Tropea, al Museo del Mare la collezione Lenzi: donate 300 conchiglie. Verso la riapertura delle sale
Lo zoologo romano affida all’Istituto Paleontologico calabrese una raccolta costruita in anni di studio. Il direttore Barritta: «Attività mai interrotte durante la chiusura, ma per riaprire al pubblico servono ancora alcuni adempimenti comunali»
In attesa della riapertura del Civico Museo del Mare di Tropea, l’Istituto Paleontologico Calabrese arricchisce il proprio patrimonio con una donazione di valore scientifico e personale: circa trecento esemplari di conchiglie del Mediterraneo e numerosi volumi per la biblioteca tematica, da poco istituita e accreditata al Sistema Bibliotecario Nazionale dal Ministero della Cultura.
A consegnare la raccolta al presidente Giuseppe Carone è stato il malacologo romano Gaetano Lenzi. Una collezione costruita nel tempo, che troverà spazio nel MuMaT dopo la definizione del progetto espositivo per la nuova sala.
La raccolta di una vita
Il direttore Francesco Barritta ha già chiesto una consulenza sui materiali da musealizzare a Stefania De Luca, responsabile delle collezioni malacologiche del MuMaT. «Non è facile liberarsi di una raccolta costruita con tanta dedizione e che ha rappresentato la passione di una intera vita», ha commentato De Luca, sottolineando come il gesto del dottor Lenzi «ci gratifica, perché avendo scelto il nostro museo quale luogo deputato alla definitiva collocazione della sua collezione, accende in noi la consapevolezza di rappresentare una garanzia di efficienza e di servizio al mondo della ricerca portato avanti dal nostro ente».
La donazione arriva mentre cresce l’attesa per la riapertura. Barritta spiega che «durante questi due anni di chiusura molte delle attività portate avanti dall’Istituto Paleontologico Calabrese nella gestione museale non si sono mai interrotte». L’acquisizione della raccolta Lenzi, osserva, dimostra come il patrimonio sia stato incrementato anche attraverso donazioni private, con il conseguente lavoro di catalogazione.
Le pratiche per riaprire
Sui tempi della riapertura, il direttore chiarisce che l’Istituto è un ente del Terzo settore e gestisce il museo grazie al contributo di soci volontari coperti da assicurazione. «Ma tale polizza copre solo i soci per le attività istituzionali, mentre per poter riaprire abbiamo bisogno di una serie di pratiche che non competono a noi ma al Comune», precisa Barritta, ricordando di avere già chiesto «il piano di evacuazione dei Vigili del Fuoco necessario al Comune per l’assicurazione dei nuovi locali e per il rinnovo della polizza già sottoscritta relativa al patrimonio e alla proprietà dello Stato custoditi nel museo».
Il museo, aggiunge il direttore, ha anche ricevuto dal Tribunale l’incarico di custodire materiali paleontologici oggetto di provvedimenti giudiziari e, in quell’occasione, «abbiamo collaborato con l’Arma dei Carabinieri per fornire una dettagliata relazione scientifica».
Biblioteca, ricerca e giovani
La lunga chiusura, ricorda Barritta, è stata legata agli interventi finanziati dalla Regione Calabria: la messa in sicurezza di parti esterne del complesso Santa Chiara, l’installazione dell’impianto antincendio e l’apertura di nuovi locali. Spazi che hanno consentito una migliore organizzazione delle sale e la destinazione di un’area alla biblioteca dell’Istituto, autorizzata dal Ministero della Cultura a entrare nel Sistema Bibliotecario Nazionale.
Il lavoro scientifico dell’ente è stato inoltre digitalizzato e caricato su un repository pubblico con l’indicazione del Doi. Il MuMaT ha ospitato il tirocinio di una studentessa di Scienze naturali e ha partecipato al bando per il Servizio civile nazionale dell’Unione Italiana Pro loco d’Italia, con l’obiettivo di accogliere già da questa estate due giovani tropeani.