Facìmu Rota torna a Motta Filocastro: il 10 agosto la XIII edizione alla riscoperta della cultura popolare e della condivisione
Dal laboratorio dedicato alla zampogna fino al concerto finale dei Parafonè, il borgo ospiterà un percorso tra musica, danza, teatro e sapori locali, con iniziative pensate per coinvolgere tutte le età
Facìmu Rota, la festa dedicata alla cultura popolare promossa dall'Associazione culturale Il Tocco Aps, torna il 10 agosto nel centro storico di Motta Filocastro, frazione di Limbadi, con una giornata di laboratori, incontri, musica tradizionale, gastronomia e momenti di socialità. Giunta alla tredicesima edizione, la manifestazione punta a valorizzare il patrimonio musicale e le pratiche comunitarie legate alla tradizione calabrese.
I promotori descrivono l'iniziativa come «una proposta sussurrata, intima e accogliente», spiegando che l'obiettivo «non è offrire uno spettacolo preconfezionato da consumare velocemente, ma un'occasione per fermarsi, porsi qualche domanda e farsi accompagnare dai tempi della condivisione».
Al centro dell'evento c'è il concetto di comunità. «Facìmu Rota è prima di tutto una festa culturale nel senso più profondo e umile del termine. Dietro questo evento c'è una comunità intera fatta di anziani, adulti e ragazzi che lavorano a stretto contatto giorno dopo giorno», spiegano gli organizzatori, sottolineando come la manifestazione rappresenti «solo uno dei tanti momenti in cui la comunità di Motta Filocastro si esprime, portando alla luce la propria cultura intesa come insieme di saperi, abitudini quotidiane e scelta di stare insieme». Un percorso che, aggiungono, «non si esaurisce nello spazio di una sera, ma rappresenta la punta dell'iceberg di un cammino condiviso che dura tutto l'anno».
Uno degli elementi centrali dell'iniziativa è il recupero degli strumenti della tradizione, in particolare della zampogna. «Parlare di tradizione significa portare avanti un lavoro di ricerca e ascolto iniziato ormai vent'anni fa», spiegano i promotori. «La zampogna è uno strumento interamente vivo, che risente profondamente delle condizioni ambientali come temperatura e umidità. Suonarlo richiede una dote oggi rara: la pazienza. Spesso il tempo necessario ad accordarlo è più lungo del tempo della suonata stessa». Un aspetto che viene proposto come «un invito a rallentare, a rispettare i tempi naturali delle cose e a mettersi in ascolto dell'ambiente circostante».
Questa filosofia si riflette anche nella "Rota", il cerchio della danza che dà il nome alla manifestazione. «La festa si costruisce insieme, attraverso una rete di sguardi, gesti e parole tra chi suona, chi balla e chi attende il proprio momento», spiegano gli organizzatori. «Chi è nel cerchio è già parte integrante del rito. È un invito aperto a tutti coloro che desiderano non solo guardare, ma sentirsi parte di una comunità, anche solo per un giorno».
Il programma
Si comincerà fin dal mattino (ore 09:00) con la dimensione dell'ascolto e dell'apprendimento: piazza Vittorio Emanuele III ospiterà il laboratorio "Primi Passi", curato dall'Associazione Zampognari di Cardeto, pensato per accostarsi ai suoni e alle danze tradizionali. Un percorso che troverà il suo momento più intimo nel pranzo condiviso delle 13:00, dove artisti, organizzatori, tecnici e partecipanti siederanno alla stessa tavola in Corso Pietro Lazzaro.
Il pomeriggio sarà dedicato alla trasmissione dei saperi e ai più piccoli. Mentre in piazza si terrà il seminario sugli strumenti tradizionali – impreziosito dalla presentazione del libro "Nella mente della Zampogna" del ricercatore Sergio Di Giorgio –, via Principessa Maria si trasformerà in un'area protetta per bambini e ragazzi. Qui, attraverso laboratori continui, i più giovani impareranno a costruire i tradizionali burattini dei Giganti (Mata e Grifone) con materiali di riciclo (a cura di Victoria Hernandez Acuna Fujiwara e Raffaele Filardo) e a realizzare piccoli strumenti musicali (a cura di Andrea Bressi e Christian Ferlaino), prima di assistere allo spettacolo teatrale "Zampalesta u Cane Tempesta" di Angelo Gallo.
All'imbrunire (ore 19:00), il borgo si accenderà di profumi e convivialità. Prenderà infatti vita il percorso degli stand gastronomici, distribuiti accuratamente lungo i suggestivi vicoli del centro storico. Sarà un’occasione per passeggiare lentamente e riscoprire i sapori più autentici e i piatti più genuini della tradizione culinaria dell’area del Poro, trasformando il momento della cena in un rito di condivisione spontanea a cielo aperto.
La sera sarà infine il momento della "Rota" e della festa. A partire dalle 21:15 la piazza si farà cerchio, animata dai suonatori dell'associazione, dai membri dell'Associazione Zampognari di Cardeto e dai suonatori provenienti da Palizzi e Sorianello, riunendo così in un unico flusso di energia espressioni e stili diversi di varie zone della Calabria. Subito dopo, i canti itineranti d’amore e di sdegno del gruppo Giamberiani guideranno i passi dei visitatori tra i vicoli del borgo, preparando la scena per il gran finale: il concerto di musica popolare dei Parafonè, che chiuderà in festa questa tredicesima edizione.
La manifestazione è organizzata dall'Associazione culturale Il Tocco Aps con il patrocinio e il partenariato del Comune di Limbadi e la collaborazione di diverse associazioni del territorio. L'ingresso è libero.