Caro carburante e costi alle stelle, gli agricoltori calabresi si mobilitano: a Pizzo il presidio per il Vibonese
Da lunedì 28 settembre la protesta promossa dal Movimento Popolare Nazionale prenderà forma in cinque punti della regione. Uno sarà all’uscita autostradale di Pizzo. La mobilitazione culminerà il 10 ottobre nella manifestazione nazionale di Cosenza
La mobilitazione degli agricoltori arriva anche nel Vibonese. Da lunedì 28 settembre, a partire dalle ore 8, uno dei cinque presidi organizzati in Calabria sarà all’uscita autostradale di Pizzo Calabro, scelta come punto di riferimento per la provincia di Vibo Valentia nell’ambito della protesta che coinvolgerà contemporaneamente diverse aree della regione.
L’iniziativa rientra nella mobilitazione “L’Italia scende in piazza”, promossa dal Movimento Popolare Nazionale insieme a Popolo di Calabria, Movimento Territorio e Agricoltura (Mta), Gda – Associazione Tutela Agricoltori, Gruppo Agricoltori del Crotonese e Comitati Riuniti Agricoli – Cittadini Italiani.
Il presidio di Pizzo
Quello di Pizzo Calabro sarà uno dei cinque presidi che scatteranno lunedì mattina alle 8. Gli altri sono previsti all’uscita autostradale di Rosarno, a Passovecchio nel Crotonese, all’uscita autostradale di Firmo-Sibari e in piazza dei 500 a Cariati. Dal 30 settembre, inoltre, è annunciato un presidio permanente a Davoli Marina, lungo la Statale 106, che dovrebbe proseguire ogni giorno a oltranza.
La protesta calabrese rappresenta una tappa di avvicinamento alla manifestazione nazionale in programma sabato 10 ottobre a Cosenza, alla quale gli organizzatori intendono riunire agricoltori, allevatori, autotrasportatori e cittadini.
Carburante, costi e prezzi dei prodotti al centro della protesta
Alla base della mobilitazione, secondo quanto spiegato dagli organizzatori, c’è innanzitutto il caro carburante, che incide sia sul lavoro nei campi sia sul trasporto delle merci. Tra le rivendicazioni figurano poi una maggiore tutela dei prodotti italiani, con la richiesta di fermare le importazioni provenienti da Paesi che, secondo il Movimento, non garantiscono gli stessi standard qualitativi richiesti ai produttori nazionali.
Nel documento viene inoltre denunciata la forte differenza tra il prezzo riconosciuto al produttore e quello pagato dal consumatore sugli scaffali, insieme all’aumento generale dei costi di produzione. Tra i problemi segnalati anche quello della fauna selvatica, accusata di provocare danni alle coltivazioni e di creare situazioni di pericolo.
Il presidio di Pizzo inserisce così anche la provincia di Vibo Valentia nella mobilitazione che, nelle intenzioni degli organizzatori, accompagnerà il comparto fino all’appuntamento nazionale del 10 ottobre.
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