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17/05/2026 ore 18.44
Cultura

“I Quaderni di nonna Pina” della vibonese Maria Antonia Silvaggio al Salone del libro di Torino

Nello stand della Calabria l’antropologo Vito Teti e Giuseppe Salvatore Di Spena hanno accompagnato l'autrice in un viaggio emozionante tra memoria, radici e identità generazionale

di Redazione

Un firma copie da tutto esaurito ha consacrato il successo de "I Quaderni di nonna Pina" (Adhoc Edizioni) di Maria Antonia Silvaggio al Salone internazionale del Libro di Torino, dove l'opera ha registrato il pieno di pubblico e celebrato il valore della memoria e del profondo legame con il territorio. Nell'affollato stand della Regione Calabria, la presentazione si è rivelata uno degli appuntamenti più partecipati e sentiti della manifestazione.

Il dibattito, arricchito dalla proiezione sul tabellone del volto di Nonna Pina che recita una storia vissuta e canta una canzone della tradizione, ha toccato vette di profonda commozione. Al tavolo dei relatori era presente anche l’assessore alla Cultura del Comune di Vibo Valentia, Stefano Soriano, che ha espresso vivo compiacimento per l'alto valore culturale e formativo dell'opera. L'intervento dell'antropologo Vito Teti ha consacrato il volume definendolo «uno dei migliori prodotti negli ultimi 10 anni in Calabria e un monumento alla memoria», lodando inoltre la forza femminile nel salvataggio del nostro passato. Giuseppe Salvatore Di Spena ha poi evidenziato la capacità dell'opera di trasformare i ricordi privati in un patrimonio collettivo universale.

Di fronte a una platea gremita, con il pubblico rimasto a lungo in coda per i firmacopie, l'autrice ha espresso la sua profonda gratitudine: «Vedere il libro I Quaderni di Nonna Pina accolto con così tanto affetto a Torino conferma che le nostre storie di famiglia sono radici vive. Ringrazio di cuore Vito Teti e Giuseppe Salvatore Di Spena per il loro autorevole contributo, l'assessore Stefano Soriano che ci ha onorato della sua presenza, la casa editrice Adhoc, la Regione Calabria, il Sistema bibliotecario lametino e tutto il pubblico per aver condiviso questo tributo a chi ci ha preceduto, con la speranza, per me che l'ho scritto, di fare da ponte e tramandare questo patrimonio alle future generazioni».