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11/02/2026 ore 09.30
Cultura

Un concerto di rara intensità al Comunale di Vibo: Andrea Lucchesini interpreta Schubert e Chopin nel segno di Maria Tipo

Il recital, compreso nella stagione di AMA Calabria, ha restituito al pubblico la musica come esperienza condivisa, tra disinvoltura tecnica e partecipazione emotiva. Omaggiata una delle maestre del ‘900 italiano

di Redazione

È stato un concerto capace di andare oltre la dimensione della semplice esecuzione musicale quello che ha visto protagonista Andrea Lucchesini al Teatro Comunale di Vibo Valentia, nell’ambito della stagione 2026 di AMA Calabria. Un appuntamento di grande intensità, che ha restituito al pubblico non solo la statura di un interprete di riferimento della scena internazionale, ma anche il senso più profondo dell’ascolto come esperienza condivisa e consapevole.

Il concerto ha reso omaggio a Maria Tipo, figura centrale della scuola pianistica italiana del Novecento, maestra di rigore, misura e altissima responsabilità interpretativa. Un riferimento fondamentale nel percorso artistico di Lucchesini, che ha attraversato l’intero recital non come dichiarazione esplicita, ma come presenza sottesa, riconoscibile nella scelta del programma e nell’impostazione interpretativa.

In questa prospettiva, l’accostamento tra Schubert e Chopin ha assunto un valore preciso: due autori che richiedono controllo formale, lucidità strutturale e ascolto profondo del testo, qualità che hanno segnato il magistero di Maria Tipo e che nella lettura di Lucchesini hanno trovato una naturale continuità. Il programma ha, in tal senso, messo in dialogo due pilastri del repertorio pianistico romantico: i Quattro Improvvisi op. 90 D 899 di del compositore austriaco e l’integrale dei Ventiquattro Preludi op. 28 di quello polacco. Due cicli diversi per concezione e carattere, ma accomunati da una scrittura concentrata ed essenziale, capace di racchiudere in forme brevi una straordinaria densità espressiva.

Nella prima parte del concerto, Lucchesini ha affrontato gli Improvvisi schubertiani con un approccio di grande misura e profondità. Ogni brano è apparso come un frammento narrativo autonomo, scolpito nel controllo delle dinamiche, nella cura delle voci interne e nel respiro naturale delle frasi. Un Schubert meditato, restituito con chiarezza e coerenza formale, che ha lasciato emergere la tensione poetica sottesa alla scrittura.

Con i Preludi di Chopin, il recital ha assunto una dimensione ancora più ampia e coinvolgente. Lucchesini ha costruito l’intero ciclo come un unico grande arco narrativo, attraversando con naturalezza una straordinaria varietà di atmosfere e stati d’animo. Dal lirismo più raccolto agli slanci più impetuosi, l’esecuzione si è mantenuta sempre sorvegliata, sostenuta da una tecnica solidissima e da un controllo del suono raffinato, mai esibito, sempre funzionale al discorso musicale.

Ciò che ha colpito maggiormente è stata la capacità di tenere insieme rigore e libertà, precisione formale e partecipazione emotiva, senza mai cedere al virtuosismo fine a sé stesso. La musica ha parlato con chiarezza, lasciando emergere il senso profondo di un percorso interpretativo fondato sulla responsabilità del gesto musicale e sulla fedeltà al testo.

Il lungo e caloroso applauso del pubblico ha suggellato una serata di rara intensità, confermando come il Teatro Comunale di Vibo Valentia possa oggi accogliere appuntamenti di alto profilo artistico e culturale, nel segno di una programmazione attenta e consapevole.