Nuovo colpo dell’astrofisico vibonese Rocco Lico: è tra gli artefici del primo studio a doppia frequenza sul buco nero
Per la prima volta il pool di scienziati dell'Osservatorio astronomico di Shanghai e dell'Istituto nazionale di astrofisica ha pubblicato un’immagine a due colori di M87, eccola
Nelle scorse ore il “The Astrophysical Journal Letters” ha pubblicato i risultati del primo studio spettrale a doppia frequenza (a due colori) del buco nero di M87, condotto dall'Osservatorio astronomico di Shanghai dell'Accademia cinese delle scienze, insieme all'Istituto nazionale di astrofisica. In questo contesto le immagini a due diverse lunghezze d'onda, ottenute con l'Event Horizon Telescope (Eht) e il Global Millimeter Vlbi, hanno permesso di produrre per la prima volta una mappa che riporta il rapporto fra il flusso a frequenza più elevata (il blu) e quello a frequenza più bassa (il rosso).
I segreti della Via Lattea a Ricadi: l’astrofisico Rocco Lico racconta i buchi neri e le moderne tecniche di osservazioneUn risultato di assoluto rilievo, che ci fa capire che a diversi valori di indice spettrale corrispondono specifici processi fisici in corso d'opera nella regione oggetto d'osservazione. Del team di osservatori e tra i coautori della nuova pubblicazione sul “The Astrophysical Journal Letters” (gli altri sono Shan-Shan Zhao, Ru-Sen Lu, Yuh Tsunetoe e Sijia Peng) figura anche il vibonese Rocco Lico, scienziato di fama mondiale dell'Istituto nazionale di astrofisica e uomo di punta di Eht, pool di esperti internazionali che nel 2019 e 2022 ha pubblicato per la prima volta delle foto di buchi neri. In quel caso, però, a un solo colore, a una singola frequenza. Le immagini dell'epoca hanno permesso di vedere l'aspetto degli oggetti più estremi del cosmo, quelle di oggi consentono di fare un ulteriore salto, di iniziare a comprenderne il funzionamento.
«Tale risultato - spiega oggi l'astrofisico nativo di Mileto - ci porta a dire che la struttura ad anello visibile nelle immagini dei buchi neri non è semplicemente una caratteristica della morfologia dell'emissione, ma è strettamente connessa allo stato fisico del plasma in prossimità dell'orizzonte degli eventi. Le osservazioni forniscono nuovi vincoli sui modelli dei flussi di accrescimento dei buchi neri, dei getti relativistici e dei processi di radiazione su scala dell'orizzonte degli eventi. I risultati, tra l'altro, mostrano che le proprietà della radiazione che circonda il buco nero variano sistematicamente con la distanza dal buco nero. In particolare - conclude il professore Lico - nella regione interna l'indice spettrale risulta positivo e in aumento leggero, al contrario allontanandosi dal buco nero diminuisce».
Il prossimo obiettivo del team di ricercatori internazionali è riuscire ad ottenere immagini a tre frequenze, con gli indubbi vantaggi che ne deriverebbero per tutto il mondo della scienza, e non solo.
Nuova immagine del buco nero: l’intervista all’astrofisico vibonese Rocco Lico