Capo Vaticano, salvare i dati e saperli conservare è l’imperativo degli stati generali della conservazione digitale
VIDEO | Al centro della quarta edizione dell’appuntamento che si è svolto nel Vibonese le sfide della conservazione dei documenti informatici, tra intelligenza artificiale, cyber sicurezza e nuove norme europee
Esperti, aziende, docenti universitari e rappresentanti delle istituzioni a confronto a Capo Vaticano per la quarta edizione degli Stati Generali della Conservazione Digitale, appuntamento dedicato ai temi della gestione e della tutela dei documenti informatici.
Tra gli interventi, quello del Rettore dell’Università della Calabria, Gianluigi Greco, che ha evidenziato come la conservazione digitale richieda procedure rigorose e competenze specialistiche, anche alla luce delle regolamentazioni europee.
«Più il mondo sarà automatizzato e più l’intelligenza artificiale sarà diffusa, maggiore sarà il bisogno di professionisti della conservazione per garantire tracciabilità e memoria dei dati», ha aggiunto, richiamando anche l’importanza dei sistemi di backup e recupero delle informazioni.
Per Roberto Guarasci, organizzatore degli Stati Generali e responsabile del laboratorio di documentazione dell’ateneo, l’evento rappresenta un’occasione di confronto tra il mondo accademico e le imprese del settore.
«Con cadenza biennale riuniamo tutte le aziende italiane che si occupano di conservazione digitale insieme a studiosi, imprese e studenti, molti dei quali oggi lavorano già in queste realtà», ha spiegato.
Secondo Guarasci, «gli scenari futuri vanno verso un regolamento che considera la conservazione digitale un servizio fiduciario da affidare obbligatoriamente all’esterno, aumentando così il ruolo delle imprese specializzate».
Sul rapporto tra pubblica amministrazione e innovazione si è soffermato anche Danilo Cattaneo, Vicepresidente di Assintel e coordinatore di Asso Conservatori Italia.
«In Italia esistono grandi competenze archivistiche e informatiche, ma spesso non vengono sfruttate pienamente, soprattutto nelle realtà medio-piccole», ha dichiarato.
Cattaneo ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà legate alla formazione del personale nella pubblica amministrazione.
«In molti enti il livello di aggiornamento è ancora insufficiente. Negli anni gli investimenti nella formazione sono stati limitati e questo rende complicato seguire l’evoluzione della normativa e delle tecnologie», ha spiegato, sottolineando come digitalizzazione e conservazione a norma possano contribuire a ridurre rischi e costi, migliorando al tempo stesso efficienza e rapidità dei servizi.
Nel corso della giornata si è discusso anche di cyber sicurezza, intelligenza artificiale e delle opportunità offerte dal partenariato pubblico-privato, in un settore considerato sempre più strategico per la gestione dei dati e della memoria digitale.