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24/10/2026 ore 12.55
Economia e Lavoro

Alla Junceum di Vibo il premio Agricoltura Etica, Michele Napolitano: «Abbiamo bisogno di aziende consapevoli del loro territorio»

La fattoria sociale premiata all’Agri World Expo 2026, ospitato all’Unical, per il modello che unisce produzione agricola, inclusione e solidarietà. Il fondatore: «L’esperienza diventi patrimonio comune»

di Redazione

Un’agricoltura capace di produrre non soltanto beni alimentari, ma anche inclusione sociale, educazione e solidarietà. È il modello sviluppato dalla fattoria sociale e didattica Junceum di Vibo Valentia, fondata da Michele Napolitano, che ha ricevuto il Premio Agricoltura Etica nell’ambito di Agri World Expo 2026, manifestazione ospitata nell’Aula magna dell’Università della Calabria.

Il riconoscimento è stato assegnato a Napolitano, divulgatore agricolo e fondatore della realtà vibonese, per un’esperienza che coniuga attività produttive e impegno sociale. Nella motivazione si sottolinea la capacità di «coniugare produzione agricola, inclusione, educazione e solidarietà», dimostrando come il lavoro della terra possa diventare «strumento di crescita umana, integrazione e benessere per la comunità».

A consegnare il premio è stato Donato Lisanti, presidente dell’associazione ITEA. Napolitano ha ringraziato le istituzioni e il comitato scientifico per aver scelto la sua fattoria, sottolineando il valore collettivo del risultato raggiunto.

«Un premio che desidero diventi patrimonio comune perché è solo attraverso la combinazione favorevole di più fattori e la collaborazione di tanti, a partire dai familiari, che è stato possibile raggiungere, in quasi 15 anni di attività, questo traguardo», ha dichiarato il fondatore di Junceum.

Junceum, agricoltura e inclusione sociale

Nata nel 2012 a Vibo Valentia, a ridosso dell’area urbana, Junceum si estende su oltre 11 ettari e affianca alla produzione di olio, ortaggi e miele una serie di attività educative, ambientali e sociali. La fattoria offre servizi di educazione ambientale e alimentare e percorsi di riabilitazione e cura, rivolgendosi anche a minorenni e adulti che affrontano problematiche legate alla giustizia.

La struttura è sede operativa dell’associazione di volontariato La Goccia e ha sviluppato collaborazioni con soggetti pubblici e privati, tra cui ministeri, università, centri di ricerca, enti locali, scuole e ordini professionali. Una rete di relazioni che punta a integrare la dimensione agricola con quella educativa e sociale, creando opportunità per le persone e per il territorio.

Nel suo intervento, Napolitano ha ribadito la volontà di mettere a disposizione le competenze maturate negli anni anche a favore di altre realtà interessate a intraprendere percorsi di agricoltura sociale.

«L’auspicio è anche quello di mettere a disposizione di altre realtà già esistenti, piuttosto che di nuove, che volessero intraprendere percorsi di Agricoltura Sociale, l’esperienza e le competenze acquisite», ha spiegato.

«Abbiamo bisogno di aziende sempre più integrate»

Per il fondatore di Junceum, la crescita dell’agricoltura sociale passa dalla capacità delle imprese di radicarsi nel contesto in cui operano e di costruire collaborazioni durature. «Abbiamo bisogno di aziende sempre più contestualizzate ed integrate, affinché si generino processi di sviluppo e crescita dei territori e quindi di benessere della gente che li vive», ha affermato.

Napolitano ha richiamato anche la necessità di un’agricoltura multifunzionale e capace di operare durante tutto l’anno, soprattutto per gli imprenditori che scelgono di affiancare alla produzione agricola attività di carattere sociale. Un modello che, secondo il fondatore, dovrebbe superare la logica dei singoli progetti per puntare su programmi strutturati e continuativi, coinvolgendo terzo settore, università, centri di ricerca, aziende sanitarie, scuole e imprese.

L’obiettivo, ha concluso, è «tendere a costruire Comunità sempre più solidali e coese perché “nessuno resti solo”».

Il confronto ad Agri World Expo 2026

Il premio è stato assegnato nell’ambito della manifestazione Agri World Expo 2026, articolata in due giornate di incontri, relazioni, panel, seminari e momenti di confronto tra rappresentanti istituzionali e del mondo della ricerca.

Tra i temi affrontati, la gestione razionale e responsabile dell’acqua, risorsa sempre più strategica per l’agricoltura e per la vita del pianeta, insieme alla resilienza e alla sostenibilità dei territori. Nel corso dell’evento sono stati assegnati riconoscimenti anche a enti locali, aziende e centri universitari.

La manifestazione ha ricevuto il patrocinio di diverse istituzioni e realtà scientifiche, tra cui il ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, la Regione Calabria, l’Arsac, il Crea e diverse università italiane.