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24/10/2026 ore 06.15
Cultura

Mileto riabbraccia la sua storia, esposto il sarcofago di Eremburga: nel 2027 torna anche quello di Ruggero I d’Altavilla, l’annuncio tra gli applausi

La notizia comunicata dal direttore generale del Museo archeologico nazionale di Napoli durante l’inaugurazione della mostra dedicata manufatto funerario della seconda moglie del conquistatore normanno. Già definito l’accordo per il trasferimento del prezioso reperto archeologico per celebrare al meglio l’Anno internazionale dei Normanni

di Giuseppe Currà

Festa doppia a Mileto, per la mostra incentrata sul ritorno del sarcofago di Eremburga di Mortain, seconda moglie di Ruggero I d’Altavilla, ma anche per quanto emerso nel corso della cerimonia inaugurale allestita per l’occasione all’interno del locale Museo nazionale. Nel 2027, Anno internazionale dei Normanni, nella città sede della più antica diocesi di rito latino del Sud Italia giungerà anche il monumento funerario del Gran Conte. A darne ufficialmente notizia lo stesso direttore generale del Museo archeologico nazionale di Napoli, Francesco Sirano, presente alla cerimonia di apertura della rassegna espositiva svoltasi nella Sala delle Laudi. Il tutto è frutto dell’operare sinergico tra la prestigiosa realtà culturale partenopea e la Direzione regionale Musei nazionali Calabria, a cui la struttura miletese afferisce.

L’annuncio del prossimo arrivo del sarcofago del conte Ruggero nella cittadina normanna è stato accolto con un caloroso applauso del nutrito pubblico presente all’incontro. Al tavolo, al fianco di Sirano, il direttore della DrMn, Fabrizio Sudano, il vescovo della diocesi, monsignor Attilio Nostro, la direttrice del Museo nazionale di Mileto, Maria Maddalena Sica, e il sindaco Salvatore Fortunato Giordano.

Sirano: «Già messo nero su bianco l’accordo per riportare a Mileto il sarcofago di Ruggero»

«Il nostro – ha affermato nell’occasione il direttore generale di Napoli – è un grande museo, estremamente legato al territorio e al Sud. Perciò fa piacere promuovere iniziative di condivisione come queste. Abbiamo già messo nero su bianco l’accordo per riportare a Mileto il sarcofago di Ruggero d’Altavilla, dopo quello attribuito alla seconda moglie Eremburga. Qui ho avuto modo di constatare che è stato realizzato un allestimento piacevole e attento, con diversi aspetti didattici. Inoltre, il museo si trova al centro della città, e questo è fondamentale per far sì che la comunità venga coinvolta e sia la testimone principale di questi eventi».

«È un evento, questo – ha sottolineato dal canto suo il direttore Sudano –, che racconta una collaborazione fitta tra due realtà del Ministero della Cultura, tra una struttura museale importante, come quella napoletana, che ha accolto per lungo tempo il sarcofago in questione, e la DrMn Cal. Grazie a ciò, il sarcofago di Eremburga è ritornato finalmente a Mileto e quello del conte Ruggero si accinge a farlo. Tra l’altro nel 2027, anno importantissimo per questa comunità, visto che la città si accinge a vivere da protagonista l’Anno internazionale dei Normanni».

La direttrice Sica: «Il ritorno di Eremburga è un punto di partenza»

Sulla stessa linea l’intervento della direttrice Sica, la quale ha spiegato che, in occasione dell’arrivo del sarcofago di Eremburga, il Museo nazionale ha approfittato dell’occasione per sistemare la sezione normanna e restituire al manufatto funerario uno spazio simile a quello da cui era partito. «Il suo ritorno – ha spiegato – è certamente un punto di partenza, che consente di ravvivare la questione della presenza normanna a Mileto e in Calabria e di mettere in luce la figura di Ruggero I, che scelse la città come sua capitale. Sappiamo che il 2027 sarà l’anno dei Normanni e, in tal senso, abbiamo anticipato un po’ le attività che si svolgeranno, nella consapevolezza che faremo parte di questo progetto internazionale con un ruolo da protagonisti».

A seguire, le parole del sindaco Giordano e del vescovo Nostro, i quali hanno espresso soddisfazione per quanto emerso nel corso dell’incontro, ponendo l’accento sull’importanza di agire in sinergia per promuovere la cultura, volano di sviluppo e di crescita per il territorio. Tra gli interventi anche quello della prefetta di Vibo Valentia, Anna Aurora Colosimo, la quale ha a sua volta sottolineato come eventi come questi raccontino di un popolo intriso di cultura e di ricchezze spesso sottovalutate. Da qui l’esigenza che i calabresi prendano coscienza delle loro enormi potenzialità.

Il riallestimento del museo e le opere restaurate

Al termine dell’incontro i presenti si sono trasferiti nel museo per ammirare la mostra e il riallestimento del piano terra, interamente dedicato al periodo normanno. Padrone assoluto, il sarcofago di Eremburga. Il momento è stato suggellato dal classico taglio del nastro.

La rassegna espositiva propone diverse opere restaurate. Le attività, svolte dall’azienda specializzata Adduci Restauri, hanno interessato un importante nucleo di manufatti ceramici e lapidei, su cui sono state eseguite operazioni di studio, documentazione, pulitura, consolidamento e ricomposizione. Tra gli interventi, anche quello della restauratrice Emilia Ricchio.