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14/02/2026 ore 10.33
Economia e Lavoro

Allerta meteo, per la Flc Cgil anche in assenza di un’ordinanza di chiusura delle scuole il personale può restare a casa se c’è pericolo

Secondo il sindacato del comparto spetta al dirigente scolastico valutare i rischi: «La sicurezza non è negoziabile. Non si può pretendere la presenza in servizio quando ci sono pericoli concreti legati alla viabilità»

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«Pretendere che il personale scolastico si rechi al lavoro anche con allerta meteo arancione e senza una verifica puntuale delle condizioni di viabilità e sicurezza significa assumersi una responsabilità grave». Il segretario generale della Flc Cgil Alfonso Marcuzzo interviene in merito «alle segnalazioni che continuano a pervenirci da lavoratrici e lavoratori della scuola ai quali viene richiesto di recarsi in servizio anche in presenza di allerta meteo arancione, talvolta presso sedi collocate in territori diversi da quelli di residenza».

Secondo la Cigil «la sicurezza non è negoziabile e la normativa in materia è inequivocabile: la tutela della salute e dell’incolumità del personale viene prima di ogni esigenza organizzativa».

«Il D.Lgs. 81/2008 – si legge nella nota diffusa dalla Flc Cgil - impone al datore di lavoro una valutazione preventiva e concreta dei rischi, compresi quelli derivanti da eventi atmosferici avversi. Non si tratta di una facoltà discrezionale, ma di un obbligo giuridico preciso. È vero che l’allerta arancione non comporta automaticamente la sospensione delle attività in assenza di ordinanze delle autorità competenti, ma è altrettanto vero che essa segnala condizioni di criticità che impongono prudenza, responsabilità e buon senso amministrativo. Pretendere la presenza in servizio senza una verifica puntuale delle condizioni di viabilità e sicurezza significa assumersi una responsabilità grave». In altre parole, anche in assenza di un’ordinanza comunale di chiusura delle scuole, spetta al dirigente valutare i rischi per il personale: «La Calabria è un territorio fragile, con infrastrutture spesso inadeguate e aree soggette a rischio idrogeologico. In tali condizioni, gli spostamenti possono diventare pericolosi in poche ore. Non è accettabile scaricare sul singolo lavoratore il peso di scelte organizzative che devono invece essere assunte con senso di responsabilità istituzionale. In presenza di un pericolo grave e immediato per la propria sicurezza, il lavoratore ha il diritto di astenersi dalla prestazione, senza subire sanzioni o penalizzazioni, come previsto dall’articolo 44 del D.Lgs. 81/2008».

Poi, la conclusione: «La scuola è presidio di legalità e di rispetto delle regole. Non può essere il luogo in cui si relativizza il diritto alla sicurezza. Come segretario generale della Flc Cgil, invito dirigenti scolastici e Amministrazioni a operare scelte improntate alla massima cautela, privilegiando soluzioni organizzative alternative ogniqualvolta le condizioni meteo rendano rischiosi gli spostamenti. La sicurezza non è una variabile subordinata alla continuità del servizio. È un diritto fondamentale. E su questo non arretreremo di un passo».