabria Igp, Pecorino del Monte Poro Dop, fagiolo autoctono e ’nduja di Spilinga, affiancata da una filiera dedicata al peperoncino.

Dalle denominazioni ai borghi

Le eccellenze del territorio saranno protagoniste di tavole tematiche, degustazioni guidate e racconti dei produttori. La nascente Doc Costa degli Dei porterà il profilo enologico del litorale e delle colline vibonesi, con Magliocco Canino e Zibibbo. Accanto a essa ci saranno Cipolla rossa di Tropea Calabria Igp, ’nduja di Spilinga, Pecorino del Monte Poro Dop, olio extravergine d’oliva, miele, fagiolo autoctono e prodotti da forno della tradizione.

Il programma si muoverà lungo cinque ambiti collegati tra loro: identità, agricoltura, turismo, artigianato, innovazione e sviluppo economico. L’obiettivo è lasciare al territorio relazioni e idee utili a chi nelle Terre Vibonesi vive, lavora, accoglie e investe.

I Comuni e la voce del Gal

Il Festival sarà anche un momento di apertura istituzionale all’intera provincia. I cinquanta Comuni del Vibonese, dai borghi interni ai centri costieri, saranno chiamati a confrontarsi con imprese, associazioni e cittadini su promozione turistica integrata, aree interne, prodotti locali e strategie per i giovani che scelgono di restare.

«Il marchio territoriale Terre Vibonesi è il modo concreto con cui, in questi anni, abbiamo trasformato la qualità diffusa del nostro territorio in un sistema riconoscibile», dichiara il presidente del Gal, Vitaliano Papillo. «Non un’etichetta da applicare, ma una scelta di responsabilità che produttori, artigiani, operatori e Consorzi di tutela hanno fatto insieme. Il Festival nasce per dare a questo lavoro un luogo annuale di restituzione e di rilancio, in cui il marchio e i Consorzi incontrano istituzioni, imprese, giovani e comunità, e in cui possiamo discutere come crescere ancora, perché le Terre Vibonesi possano davvero generare futuro».