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06/07/2026 ore 15.12
Economia e Lavoro

City Log a Vibo, la Cisl chiede un confronto al Comune sulla stazione di interscambio merci: «Prima garanzie su lavoro e appalti»

Il sindacato sollecita il coinvolgimento delle parti sociali sul progetto che dovrebbe rivoluzionare la logistica commerciale per ridurre il passaggio dei Tir in città: «Non siamo contro l’innovazione, a patto che si salvaguardi l’occupazione e si evitino ricadute negative»

di Redazione

Il progetto City Log di Vibo Valentia entra nel dibattito sindacale. Dopo l’articolo pubblicato oggi da Il Vibonese sull’avanzamento delle stazioni di interscambio merci previste nell’ambito della riorganizzazione della logistica urbana, la Fit Cisl Calabria chiede l’apertura di un tavolo di confronto con il Comune, il soggetto gestore e le associazioni datoriali per seguire tutte le fasi di attuazione del nuovo sistema.

La presa di posizione arriva mentre il progetto inizia a prendere forma: due aree destinate a intercettare i mezzi pesanti prima dell’ingresso nel centro cittadino, una in viale della Pace, ormai quasi ultimata, e l’altra a Ottocannali, dove il cantiere procede più lentamente anche per la presenza delle condotte e delle gallerie del sistema idrico. Il modello prevede che i camion scarichino le merci nelle stazioni di interscambio, affidando poi la distribuzione verso negozi e attività commerciali a mezzi più piccoli, in prospettiva anche elettrici.

Un progetto che, nelle intenzioni dell’amministrazione comunale, punta a ridurre la presenza dei Tir nel centro urbano, alleggerire il traffico e contenere l’inquinamento. Prima dell’entrata in funzione, però, sarà necessario approvare il regolamento sugli accessi e definire modalità e fasce orarie per le operazioni di carico e scarico.

La Fit Cisl: servono regole fin dall’inizio

La Fit Cisl Calabria guarda con interesse all’iniziativa, riconoscendo che il City Log può rappresentare «un passo avanti importante per la mobilità cittadina, la riduzione del traffico commerciale nei centri storici e l’efficientamento della distribuzione delle merci sul territorio». Ma proprio perché il progetto interviene direttamente sull’organizzazione del lavoro nella logistica urbana, il sindacato ritiene necessario un confronto preventivo con le parti sociali.

Secondo l’organizzazione di categoria, la modernizzazione del settore non può essere separata dal tema delle tutele per gli addetti già impiegati nella distribuzione cittadina e per quelli che potranno essere coinvolti nella gestione delle nuove piattaforme. Il punto, per la Fit Cisl, non è ostacolare l’innovazione, ma evitare che il passaggio a un nuovo modello operativo produca ricadute negative su occupazione, contratti e sicurezza.

Occupazione, clausole sociali e sicurezza

La richiesta avanzata all’amministrazione comunale e ai soggetti attuatori riguarda anzitutto la tutela occupazionale. Per la Fit Cisl, la riorganizzazione della logistica dell’ultimo miglio non deve comportare perdita di posti di lavoro né un peggioramento delle condizioni contrattuali degli operatori attualmente impegnati nel comparto.

Al centro della nota c’è anche il capitolo appalti e subappalti. Il sindacato chiede che l’affidamento della gestione delle stazioni di interscambio avvenga nel pieno rispetto della normativa sugli appalti pubblici, con clausole sociali capaci di garantire l’applicazione dei contratti collettivi di settore. Una richiesta che nasce dal timore che, in un comparto delicato come quello della logistica, possano trovare spazio forme di lavoro precario o irregolare.

La Fit Cisl pone poi il tema della sicurezza nelle nuove piattaforme, dove la movimentazione delle merci dovrà avvenire secondo standard adeguati per gli addetti. Altro passaggio ritenuto essenziale è quello della formazione: se il City Log richiederà competenze diverse rispetto agli attuali sistemi di consegna, il sindacato chiede un piano di riqualificazione professionale per i lavoratori coinvolti, in modo da evitare che l’innovazione diventi un fattore di esclusione.

Colosimo: «Al centro ci sia la persona che lavora»

«Non ci opponiamo all’innovazione, anzi la consideriamo necessaria per rendere le nostre città più vivibili e il settore della logistica più competitivo», dichiara il segretario regionale della Fit Cisl Calabria, Sergio Colosimo.

Il sindacalista lega però l’avvio del progetto a una condizione precisa: «Ogni trasformazione del modello organizzativo del lavoro deve avvenire con al centro la persona che lavora, non nonostante essa. Chiediamo quindi che il progetto City Log venga accompagnato fin da subito da un confronto serio con le organizzazioni sindacali - aggiunge Colosimo -. Questo per evitare che dietro l’etichetta dell’efficientamento si nascondano ricadute negative su occupazione e diritti».

Da qui la richiesta di un tavolo formale con Comune di Vibo Valentia, soggetto gestore e rappresentanze datoriali, con l’obiettivo di monitorare il percorso dalla scelta degli operatori fino all’entrata a regime del servizio. La Fit Cisl Calabria si dice disponibile al confronto e annuncia che seguirà con attenzione gli sviluppi dell’iniziativa, considerata strategica non solo per la mobilità urbana, ma anche per il futuro del lavoro nella logistica cittadina.