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01/10/2026 ore 13.18
Economia e Lavoro

Eni abbassa i prezzi, un distributore vibonese presenta un esposto: concorrenza impossibile, costi più alti del tetto alla pompa

La ditta Schiavello di Serra si rivolge all’Antitrust mettendo a confronto le proprie quotazioni di approvvigionamento con il limite di 1,99 euro per la benzina e 2,19 per il gasolio. La richiesta è di accertare se la misura possa compromettere la capacità degli operatori indipendenti stare sul mercato

di Redazione

Il tetto ai prezzi dei carburanti fissato da Eni/Enilive finisce al centro di un esposto all’Antitrust presentato da un’impresa del Vibonese. A rivolgersi all’Autorità garante della concorrenza e del mercato è la Schiavello Carburanti sas di Serra San Bruno, attiva nel territorio delle Serre, che chiede di verificare gli effetti della misura sulla concorrenza e sulla possibilità dei distributori indipendenti di continuare a competere.

L’esposto è stato presentato il 30 settembre dal legale rappresentante Maurizio Schiavello. Al centro della segnalazione c’è il confronto tra il prezzo massimo praticato dalla compagnia e le quotazioni che l’azienda indica per acquistare benzina e gasolio: valori che, secondo i dati riportati nel documento, superano già il tetto fissato per la vendita al pubblico.

Acquistare carburante costa più del tetto alla pompa

La misura richiamata nell’esposto prevede un limite di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio, inizialmente per trenta giorni, con possibilità di proroga fino alla fine del 2026.

Per una consegna prevista il 30 settembre, Schiavello Carburanti indica invece quotazioni di approvvigionamento pari a circa 2,040 euro al litro per la benzina e 2,237 euro per il gasolio. Il divario rispetto al tetto Eni è dunque di circa 5 centesimi al litro per la benzina e 4,7 per il gasolio, prima ancora di considerare le spese necessarie a far funzionare gli impianti.

È questo il nodo posto all’attenzione dell’Autorità: secondo la società, il differenziale potrebbe comprimere i margini degli operatori indipendenti, sui quali gravano anche personale, energia, manutenzione, logistica, assicurazioni e gestione degli impianti.

Le verifiche richieste sulla filiera

L’impresa delle Serre chiede all’Agcm di accertare i costi effettivamente sostenuti da Eni, i margini della rete Enilive e le condizioni economiche lungo la filiera. L’obiettivo è verificare la sostenibilità della politica di prezzo e le sue conseguenze per gli altri operatori.

Nell’esposto viene sollecitata anche una valutazione sull’eventuale configurabilità di condotte escludenti o di prezzo predatorio, oltre a verifiche sulle modalità con cui Eni e gli altri principali operatori hanno determinato le rispettive politiche di prezzo. Si tratta delle ipotesi sottoposte dalla società all’Autorità, alla quale viene chiesto di svolgere gli accertamenti.

Per questo Schiavello Carburanti propone che l’Agcm acquisisca, ove lo ritenga necessario, dati su costi di approvvigionamento, prezzi all’ingrosso, margini, premi, contributi commerciali e condizioni infragruppo. Informazioni considerate utili a valutare anche gli effetti della misura sulla permanenza degli indipendenti sul mercato.

Il precedente Antitrust richiamato nell’esposto

Il documento cita inoltre il procedimento Agcm I864, concluso nel settembre 2025 con sanzioni complessive per 936,6 milioni di euro nei confronti di sei operatori del settore. Quel procedimento riguardava un’intesa sulla componente bio inserita nel prezzo dei carburanti.

La società precisa però di non sostenere un collegamento tra quel procedimento e l’attuale tetto ai prezzi. La richiesta presentata da Serra San Bruno riguarda gli effetti della nuova misura e la capacità degli operatori indipendenti di reggere il confronto economico con la rete della compagnia.