Giornata del Museo al Valentianum, il tenore Anile e il pianista Silvestri incantano Vibo
Grande successo per l'evento promosso dal Gruppo Cultura del Duomo, che ha anche visto il partecipato incontro-dibattito “Custodi del Sacro, Voci del Tempo” e le preziose installazioni artistiche di artisti locali
Una giornata capace di trasformare il patrimonio culturale in un’esperienza concreta di partecipazione, incontro e crescita collettiva. Si è conclusa con un grande successo la Giornata del Museo ospitata presso il Complesso Valentianum e promossa dal Gruppo Cultura del Duomo, appuntamento che ha richiamato numerosi visitatori e si è affermato tra gli eventi culturali più significativi del territorio.
L’iniziativa ha proposto un programma articolato e multidisciplinare, nel quale arte, storia, musica, spiritualità e riflessione civile si sono intrecciate in un percorso capace di coinvolgere pubblici diversi. Una manifestazione che ha confermato come la valorizzazione del patrimonio culturale possa diventare «esperienza viva, condivisa e partecipata», favorendo nuove occasioni di conoscenza e dialogo.
Momento particolarmente atteso della giornata è stato il concerto conclusivo che ha visto protagonisti il tenore Francesco Anile e il pianista Francesco Silvestri, artisti di riconosciuto prestigio che hanno regalato al pubblico una serata di grande intensità emotiva. Le suggestive sale del Valentianum hanno accolto un raffinato percorso musicale che ha saputo coniugare tecnica, sensibilità interpretativa ed eleganza espressiva.
Le esibizioni dei due musicisti sono state accolte da lunghi e calorosi applausi, a testimonianza dell’apprezzamento del pubblico per una proposta artistica di alto livello. A rendere ancora più speciale il concerto è stata la partecipazione del soprano Caterina Francese, definita una gradita sorpresa della serata.
La sua presenza accanto a Francesco Anile ha dato vita a un momento particolarmente coinvolgente, caratterizzato da una forte intensità interpretativa. Consensi unanimi sono stati rivolti anche a Francesco Silvestri, che attraverso le sue esecuzioni pianistiche ha dimostrato «virtuosismo tecnico, sensibilità espressiva e profonda eleganza musicale».
La musica ha rappresentato soltanto uno dei linguaggi attraverso i quali si è sviluppata la manifestazione. Grande interesse ha infatti suscitato l’incontro-dibattito “Custodi del Sacro, Voci del Tempo”, dedicato alla riflessione sul ruolo della memoria, della tutela del patrimonio culturale e della funzione sociale dei musei nella contemporaneità.
A confrontarsi con il pubblico sono stati autorevoli studiosi ed esperti del settore: il professor Mario Panarello, storico dell’arte e docente dell’Accademia di Belle Arti di Lecce; Maria Maddalena Sica, direttrice del Museo Nazionale di Mileto; Manuel Zinnà, funzionario archeologo del Museo Archeologico Nazionale di Vibo Valentia; e don Pasquale Rosano, docente di Antropologia presso l’Istituto Teologico Calabrese e parroco del Duomo.
L’incontro è stato introdotto e moderato dal giornalista Michele Petullà, responsabile del Gruppo Cultura del Duomo, che ha guidato il confronto tra i relatori e il pubblico presente.
Nel corso del dibattito è emersa con forza l’idea che i musei siano oggi chiamati a svolgere una funzione che va ben oltre la semplice conservazione delle opere. Come evidenziato dagli interventi, essi rappresentano sempre più «luoghi di educazione, inclusione, dialogo e costruzione dell’identità collettiva», capaci di contribuire alla crescita culturale e civile delle comunità.
Per tutta la durata dell’evento il Museo d’Arte Sacra del Complesso Valentianum è rimasto aperto ai visitatori, registrando una significativa affluenza che conferma il crescente interesse verso il patrimonio storico, artistico e religioso custodito nella struttura.
Ad arricchire ulteriormente il programma sono state le esposizioni e le installazioni realizzate da numerosi artisti del territorio, che hanno trasformato gli spazi del Valentianum in un itinerario diffuso di creatività e bellezza, favorendo il dialogo tra tradizione e linguaggi contemporanei.
Particolarmente apprezzato anche il contributo del maestro Pasquale Lorenzo, che ha accompagnato il pubblico alla scoperta delle antiche tradizioni musicali popolari attraverso la zampogna e la pipita, offrendo un percorso emozionante tra memoria, identità e cultura popolare.
Il bilancio finale della manifestazione è ampiamente positivo. La Giornata del Museo ha dimostrato come la valorizzazione del patrimonio culturale possa trasformarsi in una concreta occasione di partecipazione, crescita civile e coesione sociale, capace di coinvolgere generazioni, sensibilità e linguaggi differenti.
L’evento ospitato al Complesso Valentianum conferma ancora una volta il ruolo centrale della cultura quale ponte tra memoria e futuro. Un’esperienza che ha restituito alla comunità un importante momento di condivisione e conoscenza, rafforzando il senso di appartenenza e offrendo nuove prospettive di sviluppo umano e territoriale.