«A Tropea non c’è spazio per le sagre. E gli Spritz bar sono una triste realtà, ha ragione il New York Times»: il turismo secondo il sindaco Macrì
VIDEO | Spiagge e centro storico affollati a settembre come se fosse agosto, un calendario di eventi e l’obiettivo della destagionalizzazione «centrato». Ora il festival del cinema poi a ottobre il jazz: così la Perla tiene botta. Il primo cittadino rivendica la strategia ma ammette le criticità: «Dobbiamo fermare lo spopolamento del centro storico»
A Tropea la stagione turistica non sembra intenzionata a finire. A settembre le spiagge e il centro storico sono colmi di turisti arrivati dall’Italia e dall’estero che sembra pieno agosto. Il calendario degli appuntamenti, inoltre, non si ferma. Fino al 26 settembre la città ospita la quarta edizione del Tropea Film Festival, con numerosi protagonisti del cinema italiano e internazionale, mentre dal 2 ottobre partirà Blue Jazz Tropea, rassegna musicale in programma ogni venerdì e sabato per tutto il mese.
«La destagionalizzazione è qualcosa che ormai abbiamo centrato», afferma il sindaco Giovanni Macrì.
«Qui non c'è spazio per le sagre»
«Qualità, serenità, tranquillità», spiega parlando del Tropea Film Festival. L'obiettivo del sindaco, è costruire appuntamenti capaci di portare in città persone e relazioni che contribuiscano alla reputazione della destinazione. «Qui non c'è spazio per le sagre. Non c'è spazio per la caciara».
Poi la precisazione: «Non ho nulla contro le sagre, ma con un territorio di appena 3,5 chilometri quadrati non si adatta a sostenere qualsiasi tipo di manifestazione». La linea dell'amministrazione è quindi quella di privilegiare eventi culturali e di intrattenimento di qualità ritenuti compatibili con le dimensioni e con l'immagine turistica della città.
«Tropea è la Silicon Valley della Calabria», afferma Macrì. Non per la presenza di grandi gruppi tecnologici, naturalmente, ma «per la capacità di mettere insieme un brand riconoscibile, paesaggio, storia, accoglienza e relazioni internazionali. Un incubatore di grandi eventi».
Il cinema come strumento di promozione
Il Tropea Film Festival rappresenta uno degli esempi sui quali il Comune punta maggiormente. La quarta edizione, in programma dal 20 al 26 settembre, è dedicata anche a due figure simbolo della storia del cinema: Raf Vallone, nel 110° anniversario della nascita, e Marilyn Monroe, nel centenario della nascita.
Per Macrì il valore dell'evento non si esaurisce nelle serate del festival. Attori, registi e operatori del settore diventano, nella sua lettura, interlocutori che possono raccontare Tropea al di fuori dei confini regionali e nazionali. È una strategia che punta quindi a fare del turismo culturale uno degli strumenti per allungare la stagione. E settembre, in questo senso, è già diventato un mese centrale.
Ottobre prepara il dopo-estate
La programmazione prosegue infatti in autunno con Blue Jazz Tropea, che dal 2 al 31 ottobre porterà jazz, swing, blues, rock and roll e bossa nova nelle piazze e nei vicoli del centro storico. «La destagionalizzazione è qualcosa che ormai abbiamo centrato», sostiene il primo cittadino. «Non significa – precisa – avere una città piena dodici mesi all'anno. Restano periodi, soprattutto in inverno, nei quali occorre lavorare per aumentare le presenze. Ma Tropea può contare su una stagione turistica che si è allungata ben oltre il tradizionale periodo balneare.
Il rovescio della medaglia: meno residenti nel centro storico
Ma una destinazione turistica che cresce deve fare i conti anche con gli effetti della propria crescita. Uno dei problemi che lo stesso Macrì riconosce è lo spopolamento del centro storico.
«La Calabria vive lo spopolamento per mancanza di lavoro e di opportunità, qui il problema è legato invece al caro vita», afferma. «Dobbiamo porre un freno a tutto questo perché si rischia di perdere l'identità del luogo», dice.
La fotografia del New York Times
Nel reportage pubblicato ad agosto, il New York Times, ha messo in evidenza il contrasto tra la straordinaria bellezza della città e la crescente presenza di attività commerciali rivolte alla domanda turistica, dagli esercizi dedicati agli aperitivi ai negozi di souvenir. «Ha fotografato in modo relativamente oggettivo quella che è la realtà tropeana», afferma.
E sugli “Spritz bar” il sindaco non gira intorno alla questione: «È una triste verità», dice per poi aggiungere: «Queste critiche fanno bene perché indicano la direzione da prendere e i ripari dove dover intervenire prima che sia troppo tardi».
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Chiediamo al sindaco qual è il periodo migliore per visitare Tropea: «Sicuramente sconsiglierei luglio e agosto. Il periodo migliore per apprezzare maggiormente la città è ottobre, quando il mare cambia tonalità e il ritmo della città rallenta. Oppure i mesi di aprile e maggio.
Una scelta che coincide, almeno in parte, con la sfida turistica che Tropea sta cercando di affrontare: non portare semplicemente più persone durante l'estate, ma distribuire i flussi lungo un arco temporale più ampio.