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03/10/2026 ore 14.44
Cultura

Tropea diventa un atelier a cielo aperto: dal 3 al 31 ottobre torna il TropeArte Plein Air festival

Artisti da tutto il mondo dipingeranno nel borgo ispirandosi a vicoli, panorami e paesaggio. Il percorso si chiuderà con l’esposizione delle tele realizzate durante la manifestazione

di Redazione

Tropea per quasi un mese diventerà una galleria d’arte a cielo aperto, con i vicoli del centro storico, gli affacci sul mare, la rupe e i paesaggi del borgo trasformati in luoghi di ispirazione per gli artisti. Da sabato 3 a sabato 31 ottobre torna infatti la quarta edizione del TROPEArte Plein Air Festival, manifestazione internazionale di pittura che porterà in città artisti provenienti da tutto il mondo.

L’idea, spiegano gli organizzatori, è quella di portare la pittura direttamente nei luoghi che la ispirano. Gli artisti saranno chiamati a dipingere en plein air, confrontandosi con «i vicoli del centro storico, dagli affacci panoramici, dalla rupe e dalla luce che da sempre rende riconoscibile il paesaggio tropeano».

Un rapporto diretto tra arte e territorio che rappresenta il filo conduttore della manifestazione e che trova le proprie radici anche nella storia artistica della città.

Nel segno di Albino Lorenzo ed Escher

Il festival si inserisce infatti «in una tradizione artistica che trova nel pittore tropeano Albino Lorenzo uno dei riferimenti più significativi» e guarda anche all’esperienza di Maurits Cornelis Escher.

L’artista olandese, ricorda la nota, era «affascinato dalla Calabria, dalle sue geometrie verticali, dalle architetture aggrappate alla roccia e dai salti verso il mare». Elementi che diventano parte del dialogo tra il patrimonio del passato e la ricerca contemporanea proposta dal festival.

È proprio «dentro questo dialogo tra memoria, paesaggio e contemporaneità» che Tropea continua a proporsi, secondo il comunicato firmato dal sindaco Giovanni Macrì, come destinazione culturale e creativa.

Cavalletti nei vicoli e opere realizzate sul posto

A raccontare la formula del TROPEArte sono anche le precedenti edizioni, che hanno visto la presenza di «artisti arrivati da diversi Paesi, cavalletti nei vicoli, negli slarghi, sui belvedere e sulla spiaggia, laboratori, momenti di incontro e mostre finali delle opere realizzate».

Un festival che punta quindi sulla condivisione dello spazio pubblico e sul confronto tra esperienze diverse. La manifestazione, sottolinea la nota, propone infatti «una formula senza gerarchie, giurie o premi», nella quale professionisti, appassionati, bambini e percorsi inclusivi possono condividere lo stesso spazio creativo.

Non soltanto pittura, dunque, ma anche un'occasione di incontro tra persone e sensibilità differenti, con il borgo a fare da punto di contatto tra gli artisti e il pubblico.

La mostra finale a chiusura del festival

Il percorso si concluderà con la mostra delle opere realizzate durante il festival. Le tele prodotte nel corso delle settimane saranno così raccolte in un'esposizione finale, trasformando l'esperienza degli artisti in un racconto condiviso della città.

È in questa fase che, secondo la nota, Tropea assume un ruolo che va oltre quello di semplice luogo in cui si svolge la manifestazione. «Tropea diventerà così, ancora una volta, non semplice scenario, ma protagonista dell’opera: luogo dell’ispirazione, della relazione e della bellezza che continua a generare cultura».