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21/06/2026 ore 13.48
Economia e Lavoro

Il grano Rosìa varietà da conservazione, Griffo (Acm): «È l’eredità più preziosa dei nostri avi»

Il presidente dell’Associazione contadini di Maierato esprime soddisfazione per il riconoscimento ottenuto dal ministero dell’Agricoltura, frutto della «caparbietà di generazioni di agricoltori». Ma avverte: «Ora dobbiamo difendere la Piana degli Scrisi»

di Stefano Mandarano

A Rosìa tenila pe’ tia”: così recita un antico detto che si tramanda da generazioni tra i contadini della Piana degli Scrisi di Maierato. Il riferimento è alla varietà di grano antico, Rosìa appunto, che ha recentemente ottenuto da parte del ministero dell’Agricoltura l’inserimento tra le Varietà italiane da conservazione. Un risultato che ne tutela la filiera produttiva e che premia il lavoro di recupero e conservazione che in quell’area è stato svolto nel corso degli anni.

Il ministero dell’Agricoltura inserisce il grano Rosìa di Maierato tra le varietà italiane da conservazione

Principali protagonisti di quest’azione, e indiscussi custodi del grano Rosìa, sono proprio i contadini della zona. E in questo caso non si tratta di un’entità generica ma di piccoli produttori che si sono strutturati da tempo in un sodalizio: l’Associazione contadini di Maierato.

A rappresentarli è il presidente Vincenzo Griffo che oggi esprime soddisfazione per il riconoscimento arrivato dal ministero. «Le vecchie generazioni avevano ragione - esordisce -, perché avevano compreso le qualità di questo straordinario cereale che, nonostante la bassa resa per ettaro, è stato da sempre utilizzato per la panificazione in modo naturale. Ed è grazie alla Piana degli Scrisi, che ne è stata da sempre la culla, e soprattutto alla caparbietà di generazioni di contadini che hanno continuato a custodirlo anche quando sono arrivate cultivar con maggiori rese per ettaro, lasciandoci questo seme in eredità, che oggi possiamo ancora apprezzarne le qualità».

Per Griffo, il sigillo del ministero, rappresenta però un’ulteriore responsabilità per tutti gli attori locali. «Ora che abbiamo un prodotto di nicchia riconosciuto, dobbiamo tutelarlo con tutte le nostre forze e difendere la Piana degli Scrisi: territorio che oggi può essere appetibile per altri interessi. Il nostro paesaggio - continua il presidente dell’Acm - è unico per storia contadina e vocazione agricola, e dunque va custodito il suo delicato equilibrio naturale». Sulla zona incombono, infatti, progetti di installazione di impianti fotovoltaici a ridosso delle aree agricole.

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In conclusione, Griffo annuncia l’intenzione di «organizzare un incontro di approfondimento, con istituzioni, organizzazioni di categoria e associazioni interessate, proprio sul grano Rosìa e sulle iniziative a tutela della sua produzione». Coglie inoltre l'occasione per «ringraziare tutti gli enti che hanno reso possibile il risultato, dal Dipartimento di agraria dell'Università Mediterranea di Reggio Calabria, con i prof. Michele Monti e Giovanni Preiti, il Dipartimento agricoltura della Regione Calabria, l’Arsac e il ministero dell’Agricoltura».