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08/06/2026 ore 21.59
Cultura

Scoprì la laminetta orfica, il direttore del Museo di Vibo propone di intitolare a Ermanno Arslan la sala in cui è custodita

VIDEO - Michele Mazza ricorda il celebre archeologo scomparso recentemente a cui si deve la scoperta del reperto risalente al V secolo avanti Cristo, tra i più importanti provenienti dall’antica Hipponion

di Stefano Mandarano

Istruzioni per l’Aldilà. La laminetta aurea custodita nel Museo archeologico nazionale di Vibo Valentia, rappresenta ancora oggi una delle più importanti testimonianze epigrafiche del mondo greco, certamente quella più completa nel testo e meglio conservata.

Su di essa sono impresse le istruzioni sul comportamento che la defunta dovrà tenere una volta giunta nell’Oltretomba. Risalente al V secolo avanti Cristo, a scoprirla, nella tomba n. 19 di una vasta necropoli sita al centro dell’attuale città di Vibo, nell’area denominata Inam, fu, il 17 settembre del 1969, il celebre archeologo Ermanno Arslan, improvvisamente venuto a mancare il primo giugno scorso.

Nel giorno in cui, a Milano, si sono celebrate le esequie laiche dell’archeologo e numismatico scomparso all’età di 85 anni, abbiamo chiesto al direttore del Museo archeologico nazionale Vito Capialbi di Vibo Valentia, Michele Mazza, un ricordo dell’apprezzato specialista di archeologia greca e romana, che ha legato indissolubilmente il suo nome alla città di Vibo.

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«Per noi l’improvvisa scomparsa del professor Aslan è stata una grandissima tragedia - afferma Mazza -. Era un vero amico del museo, ogni anno veniva qui con la sua equipe, formata da studenti dell’Università di Budapest, insieme alla moglie, la professoressa Bencze, per proseguire gli studi sulla Necropoli che proprio il professore scavò nel 1969 e da dove proviene la laminetta: uno dei reperti più importanti e più iconici del nostro museo».

Ad Arslan, nel 2019, su impulso del Comitato per i 50 anni del Museo Capialbi, la città di Vibo conferì la cittadinanza onoraria, quale segno di riconoscenza per il fondamentale impulso dato al suo patrimonio archeologico e per suggellare un legame che lo studioso ha continuato a coltivare nel tempo.

«Devo dire che il professor Aslan - ha confermato Mazza - tornava spesso e sempre con piacere qui a Vibo perché la considerava una seconda casa, come testimonia anche la cittadinanza onoraria. Veniva davvero con la voglia di fare ancora qualcosa per la città, per far conoscere ancora in maniera più approfondita la sua storia, non solo quella legata alla laminetta, ma in generale tutto quello che rappresenta la gloriosa storia di Vibo Valentia. Perché dobbiamo ricordarci che la città di Vibo ha alle spalle una storia lunghissima e importantissima».

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Ora il Museo pensa ad una serie di iniziative per celebrarne il ricordo. «Ho già avuto modo di sentire la professoressa Bencze - rivela Mazza -, con la quale stiamo cercando di capire cosa possiamo organizzare nell'immediato. Quest'estate, il professor Arslan sarebbe tornato a trovarci per riprendere il suo lavoro e avevamo già in mente di organizzare delle giornate di studio. A questo punto quelle giornate le dedicheremo a lui: sarà un convegno in memoria del professor Arslan. La mia idea, che proporrò alla direzione, è anche quella di dedicargli una sala nel nuovo allestimento del museo, magari la stessa sala che ospita la laminetta».