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28/01/2026 ore 17.00
Cultura

Mileto, nuove ricerche e testimonianze svelano dov’era situato l’antico teatro francese

La realtà intitolata a San Nicola fu creata nei primi dell’Ottocento all’interno di un palazzo gentilizio, durante il decennio di dominazione delle truppe napoleoniche

di Giuseppe Currà

A Mileto nel XIX secolo i francesi diedero vita a un teatro. L’esercito transalpino si stabilì nella cittadina normanna all’indomani della battaglia vittoriosa, combattuta nel 1807 contro i Borboni nelle campagne limitrofe e all’interno dall’abitato. Al comando del primo reggimento dei cacciatori a cavallo vi era il colonnello Nicola Filiberto Desvernois, eroe delle campagne napoleoniche del 1796 in Italia e del 1799 in Egitto.

Il suo esercito rimase di stanza a Mileto per un periodo relativamente breve. Quanto basta, tuttavia, per permettere al comandante di lasciare una traccia indelebile del suo operato, anche in ambito culturale. Molte le iniziative di cui si rese artefice, di concerto con il sindaco dell'epoca Filippo Tacconi. Tra queste, appunto, l’istituzione del teatro intitolato al patrono della città San Nicola di Bari, prendendo spunto dall’illustre San Carlo di Napoli.

Di esso rimangono oggi poche tracce. Nello specifico, alcuni documenti d’archivio, un’antica pianta di Mileto dei primi del ‘900 (in cui viene indicata una “Via del Teatro Vecchio”), e la targa marmorea che oggi si trova esposta all’interno del museo nazionale, molto probabilmente all’epoca situata all’ingresso, con su incisa la scritta “Theatre St Nicolas, erige le premier Janvier 1813”. Ma in quale edificio era allocato il teatro, all’interno del nuovo abitato realizzato all’indomani del funesto terremoto del 1783 che consigliò i miletesi ad abbandonare il vecchio sito normanno? Non si sa.

Nuovi elementi, tuttavia, ci aiutano adesso a dipanare l’intricata matassa. In primis la testimonianza della signora Maddalena Cristina, nipote dell’ex proprietario del palazzo a cui facciamo riferimento, il notaio Antonio Naccari. Le sue affermazioni, suffragate andando sul posto con il figlio Roberto Naso Naccari Carlizzi e lo scrivente, sono di alcuni anni fa e ci riportano ai primi del ‘900. Scomparsa mesi fa, la donna ricordava esattamente dove si trovava il teatro in cui giocava da piccola con fratelli e cuginetti, situato in un salone all’interno dell’edificio di famiglia. Con palco in legno, tendaggi, sedie e altri elementi d’arredo ancora posizionati in platea, almeno fino agli anni ’50 dello stesso secolo. Del resto, lo stesso papà Carmine e nonno più volte le aveva spiegato che nel fabbricato in quei frangenti avrebbe alloggiato l’esercito francese e che quello era ciò che rimaneva dell’antico teatro.

Oggi, tra l’altro, ad avvalorare quanto affermato dalla testimone oculare contribuiscono ulteriori approfondimenti e studi. Il palazzo è stato acquisito e ristrutturato qualche decennio fa dalla famiglia Saverio Mazzitelli. Attualmente al piano superiore è utilizzato come abitazione privata e al piano terra come esercizio commerciale. Tuttavia, seppur chiuso da un muro in cartongesso, da un sopralluogo risulta ancora visibile l’arco che portava nel salone dove, in base alla testimonianza della signora Naccari  era situato il teatro. Tra l’altro, gli stessi titolari della ditta esecutrice dei lavori confermano che al momento degli interventi di ristrutturazione lì era presente un palco dove erano posizionate delle botti del vino e altro ancora. Ma era veramente il teatro francese?

Anche in questo caso ci viene in aiuto l’antica mappa di Mileto, da cui si evince che il palazzo nobiliare, posto ad angolo sulla via Conte Ruggero, all’epoca “Via Regia vecchia” aveva un’entrata anche dalla “via del Teatro Vecchio”, oggi via Ospedale. Così come si apprende dai documenti dell’epoca, ad esibirsi come attori e musicisti erano gli stessi ufficiali del reggimento dei cacciatori a cavallo, coadiuvati da alcuni giovani del luogo. Particolarmente famoso divenne, in quella stagione, un interprete del ruolo di Pulcinella. Alle rappresentazioni, due in ogni settimana, seppur gratuitamente si poteva accedere solo su invito. Spettacoli a cui, a vario titolo, partecipavano famiglie e distinti signori, provenienti anche dal territorio limitrofo, e personalità ecclesiastiche, tra cui il vicario e lo stesso vescovo della millenaria diocesi di Mileto, monsignor Enrico Capece Minutolo.