Estate a Casa Berto apre il “secondo tempo”: quattro giorni tra teatro, cinema e musica nel segno dello scrittore
Dal 2 al 5 settembre l’XI edizione del festival di Capo Vaticano sarà interamente dedicata alle opere di Giuseppe Berto: “Il male oscuro” e “La gloria” arrivano a teatro, torna sul grande schermo “Anonimo veneziano” e chiude la XXXIII edizione del Premio letterario
Dieci edizioni alle spalle e una nuova decade davanti, con Giuseppe Berto nuovamente al centro di tutto. Dal 2 al 5 settembre torna a Capo Vaticano, nel territorio di Ricadi, “Estate a Casa Berto”, il festival che per la sua undicesima edizione sceglie di ripartire dalla matrice da cui tutto è cominciato: la scrittura.
Per quattro giorni l’intero programma sarà infatti dedicato alle opere di Berto e alla loro capacità di uscire dalla pagina per trasformarsi in altri linguaggi. “Il male oscuro” e “La gloria” arriveranno a teatro, “Anonimo veneziano” tornerà sul grande schermo, mentre musica, nuove pubblicazioni e incontri proveranno a rileggere il rapporto dello scrittore con il Sud, con il territorio e con quelle trasformazioni sociali e paesaggistiche che aveva osservato e raccontato.
È così che Estate a Casa Berto apre il proprio “secondo tempo”: non attraverso una celebrazione nostalgica, ma mostrando come, a quasi cinquant’anni dalla morte dello scrittore, avvenuta nel 1978, la sua opera continui a generare interpretazioni, adattamenti e nuovi sguardi sul presente.
«Dopo dieci edizioni sentivamo che il modo più naturale per aprire un nuovo decennio fosse tornare a mio padre – racconta Antonia Berto –. In questi anni Casa Berto ha accolto voci, esperienze e linguaggi molto diversi ed è diventata uno spazio di confronto sulla letteratura, sulla società e sulle contraddizioni del Sud. Quest’anno ripartiamo dalle sue opere e dal suo sguardo, ma soprattutto dalla loro capacità di continuare a trasformarsi».
Mercoledì 2 settembre: il nuovo libro e “Il male oscuro”
Ad aprire il festival, mercoledì 2 settembre alle 18.30, sarà la presentazione in prima nazionale, nel giorno dell’uscita al pubblico, de “Il mare da dove nascono i miti”, volume di Giuseppe Berto pubblicato da Edizioni Settecolori.
Il libro restituisce un Berto meno conosciuto, quello del cronista, del viaggiatore e dell’osservatore partecipe del Mezzogiorno. Calabria, Basilicata e Puglia emergono attraverso uno sguardo civile e anti-retorico, capace di raccontare miseria e speranze, l’avanzare della modernità e le ferite inferte al paesaggio e alle comunità.
Alle 21.30 spazio invece al teatro con “Il male oscuro”, reading interpretato da Alessio Vassallo e Ginevra Pisani, tratto dal nuovo adattamento teatrale del capolavoro di Berto. L’atto unico è curato e diretto da Giuseppe Dipasquale e prodotto dal Teatro Biondo di Palermo in coproduzione con Marche Teatro e Teatro Stabile di Catania.
Al centro la crisi di Bepi, scrittore schiacciato dal senso di colpa per la morte del padre, in un percorso tra depressione, psicanalisi e situazioni tragicomiche. A seguire è previsto un dibattito con i giornalisti “resident” del festival.
Giovedì 3 settembre: la Calabria di Papillo e “Anonimo veneziano”
Giovedì 3 settembre alle 18.30 sarà Vitaliano Papillo, presidente del Gal Terre Vibonesi, a presentare il suo nuovo libro “La primavera in Calabria”, pubblicato da Rubbettino.
L’incontro sarà dedicato alle tradizioni contadine e alla difesa del territorio. Memoria, saperi tramandati, arte, cultura, ambiente e comunità diventeranno il punto di partenza per interrogarsi sulla possibilità di costruire futuro senza recidere il rapporto con le proprie radici, in ideale consonanza con lo sguardo che Giuseppe Berto rivolse alla Calabria.
Alle 21.30 tornerà invece sul grande schermo “Anonimo veneziano”, il film diretto da Enrico Maria Salerno, con Tony Musante e Florinda Bolkan. Una meditazione sull’amore, sulla morte e sull’impossibilità di tornare indietro, affidata ai dialoghi di Berto e alle musiche di Stelvio Cipriani.
Un’opera destinata peraltro a conoscere una nuova vita: nel 2027 è previsto un remake internazionale, a oltre 55 anni dalla prima italiana, ulteriore conferma della capacità della scrittura di Berto di attraversare le generazioni e continuare ad attirare l’interesse del mondo cinematografico.
Venerdì 4 settembre: la musica incontra Berto e arriva “Secondo Giuda”
La terza giornata, venerdì 4 settembre, si aprirà alle 18.30 con “Musiche per Giuseppe Berto”, progetto musicale inedito di Andrea D’Apolito, in arte DAP.
Un viaggio sonoro nell’universo dello scrittore, nel quale inquietudini, silenzi e paesaggi interiori diventano una trama di suggestioni e risonanze. Non una semplice colonna sonora, ma un dialogo musicale con l’autore e con i luoghi che hanno segnato la sua vita e la sua produzione letteraria.
Alle 21.30 Pietro Faiella porterà invece in scena “Secondo Giuda”, produzione Teatro Mobile tratta da “La gloria”, ultimo romanzo di Giuseppe Berto.
Il Giuda dello scrittore non è soltanto il simbolo del tradimento, ma un uomo tormentato dal dubbio e dal silenzio di Dio. Il monologo, attraversato da sonorità mediorientali, si muove lungo il confine tra colpa e innocenza, traditore e tradito, restituendo l’umanità e l’inquietudine del romanzo.
Sabato 5 settembre: la XXXIII edizione del Premio Berto
La rassegna si concluderà sabato 5 settembre alle 18.30 con la XXXIII edizione del Premio Letterario Giuseppe Berto, promosso dall’Associazione Culturale Giuseppe Berto e dedicato alle opere prime di narrativa.
La cinquina finalista dialogherà con Giancarlo Loquenzi, giornalista e conduttore di “Zapping” su Radio Rai1, alla presenza del presidente della giuria Emanuele Trevi e di Antonia Berto. Cinque esordi e cinque nuove voci per un appuntamento dedicato al talento che nasce e alla letteratura che continua a interrogare il presente.
La presenza del Premio a Ricadi nell’anno di apertura della seconda decade di Estate a Casa Berto assume anche un significato particolare. Il festival mantiene infatti vivo il legame tra le due patrie dello scrittore: Mogliano Veneto, dove Berto nacque nel 1914, e Capo Vaticano, la terra che scelse per vivere e scrivere e dove volle essere sepolto.
Proprio tra Veneto e Calabria il Premio Letterario Giuseppe Berto continua ad alternarsi, tenendo insieme geograficamente e culturalmente i due luoghi fondamentali nella vita dello scrittore.
Una “Casa” prima ancora che un festival
Dal 2015 Casa Berto accoglie ogni estate scrittori, giornalisti, attori, registi, musicisti e intellettuali, dando spazio a riflessioni che negli anni hanno attraversato letteratura, storia, attualità, impegno civile e territorio.
Il festival è diretto da Antonia Berto e dal giornalista Marco Mottolese e ha fatto della convivialità e della vicinanza tra ospiti e pubblico uno dei propri tratti distintivi. Da qui anche la definizione di “Family Festival”: non tanto una formula legata ai contenuti, quanto al modo di vivere le giornate della manifestazione.
Gli incontri proseguono spesso oltre gli appuntamenti ufficiali, tra conversazioni, cene e momenti informali nel giardino della casa, accorciando le distanze tra chi sale sul palco e chi siede in platea.
Con l’undicesima edizione prosegue così il lavoro dell’Associazione Culturale Casa Berto APS, portato avanti anche con il contributo delle giornaliste Valeria Bonacci e Giorgia Simonetta. La manifestazione è realizzata con il patrocinio e il sostegno del Comune di Ricadi e con il supporto degli sponsor dell’iniziativa.
Gli appuntamenti si terranno a Casa Berto, in viale Giuseppe Berto a Capo Vaticano. L’ingresso è di 8 euro, con servizio food & drink all’interno e possibilità di prenotazione attraverso i canali ufficiali della manifestazione.