Isituto “Don Mottola” Tropea-Ricadi, dopo le accuse della Uil la comunità scolastica si schiera con il preside: «Nessuna bufera»
La maggioranza della Rsu e numerosi lavoratori contestano la ricostruzione sindacale e difendono l’operato del dirigente: «Pieno sostegno. La scuola cresce nel segno delle regole»
Dopo la denuncia della Uil Scuola di Vibo Valentia, che nei giorni scorsi aveva parlato di un clima di tensione all’interno dell’Istituto comprensivo “Don Francesco Mottola” di Tropea-Ricadi, contestando presunti provvedimenti disciplinari ritenuti ingiustificati e chiedendo l’intervento degli organi competenti, arriva la replica di una parte consistente della comunità scolastica. Due distinte note diffuse nelle ultime ore prendono infatti posizione a sostegno del dirigente scolastico e contestano la ricostruzione fornita dal sindacato, respingendo l’immagine di una scuola attraversata da conflitti e divisioni.
La Rsu dell’Istituto: «Bisogna ristabilire la realtà»
La prima presa di posizione arriva dalla maggioranza della Rsu dell’istituto, che rivendica il dovere di «ristabilire la realtà dei fatti e tutelare l’immagine della propria scuola e della regolarità delle relazioni sindacali». I firmatari spiegano che, a seguito di «una spontanea e massiccia raccolta firme promossa all’interno dell’istituto», la maggioranza del personale scolastico ha voluto formalizzare «il proprio pieno sostegno, la stima e la incondizionata solidarietà al Dirigente scolastico».
Secondo la Rsu, «contrariamente a quanto rappresentato da alcune sigle sindacali, l’istituto non vive una situazione di “bufera” o di tensione distruttiva». Al contrario, si legge nella nota, «si respira un clima di quotidiana cooperazione, improntato al rispetto reciproco e alla crescita professionale». I rappresentanti dei lavoratori sostengono inoltre che «l’azione del Dirigente scolastico si è sempre distinta per trasparenza, legalità e rispetto delle regole», garantendo una gestione equa e finalizzata esclusivamente al buon andamento della scuola e al benessere degli alunni.
Nella stessa nota si evidenzia come «strumentalizzare le dinamiche interne attraverso attacchi mediatici danneggia in primo luogo l’istituzione scolastica e la serenità degli studenti», mentre la raccolta firme sarebbe nata «dalla volontà di proteggere il lavoro svolto finora da una narrazione distorta». Da qui la conferma della volontà di «continuare a lavorare al fianco del Dirigente scolastico con la dedizione di sempre», con l’auspicio di un ritorno «a un dialogo costruttivo e sereno, lontano da polemiche sterili e dannose per il territorio».
La lettera di docenti e personale Ata
Ancora più articolata la seconda nota, firmata da docenti e personale Ata dell’istituto, che si apre con una domanda provocatoria: «A chi fa paura l’autorevolezza dell’IC Don Francesco-Mottola di Tropea-Ricadi?». Nel documento si sostiene che «non c’è nessuna bufera in seno all’Istituto Comprensivo Don Francesco Mottola di Tropea-Ricadi, bensì soffia da anni un vento sano e vigoroso di cambiamento e di crescita».
I firmatari respingono le accuse di eccessiva rigidità rivolte al dirigente, affermando di non ravvisare «alcuna rigidità, solo rigore e infaticabile spirito di servizio». La fermezza nell’applicazione delle regole viene definita «uno dei baluardi di certezza del diritto», indispensabile per garantire «uguaglianza, imparzialità e corretto funzionamento della comunità scolastica». Secondo la nota, «le regole non nascono per limitare la libertà delle persone, ma per tutelarne i diritti di tutti», mentre «applicare le norme senza favoritismi e senza eccezioni arbitrarie significa garantire equità, trasparenza e rispetto reciproco».
Docenti e personale Ata ricordano inoltre che «il compito di un dirigente non è quello di soddisfare ogni richiesta particolare, bensì di assicurare che l’istituzione possa operare nel modo più efficiente possibile». Da qui l’espressione di «vicinanza e sostegno al dirigente scolastico», il cui operato sarebbe orientato a garantire «ordine, correttezza amministrativa e qualità nell’organizzazione delle attività didattiche e istituzionali».
Il documento si chiude con l’auspicio che il dirigente possa continuare a guidare l’istituto «ancora per molto tempo attraverso le sue indiscusse capacità organizzative e le sue innegabili competenze culturali, pedagogiche e didattiche».