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08/03/2026 ore 18.25
Cultura

Eleonora Morelli, donna tra due secoli: tra giornalismo e poesia l’emancipazione femminile passa anche dalla sua impronta

Nel giorno dedicato ai diritti delle donne, la docente di Triparni emerge come una figura pionieristica: giornalista e poetessa, capace di tracciare un solco profondo nel modo di considerare il ruolo femminile nella società

di Vincenzo Primerano

Generano vita e, molte volte, sono il fulcro principale di ogni singola famiglia. La donna è la certezza che dovrebbe essere intrinseca in ogni uomo. Sempre delicato trattare e trovare giuste parole per trasmettere la loro essenza e, per questo, molte volte sono gesti e azioni a rappresentarle.
Nel giorno della Festa della donna, tra le figure più emblematiche rientra certamente Eleonora Morelli: donna del Sud, nata nel 1897 a Triparni. La sua storia personale si intreccia con quella dell’Italia più profonda e vivendo in pieno gli sconvolgimenti del Novecento con la guerra, il fascismo e i cambiamenti sociali.

Chi era Eleonora Morelli

Ai primi dell'Ottocento, nell'entroterra vibonese, nasceva Eleonora Morelli destinata a tracciare un solco profondo tra un prima e un dopo nel modo di considerare la donna. Fin da subito manifestò una forte inclinazione per gli studi umanistici e per la letteratura, ed è proprio qui che nasce quella che è stata una vera e propria sfida culturale.
Conseguì gli studi all’Università La Sapienza di Roma, dove ottenne la laurea in Lettere nel 1921. Fin qui nulla di strano, per la comunità vibonese però si trattò di un forte impatto sociale facendo un passo verso la modernità e rigettando i modelli patriarcali. Negli anni successivi intraprese anche l’attività giornalistica, collaborando con il “Giornale d’Italia”, una delle più autorevoli testate del panorama nazionale del primo Novecento. Con questa esperienza, inoltre, divenne la prima giornalista della provincia di Vibo Valentia, entrando in un ambiente professionale che all’epoca era quasi esclusivamente maschile.

Tra giornalismo e poesia

Non solo questo perché, oltre alla carriera giornalistica, parallelamente aprì le braccia anche all'attività di docente, in un periodo in cui la professione intellettuale femminile richiedeva spesso sacrifici e continui spostamenti.
Eleonora Morelli collaborò con numerosi periodici e riviste. Oltre agli articoli pubblicati sul “Giornale d’Italia”, scrisse per diversi periodici vibonesi, tra cui “La Fanciulla”, “La Difesa” e “La Libera Parola”. I suoi contributi comparvero anche su riviste di più ampio respiro nazionale, come la “Gazzetta Letteraria” di Milano e il periodico “Acciaio”. Questa attività testimonia una presenza costante e vivace nel panorama culturale del suo tempo.
Giornalismo, insegnamento e anche poesia. Già perché Eleonora, nel corso della sua vita, compose più di cinquecento poesie, oltre a numerosi saggi e scritti di carattere letterario e culturale riflettendo l’atmosfera di un’Italia sospesa tra le inquietudini del primo Novecento e la speranza di un futuro migliore.

Donna tra due secoli

Ella è chiamata inoltre anche la donna tra due secoli, proprio perché visse a cavallo tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, segnata dalle vicissitudini del tempo. La sua biografia appare oggi come quella di una donna che seppe affrontare il proprio tempo con gli strumenti della cultura, dello studio e della scrittura, anticipando in molti aspetti le trasformazioni che avrebbero modificato il ruolo delle donne nella società italiana.
Per lungo tempo la figura di Eleonora Morelli è rimasta ai margini della memoria storica locale. Solo negli ultimi anni nuove ricerche e un rinnovato interesse per le biografie femminili hanno contribuito a riportarne alla luce la storia, restituendo alla Calabria una delle sue prime intellettuali del Novecento.