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06/10/2026 ore 20.33
Economia e Lavoro

Dal 118 di Vibo ad Azienda Zero, il 30% aveva detto No. Ora la Cgil riapre il caso: «Sono in un limbo, avevamo ragione»

Dei 86 operatori coinvolti nella transizione, 27 erano rimasti nei ruoli dell’Asp. Il sindacato rivendica l’opposizione iniziale al piano e denuncia la mancanza di «garanzie concrete sulla loro tempestiva ricollocazione»

di E.D.G.

Il passaggio del personale del 118 ad Azienda Zero torna a riaccendere i riflettori anche sul Vibonese, dove nei mesi scorsi la transizione aveva già fatto emergere resistenze, ripensamenti e interrogativi sul futuro degli operatori che avevano scelto di non lasciare i ruoli dell’Asp. Su 86 lavoratori coinvolti nella procedura, alla fine 27 avevano deciso di restare alle dipendenze dell’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia, quasi uno su tre.

A distanza di alcuni mesi, proprio il destino del personale che non ha aderito al trasferimento torna al centro delle preoccupazioni della Fp Cgil Calabria, dopo l’ultimo incontro tra Azienda Zero e le organizzazioni sindacali sullo stato di avanzamento del passaggio delle funzioni dell’Emergenza-Urgenza 118.

Secondo il segretario generale Ferdinando Bruno Schipano, dal confronto non sarebbero arrivate le risposte attese. «Alla prova dei fatti, le riserve espresse dalla nostra organizzazione non soltanto mantengono intatta la loro validità, ma trovano un puntuale e clamoroso riscontro nelle dinamiche in atto», afferma il sindacalista, rivendicando la decisione della Fp Cgil di non sottoscrivere a suo tempo l’accordo che aveva regolato il trasferimento.

Nel Vibonese 27 lavoratori avevano detto no

La questione aveva assunto dimensioni particolarmente significative proprio in provincia di Vibo Valentia. In una prima fase, il trasferimento verso Azienda Zero aveva interessato 67 degli 86 operatori del 118, mentre 19 avevano scelto di non aderire. Nei giorni successivi si erano però registrati ulteriori ripensamenti e il numero dei lavoratori rimasti nei ruoli dell’Asp era salito a 27, mentre 59 erano passati definitivamente all’ente regionale.

Tra i lavoratori che avevano scelto di non transitare figuravano autisti, infermieri, dirigenti medici e medici convenzionati. Una posizione che non li aveva tuttavia sottratti completamente al nuovo assetto organizzativo: pur rimanendo formalmente alle dipendenze dell’Asp, il personale continuava infatti a operare nell’ambito delle funzioni trasferite ad Azienda Zero.

Ed è proprio la posizione di questi lavoratori che oggi torna al centro della vertenza sindacale.

«L’unico elemento temporale certo fornito da Azienda Zero riguarda il termine dell’iter di passaggio del personale del 118, fissato per il mese di dicembre», spiega Schipano. «Nessuna garanzia concreta è stata, invece, fornita rispetto alla tempestiva ricollocazione dei lavoratori che hanno legittimamente esercitato il diritto di non transitare e che si trovano attualmente in una condizione di sostanziale blocco operativo e professionale».

Il nodo degli autisti soccorritori

Tra i punti sollevati dalla Fp Cgil c’è in particolare il futuro degli autisti soccorritori che hanno rifiutato il passaggio ad Azienda Zero, una categoria presente anche tra i lavoratori vibonesi rimasti nei ruoli dell’Asp.

«Si registra un silenzio assordante sul futuro degli autisti soccorritori contrari al transito – sostiene Schipano – per i quali non è stata fornita alcuna chiarezza prospettica in merito alla loro collocazione negli organici delle Aziende sanitarie e ospedaliere di provenienza».

Per il sindacato emerge inoltre una contraddizione tra la difficoltà a individuare una destinazione per lavoratori con esperienza pluriennale nell’Emergenza-Urgenza e il contemporaneo ricorso a nuove assunzioni a tempo determinato destinate alle Case di Comunità e alla sanità territoriale.

«Si trattiene ed emargina personale con pluriennale esperienza sul campo – osserva il segretario della Fp Cgil – mentre contestualmente si ricorre a reclutamenti a tempo determinato».

Le criticità del 118 vibonese

Il trasferimento del personale si inserisce inoltre in una fase già particolarmente delicata per il sistema dell’emergenza nel Vibonese. Nei mesi scorsi sindacati e organizzazioni di categoria avevano denunciato carenze di medici e infermieri, turni scoperti e un ricorso sempre più frequente alle ambulanze senza medico a bordo.

Ad agosto la stessa Cgil aveva denunciato una situazione particolarmente difficile nelle postazioni di Vibo Valentia, Serra San Bruno, Soriano, Nicotera e Tropea, sostenendo che una quota molto elevata dei mezzi fosse costretta a operare senza medico. Nel frattempo Azienda Zero aveva avviato procedure di reclutamento per rafforzare gli organici, destinando anche nuove unità al territorio vibonese.

Un quadro che rende ancora più delicata la gestione del personale rimasto fuori dalla transizione.

Per Schipano, inoltre, la percentuale di lavoratori che in Calabria ha scelto di non passare ad Azienda Zero rappresenta «un dato politico di straordinaria portata, che impone ai vertici aziendali e regionali una riflessione profonda sulla sostenibilità complessiva dell’impianto progettuale».

Nel Vibonese, quel dato è quantificabile: 27 lavoratori su 86, pari a oltre il 31% del personale interessato dalla procedura, avevano scelto di mantenere il proprio contratto con l’Asp.

«Rischi anche sulle retribuzioni»

Ma le preoccupazioni del sindacato non riguardano soltanto la futura collocazione del personale. La Fp Cgil pone anche un problema di natura economica, legato in particolare al pagamento del salario accessorio.

«Ad oggi – sostiene Schipano – Azienda Zero risulta priva di un bilancio proprio ed è nell’impossibilità di procedere alla formale costituzione dei fondi contrattuali», con il rischio, secondo il sindacato, che i ritardi amministrativi possano incidere sulla «tempestiva erogazione del salario accessorio».

Restano inoltre da definire compiutamente, secondo la Fp Cgil, il sistema delle relazioni sindacali e della rappresentanza interna alla nuova struttura. Sul fronte della formazione, invece, Azienda Zero avrebbe confermato l'intenzione di potenziare i percorsi destinati al personale dell’Emergenza-Urgenza nella sede di Lamezia Terme, estendendoli anche agli operatori dei Pronto soccorso.

La Fp Cgil annuncia quindi che continuerà a seguire da vicino l’intero processo. «Esigiamo certezze immediate sui tempi e sulle modalità di ricollocazione di chi ha scelto di rimanere nei ruoli delle Asp e delle Aziende ospedaliere – conclude Schipano –, tutele economiche certe e blindate sul salario accessorio e il pieno rispetto dei diritti di tutte le lavoratrici e i lavoratori coinvolti».

Per il sindacato, l'Emergenza-Urgenza calabrese «non può permettersi navigazioni a vista, né approssimazioni gestionali».