I patrimoni culturale e ambientale insieme per il rilancio del territorio, la Società Dante Alighieri di Vibo lancia “Gocce Calabresi”
Presentato al 501 Hotel il nuovo percorso dedicato alla valorizzazione dell'identità regionale. Al centro dell'iniziativa il legame tra memoria della Magna Grecia, tutela delle risorse naturali, educazione delle nuove generazioni e collaborazione tra istituzioni e associazioni
Un progetto che intreccia cultura, memoria storica, tutela dell'ambiente e valorizzazione dell'identità calabrese. È questo il filo conduttore di "Gocce Calabresi", l'iniziativa promossa dal Comitato di Vibo Valentia della Società Dante Alighieri e presentata l'8 luglio al 501 Hotel, nel corso di un incontro culturale patrocinato, tra gli altri, dalla Provincia e dal Comune di Vibo Valentia.
Ad aprire i lavori è stato il presidente del Comitato, Filippo Prestia, che ha collocato il progetto all'interno del patrimonio storico della Calabria, richiamando le radici magno-greche del territorio. «Se chiudiamo gli occhi per un istante e ascoltiamo il battito profondo di questa terra, non possiamo fare a meno di sentire l'eco di un passato grandioso. Camminiamo su un suolo dove, più di duemila anni fa, fiorì la civiltà della Magna Grecia. Un'era in cui la nostra Vibo Valentia, splendida e fiera sotto il nome di Hipponion, non era solo un centro di scambi e commerci, ma un faro di pensiero, di filosofia, di arte e di sacralità».
Nel suo intervento Prestia ha ricordato come gli antichi coloni greci fossero attratti non soltanto dalla posizione strategica del territorio, ma anche dal suo patrimonio naturale. «I coloni greci che scelsero le nostre coste e le nostre colline non cercavano solo un approdo fisico: cercavano un luogo dell'anima. E lo trovarono qui, affascinati dalla luce, dal mare e, soprattutto, dalla purezza delle nostre fonti e delle nostre acque, che per gli antichi erano dimora di divinità e principio originario di ogni cosa».
Da qui il significato del progetto, che punta a mettere in relazione il patrimonio culturale con quello ambientale, nella convinzione che i due aspetti siano inseparabili. «La cultura non è un accessorio: è un'eredità di cui siamo figli e, al tempo stesso, custodi», ha osservato il presidente della Dante Alighieri, spiegando che «la cultura non è un elemento statico da custodire sotto una teca di vetro. La cultura è un organismo vivo, è la linfa che scorre nella storia di un popolo, esattamente come l'acqua scorre e modella il paesaggio di una terra».
Il titolo scelto, "Gocce Calabresi", richiama proprio questo legame. Non a caso sulla locandina compare un verso del De Rerum Natura di Lucrezio: «…juvat integros accedere fontis atque haurire…», tradotto con «…è dolce accostarsi alle fonti intatte e attingervi l'acqua…».
Secondo Prestia, quelle «fonti intatte» rappresentano oggi molto più di un riferimento letterario. «Ci parlano della gioia dell'intelletto che si disseta alle fonti della conoscenza, ma nel 2026 risuonano anche come un monito etico ed ecologico. Le nostre fonti sono la storia, l'archeologia e l'identità culturale che affonda le radici nella Magna Grecia, ma sono anche la straordinaria ricchezza ambientale della Calabria». Da qui la definizione del progetto: «Le "Gocce Calabresi" sono i rivoli di cultura, di biodiversità, di acque marine e interne che definiscono la geografia fisica e spirituale della nostra regione. Attingere a queste fonti significa riscoprire chi siamo, ma soprattutto assumersi la responsabilità di proteggerle».
Nel corso dell'incontro è stato evidenziato anche il ruolo delle associazioni culturali nella promozione della sostenibilità. «Il Comitato di Vibo Valentia della Società Dante Alighieri ha sempre guardato al territorio non come a un semplice palcoscenico, ma come a un dovere civile. La cultura non può essere disgiunta dalla tutela dell'ambiente». Prestia ha quindi sottolineato il valore della collaborazione tra istituzioni, mondo della scuola, associazionismo e realtà impegnate nella salvaguardia del territorio: «Presentare un progetto come "Gocce Calabresi" significa unire le forze dell'associazionismo culturale e di tutti i partner che hanno scelto di sostenerlo per affermare che lo sviluppo del territorio passa attraverso una nuova alleanza tra uomo e natura, tra memoria storica e sensibilità ecologica».
Nelle conclusioni, il presidente della Dante Alighieri ha richiamato l'importanza dell'acqua come elemento identitario della Calabria e la necessità di promuoverne la tutela attraverso la formazione e la sensibilizzazione delle nuove generazioni: «L'acqua è l'elemento che unisce l'interno della nostra Calabria alla vastità del suo mare. È l'elemento che cura, che pulisce e che disseta, ma oggi più che mai richiede tutela, monitoraggio ed educazione al rispetto, a partire dai più giovani. È con questo auspicio che "Gocce Calabresi" vuole contribuire a costruire una maggiore consapevolezza del valore del nostro patrimonio culturale e ambientale».
L'incontro, moderato dalla segretaria del Comitato Angela Crisafi, ha visto la relazione dell'ideatrice del progetto Giovanna Esposito e gli interventi del sindaco di Vibo Valentia Enzo Romeo, del presidente dei Parchi Marini della Calabria Raffaele Greco, del responsabile del settore Conservazione del Wwf Vibo Valentia Giuseppe Paolillo, del comandante della Capitaneria di porto Guido Avallone e di Antonella Moschella.