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28/04/2026 ore 14.26
Economia e Lavoro

Lavoro irregolare, Vibo alza la guardia: il 30 la firma in Prefettura dell’intesa che coinvolge aziende, sindacati e istituzioni

Il protocollo rappresenta una tappa importante nella prevenzione di infortuni e lavoro sommerso. Nel mirino anche caporalato e sfruttamento. Prevista l’istituzione di un Osservatorio permanente

di Redazione

Infortuni sul lavoro e contrasto all’irregolarità tornano al centro dell’agenda istituzionale a Vibo Valentia, dove il prossimo 30 aprile 2026 si terrà un momento chiave di confronto e impegno condiviso. In Prefettura è infatti in programma «la riunione per la sottoscrizione del “Protocollo d’intesa per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro e per il contrasto al lavoro irregolare”», fissata per le ore 10:00.

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L’iniziativa si inserisce in «una tematica, sempre attuale, della tutela del lavoro», con un focus preciso sul «rafforzamento delle azioni di prevenzione e contrasto al lavoro irregolare». Un ambito cruciale, che continua a richiedere interventi strutturati e coordinati tra istituzioni e parti sociali.

Alla riunione sono stati invitati «i rappresentanti delle Istituzioni e degli Enti competenti in materia», in un’ottica di ampia partecipazione e collaborazione. Tra questi figurano «il responsabile dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro, i Responsabili dell’Inail e dell’Inps, l’Asp, le Forze di Polizia, i Vigili del Fuoco», insieme anche «alle Associazioni dei datori di lavoro e le Organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative». Un coinvolgimento trasversale, che evidenzia la complessità del fenomeno e la necessità di un approccio integrato.

Il Protocollo rappresenta «il risultato di un percorso sinergico» finalizzato a «rafforzare le azioni di prevenzione e contrasto degli infortuni sul lavoro e del fenomeno del lavoro irregolare e sommerso». Tra i punti cardine dell’intesa emerge innanzitutto «il monitoraggio del fenomeno infortunistico attraverso l’analisi periodica dei dati», affiancato dal «potenziamento delle attività di prevenzione e vigilanza».

Non meno rilevante è l’impegno verso «la promozione di iniziative finalizzate a contrastare le forme di lavoro irregolare o svolto in condizioni non dignitose», con esplicito riferimento a «sfruttamento, discriminazioni, caporalato, negazione dei diritti e diseguaglianze». Un passaggio che mette in luce la dimensione sociale ed etica del problema.

Il documento punta inoltre sulla «promozione di specifiche campagne di sensibilizzazione», destinate ad «attenzionare le situazioni più critiche e sensibili», oltre alla «diffusione di buone pratiche in materia di sicurezza». Particolare attenzione viene riservata anche al fenomeno dei «“quasi infortuni” (near-miss), spesso non segnalati ma rilevanti ai fini della prevenzione», segnale di una strategia che guarda anche agli indicatori meno evidenti ma fondamentali.

Tra gli strumenti operativi previsti, spicca «l’istituzione, presso la Prefettura, di un Osservatorio permanente», incaricato di «monitorare l’andamento del fenomeno, promuovere azioni condivise e approfondire specifiche criticità settoriali». Un organismo pensato per garantire continuità e incisività all’azione di controllo e prevenzione.

L’incontro del 30 aprile viene così descritto come «un’importante occasione per rafforzare la collaborazione tra tutti gli attori coinvolti», ma anche per «ribadire l’impegno comune nella diffusione della cultura della prevenzione e della sicurezza nei luoghi di lavoro». Parallelamente, resta centrale «il contrasto al lavoro sommerso e a ogni forma di irregolarità», obiettivo che richiede costanza e sinergia istituzionale.