Zungri diventa Nazareth: le Grotte scelte come set del nuovo cortometraggio di Mimmo Calopresti
L’Insediamento rupestre della cittadina del Poro ospita le riprese di “Giuseppe – Il padre terreno”, con Marcello Fonte protagonista. Un progetto sostenuto dalla Calabria Film Commission che porta uno dei siti più affascinanti della regione sul grande schermo
«Non vediamo l’ora di vedere Zungri sullo schermo». C’è entusiasmo nella cittadina del Poro che, nei giorni scorsi, ha ospitato la troupe impegnata nelle riprese del cortometraggio “Giuseppe – Il padre terreno”. A fare da cornice alla pellicola è stato l’originale scenario naturalistico e storico dell’Insediamento rupestre di Zungri, considerato la piccola “Petra” della Calabria. Un luogo scelto come set naturale d’eccezione per raccontare una storia sacra attraverso uno sguardo profondamente umano.
Già in passato il sito era stato allestito a set cinematografico. Proprio nel dicembre 2024 giunse nelle sale cinematografiche “Il monaco che vinse l’Apocalisse”, il film diretto da Jordan River e girato in diversi luoghi della Calabria tra cui Zungri. Anche in quella circostanze, le grotte si dimostrarono location perfetta per fare da sfondo alle vicende di Gioacchino da Fiore.
«Il nostro suggestivo Insediamento rupestre – scrive sui social il Museo della Civiltà contadina e rupestre – è stato scelto come set naturale capace di restituire l’atmosfera essenziale e senza tempo di una storia sacra vista attraverso una lente profondamente umana».
Le grotte di Zungri set de "Il monaco che vinse l’Apocalisse", al cinema il film su Gioacchino da Fiore girato in CalabriaIl cortometraggio firmato da Mimmo Calopresti
Il cortometraggio è diretto da Mimmo Calopresti, prodotto da Emanuele Bertucci per Mediano Film e realizzato con il sostegno della Calabria Film Commission, che ha accompagnato il progetto contribuendo alla sua realizzazione sul territorio calabrese.
La Calabria, dunque, non è soltanto lo sfondo del racconto, ma ne diventa parte integrante. Una scelta resa possibile anche dall’attività della Film Commission, impegnata nella valorizzazione del territorio.
Il complesso di case-grotta di Zungri è riuscito a ricreare la comunità di Nazareth, offrendo un ambiente essenziale, antico e sospeso nel tempo. «Un vero e proprio set naturale – sottolinea la produzione – capace di offrire scorci difficilmente riproducibili con una ricostruzione scenografica e di conferire autenticità all’universo in cui si muovono i protagonisti della storia».
Un cast di alto livello
Alla regia c’è Mimmo Calopresti, da sempre attento alle storie umane e ai territori. A interpretare Giuseppe è Marcello Fonte, Palma d’Oro a Cannes per Dogman.
Accanto a lui Annalisa Giannotta, nel ruolo di Maria, e Giuseppe Russo, che interpreta Gesù. Il racconto ruota attorno a queste tre figure, osservando la Sacra Famiglia nella sua dimensione più intima, tra affetti, paure, silenzi e il difficile rapporto di un padre con un figlio di cui conosce il destino.
Nel cast anche la partecipazione straordinaria di Francesco Colella, che veste i panni di Giovanni Battista.
La fotografia è firmata da Davide Manca che ha lavorato per restituire, attraverso la luce, i colori e la materia delle Grotte di Zungri, l’atmosfera di una Nazareth antica ed essenziale. La conformazione dell’insediamento rupestre e la luce naturale del luogo diventano così parte integrante della costruzione visiva del film.
Una vetrina internazionale per Zungri
Le riprese hanno rappresentato molto più di un’esigenza scenografica. Le abitazioni scavate nella roccia, i percorsi e i colori dell’insediamento rupestre hanno permesso di costruire una Nazareth credibile senza snaturare il luogo, lasciando che fosse il paesaggio stesso a entrare nel film.
Per Zungri si tratta di «un’altra straordinaria occasione di promozione per il nostro territorio e per uno dei siti archeologici più affascinanti della Calabria, che grazie al cinema e all’audiovisivo conquista una vetrina internazionale», sottolinea il Museo diretto da Caterina Pietropaolo.
Anche il sindaco Serafino Fiammingo, commentando sui social la recente presenza di Zungri tra le mete raccontate dal New York Times insieme ad altri borghi della Costa degli Dei, ha espresso soddisfazione per la scelta della location: «Una conferma, ancora una volta, della straordinaria forza cinematografica di questo luogo e della capacità del nostro territorio di trasformarsi in un vero e proprio set naturale».
