Mega-impianto fotovoltaico sulla Piana degli Scrisi, l’Associazione contadini di Maierato programma le prossime mosse
Riunione operativa per decidere i passaggi nell’azione di contrasto al progetto che prevede l’installazione di oltre 61mila pannelli solari sui campi destinati alla produzione del pregiato grano Rosìa. Ecco cosa succede adesso
Una riunione che è servita a tirare le somme, dopo la partecipata assemblea pubblica del 24 luglio scorso, e a programmare le mosse future. L’Associazione contadini di Maierato si è ritrovata, ieri sera, in una lunga e articolata disamina voluta per programmare la prosecuzione della battaglia, improntata alla proposta e al dialogo, che la vede opporsi al mega-progetto fotovoltaico di località “Vinci Perrone”, nel territorio di Pizzo. Un impianto che sarebbe in grado di sviluppare 45 MW di potenza (per 79 milioni di KWh l’anno) su 73 ettari di terreni al confine con Maierato e sulla fertile Piana degli Scrisi, storicamente vocata alla produzione dell’antico grano Rosìa, dichiarato dal Masaf varietà da conservazione.
I contadini di Maierato non sono soli, sala stracolma per l’assemblea contro il mega-impianto fotovoltaico sulla Piana degli ScrisiSono 25 gli affittuari che hanno già ricevuto la comunicazione di disdetta anticipata dei contratti al 31.12.2027 da parte dei proprietari dei terreni, gli eredi De Riso, proprio in previsione della creazione dell’impianto industriale di produzione energetica da 61mila pannelli che riguarderà, oltre a Pizzo e Maierato, anche i comuni di Sant’Onofrio e Filogaso per le opere connesse.
Apprezzamenti sono stati espressi dagli iscritti all’associazione guidata da Vincenzo Griffo, per l’ampia a qualificata partecipazione all’assembla pubblica. Al contempo è emersa la necessità e la volontà di non disperdere il patrimonio di contributi arrivati da associazioni di categoria, esponenti delle amministrazioni nonché da esperti in materia, rilevando al contempo come sia però mancata la partecipazione di riferimenti istituzionali della Regione Calabria. Pertanto si è stabilito di agire su più livelli, partendo da una richiesta di audizione che l’Acm rivolgerà proprio ai dipartimenti Agricoltura e Ambiente della Regione per rappresentare agli assessori, o ai loro delegati e alle relative strutture tecniche, le motivazioni alla base della contrarietà al progetto.
Fotovoltaico nella Piana degli Scrisi, 213 agricoltori a rischio esproprio. Il No della Cia: «Governo e Regione salvino il granaio del Vibonese»Ancora, l’Acm ha deliberato la partecipazione di una propria delegazione, affiancata da altre associazioni, al Consiglio comunale di Pizzo, in agenda il 31 luglio, nel corso del quale è prevista la discussione di un ordine del giorno sul punto. Proprio sulle amministrazioni comunali coinvolte, il movimento dei contadini concentra molte aspettative, auspicando un fronte politico comune e compatto di opposizione al progetto presentato dalla società Fri-el Spa allo “Sportello Ambiente” regionale.
Il Comune di Maierato è stato il primo a prendere una posizione ufficiale attraverso una delibera di Giunta nella quale si esprimono, in ragione del «rilevante e negativo impatto ambientale, paesaggistico, culturale e socioeconomico del progetto proposto», «diniego ed opposizione motivata, netta e inequivocabile, alla realizzazione dell'impianto agrivoltaico denominato "Pizzo-Vinci" e di tutte le relative opere infrastrutturali connesse ricadenti nell'ambito territoriale di questo Comune». Analoga iniziativa è stata assunta da Filogaso, si attendono ora le determinazioni delle altre amministrazioni interessate, mentre sta per scadere il termine per la verifica della completezza documentale del progetto fissato al 31 luglio. Alcune osservazioni in questo senso sarebbero già state presentate da vari portatori d’interesse.
Fotovoltaico sugli Scrisi, arriva il primo “No” istituzionale: il Comune di Maierato delibera un parere «nettamente negativo»Un’ulteriore decisione assunta nel corso della riunione dell’Acm, riguarda infine l’avvio di interlocuzioni tematiche con le categorie che si sono già schierate a fianco dell’associazione. Verranno dunque promossi tavoli di confronto con le sigle del comparto agricolo (Cia, Coldiretti, Confagricoltura), con i Comuni, con le associazioni ambientaliste, culturali e di promozione sociale e, infine, verrà interpellata anche la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio il cui parere riveste una particolare e rilevante importanza nel procedimento autorizzativo. Lo scopo è definire con accuratezza e attenzione i prossimi step di un percorso che, è stato rimarcato, sarà sempre portato avanti in maniera civile e democratica.