Meridionale Petroli, nelle carte la cruda realtà: «Nessuna delocalizzazione del deposito costiero è stata avviata»
L’Autorità portuale pubblica l’intera pratica che ha portato al famoso “atto di sottomissione” con rinnovo temporaneo di 4 anni (il sindaco ne chiedeva due e mezzo). Ma se alla data del 31 dicembre 2029 il trasferimento dell’impianto non sarà cosa fatta scatterà la nuova concessione definitiva
«L’Autorità di Sistema Portuale non ha mai avviato alcun procedimento di delocalizzazione del deposito costiero». È il passaggio forse più esplicito della relazione finale sul rinnovo della concessione demaniale a Meridionale Petroli, pubblicata sul proprio albo pretorio dall’Autorità portuale.
Un documento che riassume tutto l’iter, dalla richiesta di rinnovo ventennale fino alla conferenza dei servizi finale, passando dai singoli pareri di tutte le istituzioni e gli enti coinvolti.
Leggendo il lungo resoconto, emerge una linea che prova a tenere insieme esigenze diverse: da un lato la continuità operativa di un’infrastruttura considerata strategica (e non per modo di dire, visto che è qualificata proprio così a livello nazionale), dall’altro la pressione politica e istituzionale per arrivare alla sua delocalizzazione.
Ma si consolida anche la sensazione che lo smantellamento dell’impianto a Vibo Marina e la sua ricostruzione nell’area industriale di Porto Salvo resti, al momento, solo un’ipotesi e non un traguardo certo.
Meridionale Petroli, Romeo: «È in combutta con l’opposizione, li costringerò a ragionare». E Ammaturo «non risponde più al telefono»Nella relazione viene rimarcato che la società ha chiesto il rinnovo della concessione demaniale marittima per altri vent’anni, dopo la scadenza del titolo originario al 31 dicembre 2025. L’impianto, attivo nell’area portuale dal 1956, occupa oltre 26mila metri quadrati ed è funzionale alla movimentazione e distribuzione di prodotti petroliferi su scala regionale. Un nodo logistico rilevante, dunque, che secondo il Governo rientra tra le infrastrutture energetiche strategiche nazionali.
I pareri: via libera tecnico, ma con condizioni
La Conferenza dei servizi – riporta il documento – ha restituito un quadro prevalentemente favorevole: Vigili del fuoco, Asp, Regione, Ministero e altri enti hanno espresso pareri positivi, pur indicando prescrizioni su sicurezza, gestione del rischio e aggiornamento dei piani di emergenza.
Particolarmente significativo il passaggio dell’Asp, che evidenzia come l’attività possa proseguire, ma richiama il contesto delicato in cui si trova l’impianto: «in prossimità di aree frequentate da terzi (spiaggia, ristoranti, centro abitato)». Un elemento che da tempo alimenta il confronto pubblico e che adesso si fa ancora più impellente con l’imminente adozione del nuovo Piano di emergenza ed evacuazione che determinerà restrizioni sull’uso di via Vespucci, quella tra i lidi e l’insediamento industriale.
Meridionale Petroli, i sindacati annunciano un incontro al Ministero con azienda e Comune di ViboLa posizione del Comune: sì solo temporaneo
Il Comune di Vibo Valentia, con il sindaco Enzo Romeo, ha espresso disponibilità al rinnovo, ma solo per un periodo limitato, circa 30 mesi, cioè due anni e mezzo, per consentire la delocalizzazione.
Una posizione ribadita formalmente anche nella Conferenza dei servizi, in linea con gli indirizzi già approvati dal Consiglio comunale, che punta a trasferire l’impianto nell’area industriale di Porto Salvo.
L’obiettivo dichiarato è trasformare il porto in chiave turistica, garantire la fruizione in sicurezza dei luoghi e liberare spazi oggi occupati dal deposito, ormai inglobato nel tessuto urbano e balneare.
L’Autorità portuale: nessuna delocalizzazione in corso
Diversa, però, la lettura dell’Autorità portuale, che nel documento chiarisce, come già accennato, un punto decisivo: non è stato avviato alcun procedimento amministrativo di delocalizzazione. Curioso che la “precisazione” dell’Autorità intervenga per eccepire a un’errata definizione data dalla Provincia di Vibo che nel suo parere aveva accennato a un presunto procedimento già in itinere che, invece, non c’è.
Le osservazioni e le proposte in tal senso, pur presenti nel dibattito pubblico e nelle interlocuzioni istituzionali, vengono considerate invece «estranee al perimetro dell’istruttoria», che riguarda esclusivamente il rinnovo della concessione. Un passaggio che fotografa lo scarto tra piano tecnico-amministrativo e indirizzo politico.
Meridionale Petroli, tensione al vertice con i sindacati: Romeo esclude la Cisal e poi si scusa con una nota ufficialeLa proposta: un atto “ponte” fino al 2029
Alla fine, la “soluzione” di compromesso viene modulata sull’istanza del Comune e si giunge a un “atto di sottomissione”, cioè una forma di autorizzazione temporanea, con durata limitata.
L’orizzonte indicato però è quello del 31 dicembre 2029, quindi un periodo inferiore rispetto ai vent’anni richiesti dalla società, ma più ampio rispetto ai 30 mesi ipotizzati dal Comune. Un titolo destinato a fare da ponte mentre si verifica la fattibilità della delocalizzazione, anche attraverso un tavolo tecnico già attivo a livello ministeriale.
Ma, nei fatti, al momento non c’è alcuna garanzia che la delocalizzazione si compia. Anzi, come si evince dalle carte, se alla data fatidica nulla sarà cambiato, la concessione pluriennale verrà rinnovata praticamente in automatico.