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18/02/2026 ore 09.30
Economia e Lavoro

Agricoltori in assemblea a Vibo, sul tavolo la riforma della Politica agricola comune: «Nuovo accordo penalizzante»

Nel corso dell’incontro territoriale Cia sono state criticate le scelte dell’Unione europea e sono state chieste tutele per le aziende locali. Forte contrarietà verso l’uso dei terreni per impianti fotovoltaici

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Nella sede provinciale di Vibo Valentia si è svolta la IX Assemblea elettiva territoriale di Cia – Agricoltori Italiani Calabria Sud, alla presenza del presidente provinciale Salvatore Borruto, del vicepresidente Nicola Monteleone, del direttore Domenico Gattuso e del vicedirettore Domenico Ferraro, con numerosi associati intervenuti ai lavori.

Ad aprire l’incontro è stato Monteleone, che ha richiamato «le ultime modifiche statutarie dell’organizzazione» e si è soffermato «sull’attività di tutela degli agricoltori che la Cia sta portando avanti in questi mesi». Un percorso che, ha ricordato, «è partito dalla manifestazione di protesta contro i danni da fauna selvatica, in particolare dai cinghiali, svoltasi a Roma nell’ottobre 2023» e che è proseguito «a Bruxelles il 18 dicembre scorso contro la proposta di riforma della Pac presentata dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen» e «a Strasburgo il 20 gennaio contro l’accordo Mercosur».

Su quest’ultimo punto, Monteleone ha ribadito che l’intesa «così come è stata firmata dall’Unione europea penalizza gli agricoltori italiani» e che l’organizzazione ha chiesto «garanzie per agricoltori e cittadini».

Dopo i saluti del presidente Salvatore Borruto, il confronto si è acceso sui temi locali. Diversi interventi hanno espresso «preoccupazione e forte contrarietà per l’installazione dei pannelli fotovoltaici che sottraggono terreno agricolo alle produzioni». Un concetto rilanciato più volte in sala: «La terra deve essere coltivata per produrre cibo».

Diversa la posizione sul bando Agrisolare, giudicato positivamente perché «permette di installare i pannelli sui tetti delle strutture agricole, capannoni e stalle, senza consumare suolo destinato alle coltivazioni».

Ampio spazio è stato dedicato al tributo richiesto dal Consorzio di bonifica. Dal dibattito è emersa una critica severa verso il Consorzio in liquidazione Tirreno Vibonese, che «sta notificando attraverso l’Agenzia di riscossione cartelle esattoriali solamente per far cassa», mentre – è stato sostenuto – «nessun beneficio è mai stato portato ai fondi agricoli». In sala il contributo è stato definito «una mazzetta legalizzata».

Contestazioni anche nei confronti del nuovo Consorzio di bonifica della Calabria, che richiede il pagamento «nonostante le diverse sentenze della Corte di cassazione e della Corte costituzionale abbiano dichiarato illegittimo il tributo in assenza di un beneficio diretto, specifico e concreto per il fondo».

Sul punto è intervenuto il direttore Domenico Ferraro, annunciando che «la Cia di Vibo Valentia si sta organizzando, anche attraverso la collaborazione con studi legali, per assistere proprietari e agricoltori nella presentazione di ricorsi contro le cartelle esattoriali emesse».

Al termine dell’assemblea sono stati eletti i delegati che parteciperanno all’assise elettiva provinciale di Cia Calabria Sud.