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19/05/2026 ore 18.36
Cultura

Sabato la prima la prima nazionale dell’opera teatrale su Natuzza: «La più grande rappresentazione prodotta in Calabria»

“Fortunata di Dio” debutta sabato 23 maggio al Rendano di Cosenza. Gli autori Pegna e Ortis: «Vogliamo far conoscere la profondità di una figura straordinaria e i luoghi della Fondazione a lei dedicata»

di Redazione

Emozione, partecipazione e grande attesa hanno caratterizzato questa mattina la conferenza stampa di presentazione di “Fortunata di Dio”, l’opera teatrale dedicata alla vita di Natuzza Evolo, la mistica originaria di Paravati di Mileto proclamata Serva di Dio, che debutterà in Prima nazionale sabato 23 maggio alle ore 21 e domenica 24 maggio alle ore 17 al Teatro Rendano di Cosenza.

Lo spettacolo, prodotto dalla Show Net di Ruggero Pegna, porta in scena una delle figure spirituali più conosciute e amate della Calabria attraverso un allestimento di grande impatto artistico e tecnologico. La regia è affidata ad Andrea Ortis, con musiche originali del compositore Francesco Perri, scenografie di Lele Moreschi, disegno luci ed effetti speciali di Virginio Levrio, consulenza di Gianmario Pagano e costumi curati da Angelina da Bari.

Alla presentazione sono intervenuti, insieme a Pegna, Ortis e Perri, il sindaco di Cosenza Franz Caruso e la delegata alla cultura Antonietta Cozza, che ha coordinato l’incontro con i giornalisti. Presente anche l’intero cast artistico, che ha interrotto appositamente le prove generali in corso per partecipare all’evento.

Grande attenzione è stata riservata all’attrice Annalisa Insardà, interprete di Natuzza Evolo, che durante il suo intervento ha espresso tutta l’intensità emotiva e il senso di responsabilità legati al ruolo. L’attrice si è più volte commossa parlando della figura della mistica di Paravati.

In sala anche gli altri protagonisti dello spettacolo: Leonardo Mazzarotto, Gipeto, Michele Radice, Valeria Zazzaretta e Luca Attadia, tutti nomi di primo piano del teatro italiano.

L’opera, scritta da Ruggero Pegna e Andrea Ortis, sarà accompagnata da una colonna sonora eseguita rigorosamente dal vivo. Al pianoforte lo stesso Francesco Perri, affiancato da Pierpaolo Greco al violoncello, Stefano De Marco alle chitarre, Michele Potenza alle percussioni ed Enza Cristofaro alla voce.

L’allestimento scenotecnico promette di essere uno degli elementi centrali dello spettacolo: scenografie mobili, proiezioni immersive, effetti speciali e un accurato disegno luci accompagneranno il racconto teatrale della vita della mistica calabrese. Prevista anche la registrazione e la successiva produzione televisiva dell’opera.

«Sono lieto che questo teatro e la nostra città ospitino una prima teatrale così prestigiosa, in linea con il nostro sforzo di promuovere la cultura in tutte le sue forme – ha dichiarato il sindaco Franz Caruso –. È un’opera che meritava la nostra attenzione perché porta in scena una figura straordinaria come quella di Natuzza Evolo, mistica calabrese conosciuta nel mondo intero. Ringrazio Ruggero per aver scelto Cosenza e saluto con affetto tutti i protagonisti, artisti e tecnici, a cui auguro buon lavoro e immenso successo».

Soddisfazione è stata espressa anche dalla delegata alla cultura Antonietta Cozza, che ha sottolineato il valore culturale della produzione e l’importanza di ospitare una prima nazionale destinata successivamente a circuitare nei principali teatri italiani.

L’opera rientra nel progetto di promozione del turismo religioso in Calabria “La Notte degli Angeli”, ideato da Pegna, e ha ottenuto il patrocinio morale della Fondazione Cuore Immacolata di Maria Rifugio delle Anime di Paravati, nata nel 1987 su ispirazione della stessa Evolo.

La Fondazione cura il centro religioso e assistenziale “Villa della Gioia”, realizzato nella frazione di Paravati, nel territorio di Mileto, dove la mistica nacque e visse. Una realtà diventata negli anni meta di continui pellegrinaggi e costruita seguendo, secondo il racconto della stessa Natuzza, le indicazioni ricevute dalla Madonna durante una delle apparizioni.

«Il desiderio che anima questo lavoro è quello di dare vita a uno spettacolo capace di raccontare e divulgare la storia meravigliosa di Natuzza Evolo – hanno spiegato Ruggero Pegna e Andrea Ortis – contribuendo a fare conoscere e comprendere la profondità della sua figura, la straordinarietà delle sue opere, i luoghi della Fondazione a lei dedicata e lo splendido nuovo Santuario di Paravati».

“Fortunata di Dio” ripercorre l’intera esistenza della mistica: dalla nascita a Paravati, il 23 agosto 1924, fino alla morte avvenuta l’1 novembre 2009, nel giorno della Festa di Tutti i Santi, evento seguito dall’apertura della causa di beatificazione.

Tre i principali binari narrativi scelti dagli autori: la ricostruzione rigorosamente storica della sua vita, la rappresentazione teatrale degli episodi più intensi e significativi della sua esperienza umana e spirituale e il dibattito interno alla Chiesa sul suo caso, avviato già ai tempi di padre Gemelli.

«Mamma Natuzza è conosciuta in tutto il mondo per aver ricevuto ogni giorno centinaia di persone, facendosi carico delle loro sofferenze e dispensando parole di sollievo e speranza», ricordano gli autori dell’opera.

Alla mistica calabrese vengono attribuiti fenomeni straordinari come stigmate, emografie, bilocazioni, apparizioni e dialoghi con figure spirituali. La sua chiesa è stata aperta ufficialmente al culto nel 2022 ed elevata a Santuario dal vescovo Attilio Nostro nel 2024.

Numerose le ricorrenze che ogni anno richiamano a Paravati migliaia di pellegrini e i “cenacoli” dedicati alla figura della mistica: dalla Festa della Mamma agli anniversari della nascita e della morte, fino all’arrivo dell’effigie del Cuore Immacolato di Maria il 10 novembre.

Tra i partner sostenitori dell’opera figurano la Banca Mediocrati di Rende, Harmonic Innovation Group Spa Società Benefit di Roma, Mic Musical International Company e il comune di Cosenza, che ha concesso il Teatro Rendano per l’intero periodo di prove e debutto.

«È un’opera del massimo standard tecnico-artistico, la più grande prodotta in Calabria – conclude Ruggero Pegna –. Un progetto molto impegnativo sotto ogni punto di vista, ma capace di veicolare un pezzo di Calabria davvero straordinaria».