Fotovoltaico nei campi del grano Rosìa, il Distretto del cibo del territorio rurale vibonese si schiera con i contadini di Maierato contro il progetto
Per la presidente Luisa Caronte installazioni di questa portata dovrebbero «privilegiare aree dismesse, terreni incolti e zone industriale» e «non interferire con colture di pregio»
«Tutelare le colture di pregio e ridurre il consumo di suolo agricolo deve essere la priorità per una transizione energetica che voglia dirsi tale. Per questo guardiamo con preoccupazione al progetto di realizzazione di un impianto fotovoltaico di vaste dimensioni, recentemente depositato alla Regione Calabria, che prevede l’installazione di oltre 61mila pannelli solari su un’area di oltre 73 ettari, tra i comuni di Pizzo e Maierato, nel cuore della produzione del pregiato grano antico Rosìa, recentemente inserito dal ministero dell’Agricoltura tra le varietà italiane da conservazione e già iscritto nel Registro regionale della biodiversità».
A dirlo in un comunicato stampa è Luisa Caronte, presidente del Distretto del Cibo del territorio rurale vibonese, agenzia di sviluppo territoriale riconosciuta dalla normativa nazionale sui Distretti del cibo e dal ministero dell’Agricoltura. L’ente esprime così una posizione critica in relazione alla notizia, rivelata stamane da ilvibonese.it e lacnews24.it, del progetto del mega-impianto fotovoltaico “Pizzo-Vinci” da 45 MW che interesserà i comuni di Pizzo e Maierato, oltre a quelli di Sant’Onofrio e Filogaso per le opere di connessione alla rete elettrica nazionale.
«Facciamo nostro l’allarme dell’Associazione dei contadini di Maierato - aggiunge la presidente Caronte -, custodi di una coltura tradizionale che si tramanda da generazioni e che si apre adesso ad un’importante prospettiva di crescita in tutta la sua filiera, con ricadute significative dal punto di vista economico, sociale e della tutela della biodiversità alimentare. Non siamo contro le fonti energetiche rinnovabili, siamo anzi fermamente convinti che si tratti di un percorso necessario e irrinunciabile che va, però, perseguito con criteri precisi che privilegino l’utilizzo di aree dismesse, terreni incolti e zone industriali, prima di compromettere le aree ad alta vocazione agricola e quelle paesaggisticamente più rilevanti».
Mega-impianto fotovoltaico sulla Piana degli Scrisi, il Gal: «Inaccettabile cancellare i campi dove si coltiva il pregiato grano Rosìa»In conclusione, Caronte assicura che il Distretto sarà «al fianco dei contadini di Maierato nelle azioni che decideranno di intraprendere, nella convinzione che oggi più che mai occorra normare anche a livello regionale la localizzazione degli impianti di produzione energetica, dotandosi di una Legge sulle aree idonee ormai non più procrastinabile».
Un mega-impianto fotovoltaico da 61mila pannelli e 45 milioni di euro minaccia i campi del grano Rosìa (tutelato), i contadini di Maierato pronti alla rivolta