Cultura, il Parco archeologico di Mileto antica al centro del “ Rieducational Panel in itinere” di Roma
L'unico sito medievale della Calabria sarà tra i protagonisti della tre giorni promossa dal MiC. A dare il suo contributo sarà il responsabile Paolo Mighetto
Il Parco archeologico di Mileto antica, unico di epoca medievale in Calabria, tra i protagonisti delle giornate di studio "Rieducational Panel in itinere - Educazione, patrimoni e comunità", organizzato a Roma dal Ministero della Cultura, Centro per i Servizi educativi, e dal Servizio educazione e formazione del Parco archeologico del Colosseo. La tre giorni è in programma nei giorni 11, 12 e 13 novembre. Il sito archeologico, che fino al 1783 ospitava la città nel secolo XI secolo assurta al ruolo di capitale della contea normanna, istituita da Ruggero I d'Altavilla nell'ambito del processo di conquista e rilatinizzazione del meridione d'Italia, sarà protagonista della rassegna nella giornata conclusiva. A dare il suo contributo sarà, nell'occasione, l'architetto Paolo Mighetto, direttore scientifico e responsabile per la Soprintendenza Abap per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia del Parco archeologico dedicato al vescovo Antonio Maria De Lorenzo. Il suo intervento, dal titolo "Patrimonio che genera comunità. Un laboratorio in divenire tra educazione, partecipazione e cittadinanza culturale a Mileto Antica", illustrerà il percorso avviato presso l'importante sito medievale al fine di sperimentare un modello integrato di educazione al patrimonio fondato sulla relazione tra ricerca, comunità e territorio.
«A partire dalle attività già realizzate con le scuole e dalle esperienze di archeologia pubblica sviluppate negli ultimi anni - spiega al riguardo il funzionario della Soprintendenza Abap a cui il parco afferisce - sono in corso azioni che mirano a connettere accessibilità culturale, partecipazione, welfare culturale e valorizzazione del paesaggio in un'unica visione educativa. L'obiettivo non è ampliare l'offerta culturale del sito, ma trasformare il patrimonio in una piattaforma di cittadinanza attiva e di costruzione di comunità, nella quale la produzione di conoscenza diventa occasione di inclusione, corresponsabilità e sviluppo territoriale». L'antica città normanna fu abbandonata nel XVIII secolo dopo il terribile terremoto che devastò quest'area della regione. Qui Ruggero rimase fino alla sua morte, avvenuta nel 1101, nonostante avesse già conquistato Calabria e Sicilia. Nel sito rimangono importanti rilevanze archeologiche e intere zone ancora da scoprire, continua meta di scavi e di studi.