Appalto rifiuti a Tropea, il sindacato Confasila contesta il nuovo capitolato: «Previsti sei lavoratori in meno»
La nuova gara riduce gli addetti da 17 a 11, prevedendo un incremento di 5 unità solo nei tre mesi estivi. L’organizzazione sindacale diffida il Comune e chiede un incontro urgente per evitare ricorsi futuri
La gestione del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani a Tropea finisce al centro di una vertenza sindacale promossa da Confasila, che ha inviato una diffida formale ai commissari prefettizi del Comune, con conoscenza alla Muraca s.r.l., denunciando le criticità del nuovo bando di gara e le ricadute occupazionali previste dal Capitolato speciale d’appalto.
Alla base dell’iniziativa c’è il mancato riscontro, da parte dell’amministrazione, alla richiesta urgente di un incontro avanzata dal sindacato. Un confronto ritenuto indispensabile per affrontare le conseguenze del nuovo assetto del servizio, che secondo Confasila rischia di compromettere i livelli occupazionali e l’efficacia della raccolta rifiuti. Nella nota si sottolinea infatti come «non sia pervenuto alcun riscontro alla richiesta urgente di incontro avanzata dalla scrivente organizzazione sindacale al fine di affrontare nel contraddittorio le criticità emergenti dal nuovo bando di gara».
Attualmente il servizio R.s.u. nel Comune di Tropea viene svolto da 17 lavoratori. Il nuovo Capitolato prevede invece un organico ridotto a 11 addetti, oltre a un responsabile privo di mansioni operative. Per il periodo estivo è previsto un incremento temporaneo di cinque unità, ma solo per tre mesi. Una scelta che la Confasila giudica non coerente con le reali esigenze del territorio, considerato che la stagione turistica tropeana si estende da maggio fino a ottobre inoltrato.
Secondo il sindacato, queste previsioni non tengono conto delle necessità effettive del servizio e violano i diritti dei lavoratori. Sei dipendenti, in particolare, vedrebbero seriamente compromesso il proprio futuro occupazionale, nonostante il contratto collettivo nazionale di lavoro preveda specifici meccanismi di tutela nei cambi di appalto. Nella diffida si evidenzia che «le previsioni del nuovo Capitolato sono assunte in totale violazione dei diritti dei lavoratori e delle tutele previste dal CCNL».
La Confasila richiama inoltre le possibili conseguenze sul piano operativo. La riduzione dell’organico, si legge nella nota, rischia di incidere sull’efficienza del servizio di raccolta, come potrebbe essere confermato anche dalla società cessante, messa a conoscenza della diffida. A questo si aggiunge il rischio di un contenzioso giudiziario che, qualora dovesse concludersi a favore dei lavoratori, comporterebbe per la futura società aggiudicataria l’obbligo di assumere un numero maggiore di addetti rispetto a quanto previsto dal bando, oltre ai costi legati a spese legali e indennità.
Uno scenario che, secondo il sindacato, renderebbe l’appalto difficilmente sostenibile dal punto di vista economico e non garantirebbe un servizio adeguato alle esigenze della collettività. Per questo la Confasila ha reiterato la richiesta di un incontro con i commissari prefettizi, riservandosi, in caso di ulteriore silenzio, ogni azione a tutela dei lavoratori.