Fondi per le spiagge libere, nessun Comune vibonese nella graduatoria dei beneficiari del bando regionale
Scarsa partecipazione all’avviso pubblico della Regione per finanziare interventi di riqualificazione sui tratti di litorale non dati in concessione ai privati. Solo 21 amministrazioni calabresi hanno risposto: ecco chi va all’incasso
Nessun Comune costiero del Vibonese va all’incasso dei fondi regionali stanziati per migliorare l’accesso delle spiagge libere. Ma sono in buona compagnia (si fa per dire), perché nonostante gli 800 chilometri di costa che può vantare la Calabria, sono appena 21 i Comuni che hanno tentato di accaparrarsi i soldi per la riqualificazione degli accessi nei tratti di litorale non dati in concessione ai privati. E solo in 6 sono riusciti a centrare l’obiettivo. È questo l’esito dell’Avviso pubblico ad hoc emanato nel settembre scorso dalla Regione.
Certo, il plafond iniziale era scarso, appena un milione di euro, poi ridotto a 600mila per l’annualità 2026, ma forse il tentativo andava comunque fatto, soprattutto in considerazione che soltanto chi ha partecipato a questo bando potrà sperare di rientrare in futuro tra i beneficiari. Invece, il decreto dirigenziale n. 4679 del 24 marzo 2026 restituisce solo una manciata di Amministrazioni in ballo, alcune delle quali si sono praticamente autoeliminate non riuscendo a partecipare correttamente alla gara.
Tra chi non ha partecipato c’è anche il Comune di Tropea, dove la situazione degli accessi alle spiagge libere è particolarmente critica, come ha più volte rimarcato l’ex consigliere comunale Antonio Piserà, oggi candidato a sindaco nella imminente tornata elettorale. Lo stesso Piserà, lo scorso agosto, quando la Regione emanò l’avviso, aveva sollecitato l’Amministrazione a partecipare entro i termini previsti (dal 1° al 22 settembre) perché, sottolineò, «è sufficiente un fenomeno atmosferico intenso per rendere impraticabili e pericolosi i percorsi di accesso, già compromessi da tempo e privi della necessaria manutenzione».
“Terremotati” gli accessi alle spiagge libere di Tropea, la denuncia di Piserà: «Condizioni indecenti, il Comune intervenga»L’intervento, finanziato con risorse del Fondo sviluppo e coesione 2021-2027, puntava a migliorare l’accessibilità dei tratti di litorale non dati in concessione ai privati, spesso raggiungibili solo attraverso percorsi dissestati o difficili, rilanciando così finalità di turismo sostenibile legate al patrimonio ambientale.
Eppure, alla scadenza del 22 settembre 2025, sono arrivate appena 21 domande da parte dei Comuni costieri. Un numero contenuto, se rapportato alla vasta estensione del litorale calabrese e alle criticità diffuse sull’accesso alle spiagge non attrezzate.
I Comuni finanziati: cinque interventi coperti
La graduatoria provvisoria individua i primi 5 progetti come pienamente finanziabili, esaurendo di fatto gran parte delle risorse disponibili.
In testa, con il punteggio maggiore, c’è il Comune di Siderno, con un contributo concesso di 80mila euro. Seguono Roccella Ionica (120mila euro), Fiumefreddo Bruzio (120mila euro), Paola (120mila euro) e, infine, Santa Caterina dello Ionio, con un contributo al centesimo di 119.710,71 euro.
Si tratta di interventi ritenuti idonei e finanziabili, che rispondono pienamente ai criteri dell’avviso, tra cui la qualità progettuale, la vicinanza a poli di attrazione turistica e il livello di progettazione già raggiunto.
Finanziamento parziale e Comuni in attesa
Subito dopo i primi cinque che passano all’incasso, il quadro cambia. Il Comune di Diamante ottiene un finanziamento solo parziale, pari a 40.289,29 euro su 120mila richiesti, a causa dell’esaurimento delle risorse disponibili.
Per gli altri Comuni ammessi in graduatoria, l’esito è di idoneità ma senza copertura finanziaria. In questi casi, i progetti potranno eventualmente essere finanziati solo in caso di scorrimento della graduatoria, legato a nuove risorse o a rinunce. In totale sono 11 i Comuni che masticano amaro perché ammessi ma non finanziati: Villapiana, Belvedere Marittimo, Soverato, Sellia Marina, Cariati, Guardavalle, Villa San Giovanni, Falconara Albanese, Crucoli, Scalea, Falerna.
Gli esclusi: istruttoria e carenze documentali
Accanto ai progetti ammessi, il decreto dà conto anche delle istanze non ammesse, con motivazioni legate all’istruttoria tecnica. L’avviso prevedeva criteri stringenti: rispetto dei termini, completezza della documentazione, presenza di un progetto almeno di fattibilità tecnico-economica e conformità ai requisiti richiesti.
Le esclusioni, dunque, derivano principalmente da carenze formali o sostanziali, come documentazione incompleta, mancato rispetto delle modalità di presentazione o assenza dei requisiti di ammissibilità. Restano fuori per questi motivi 4 Comuni: Isola di Capo Rizzuto, Santa Maria del Cedro, Melito di Porto Salvo e Fiumefreddo Bruzio (quest’ultimo ha presentato due domande, di cui una sola ammessa).
Un segnale debole dal territorio
Il dato più significativo resta però a monte: la scarsa partecipazione. Solo 21 Comuni hanno risposto a un avviso che puntava a intervenire su un tema strategico come la fruibilità delle spiagge libere. Anche perché, come previsto dallo stesso decreto, eventuali nuove risorse potrebbero ampliare la platea dei beneficiari, ma solo a partire da una graduatoria già limitata nella partecipazione.
Nel frattempo, il provvedimento resta provvisorio. I Comuni hanno cinque giorni per presentare eventuali richieste di riesame. Solo dopo questa fase la Regione approverà la graduatoria definitiva e procederà all’impegno delle somme.