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19/09/2026 ore 11.39
Cultura

Vibo, la riflessione di Enrica Candela e la critica al Comune: «La danza non viene compresa, non basta scegliere ciò che costa meno»

La presidente dell'Associazione Veipo Cam stigmatizza la gestione istituzionale degli spettacoli dal vivo e rilancia: «L'arte è volano di sviluppo e occupazione per i giovani. Non ci fermiamo»

di Vincenzo Primerano

L'arte e la cultura non sono soltanto presidi di bellezza, ma veri e propri motori strategici per l'economia e il futuro dei territori. A richiamare l'attenzione sul valore inespresso dello spettacolo dal vivo e sulle criticità della programmazione locale è Enrica Candela, presidente dell'Associazione Veipo Cam, figura di primo piano del panorama culturale con un solido bagaglio da docente, coreografa, direttrice artistica e già membro della Commissione Consultiva del Mic, oltre che critico d'arte esterno per l'attribuzione dei fondi Fus in Sardegna.
Intervenuta sui temi dell'offerta artistica estiva e sul rapporto tra associazionismo e istituzioni a Vibo Valentia, Candela ha tracciato un'analisi lucida e senza filtri sulla situazione attuale, spiegando i motivi della mancata presenza di eventi di alto profilo in città durante l'ultima stagione.

«Mancata comprensione del valore della danza»

Al centro della riflessione c'è il rapporto spesso complesso con gli enti locali e le valutazioni dei progetti culturali da parte degli organi preposti: «Credo che i nostri programmi siano stati visti e forse letti velocemente dalla commissione istituita ad hoc dall'assessorato comunale», ha evidenziato la presidente della Veipo Cam. «Crediamo comunque che vi sia la volontà di dimostrare da parte del Comune le proprie elevate capacità culturali, artistiche e critiche per raggiungere una "Vera" visione dell'arte a Vibo Valentia».
Il settore della danza, in particolare, sembra aver sofferto una cronica mancanza di attenzione e risorse, penalizzato da valutazioni meramente economiche a scapito della qualità artistica: «Le istituzioni non hanno compreso la possibile risposta e il collegamento che la danza ha con i diversi settori dell'arte, né i costi di allestimento che quest'arte richiede. Vibo Valentia e la sua provincia sono rimaste ultime mentre ci si domandava se fosse meglio realizzare un solo spettacolo quando con la stessa cifra se ne potevano realizzare almeno due e compiacere i più».
Una logica del ribasso che svaluta il lavoro svolto negli anni dall'associazione, storica promotrice del Festival "Vibo in Danza": «Gli spettacoli, gli incontri dibattito e i concorsi con compagnie riconosciute dal Mic sono stati realizzati con impegno e sacrificio, spesso coprendo noi stessi le spese complessive. Quando si hanno dubbi ed aspettative che non arrivano – aggiunge con schiettezza – è perché non intendono arrivare».

Spettacolo, turismo e lavoro: un'opportunità per i giovani

Nonostante gli ostacoli, la visione di Candela guarda lontano e punta a dimostrare come la danza e l'alta formazione possano generare un impatto economico e sociale concreto sul territorio vibonese e calabrese: «Bisogna privilegiare il settore della danza in particolare, le cui strade per la crescita del turismo e dell'economia sono le stesse degli altri ambiti artistici», ha sottolineato. «L'importanza dello spettacolo dal vivo è la base fondamentale dello sviluppo e della crescita turistica. I nostri incontri sono totalmente dedicati ai giovani, che devono guardare alla bellezza e all'arte come salvaguardia di valori profondi, reali e vivibili nella legalità, ma anche come possibile mezzo di lavoro e occupazione, magari proprio nella loro terra».
Un modello di crescita che, secondo la presidente, non può prescindere dalla continuità e dall'esperienza: «Tutto è possibile attraverso una programmazione polivalente e costruendo una rete tra associazioni ed enti. Cancellare la presenza di realtà conclamate e di esperienza con ulteriori sperimentazioni sicuramente non giova alla crescita del territorio, del turismo e quindi dell'economia.

Le prospettive future e il nuovo Teatro Vibonese

Il legame con le proprie radici spinge Candela a proseguire la sua missione culturale a Vibo Valentia, superando i limiti di budget e annunciando novità a breve termine: «La volontà di costruire e operare nel comune dove sono nata mi spinge a continuare per realizzare la mia visione culturale, lavorando su una rieducazione del territorio. Le difficoltà sono soprattutto economiche, ma questo non ci frena: realizzeremo l'evento promesso e vi daremo notizia quanto prima».
E ancora: «In conclusione, leggo con vero interesse l'annuncio di un avviso relativo al teatro, realizzato attraverso il partenariato pubblico e privato». Candela ha voluto rivolgere un messaggio chiaro anche in merito alle risorse regionali e alla gestione delle nuove strutture culturali cittadine: «Per dare continuità alle attività artistiche bisogna dare loro una forza economica che nasce dall'interesse e dalla presenza del pubblico. È necessario riformulare i programmi e spostare l'attenzione turistica verso le realtà interne con eventi identificativi. Infine, l'importante somma distribuita dalla Regione Calabria ai cinque teatri calabresi potrà e dovrà fungere da volano per il nuovo Teatro Vibonese, la cui gestione dovrà mirare a creare corrette e stabili condizioni di crescita, come già avvenuto con "Ama Calabria" e/o strutture della stessa elevatura».