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11/06/2026 ore 20.20
Cultura

Ariola ricorda Pier Paolo Pasolini che nel 1963 visitò il paese e donò 50mila lire per costruire un ponte

L’iniziativa è di un comitato spontaneo nato con l’obiettivo di tenere viva la memoria dello scrittore e regista nella piccola frazione di Gerocarne. Il 13 giugno messa commemorativa (celebrata da mons. Fiorillo che all’epoca lo incontrò) e a seguire un dibattito sulla sua figura e le sue opere

di Redazione

Un omaggio alla memoria di Pier Paolo Pasolini, alla sua eredità culturale, artistica e umana, ma anche alla sua straordinaria capacità di leggere in anticipo le trasformazioni della società contemporanea. È questo il significato della commemorazione promossa ad Ariola, piccola frazione del comune di Gerocarne, su iniziativa di un comitato spontaneo nato per custodire e tramandare il ricordo del grande scrittore, poeta e regista. L’appuntamento è per sabato 13 giugno: alle ore 18 si terrà una messa commemorativa celebrata da mons. Giuseppe Fiorillo. Al termine è previsto un incontro-dibattito per rievocare l’arrivo ad Ariola di Pasolini nel novembre del 1963, ma anche per riflettere sulla eredità culturale che lo scrittore e regista ha consegnato alla luce della profonda mutazione antropologica nell’attuale società

L'iniziativa, come spiega Nicola Rombolà – autore del saggio “C’erano una volta le lucciole. La profezia di Pasolini”, scritto a quattro mani con Antonio Pugliese – vuole essere un momento di riflessione sul lascito di una delle figure più influenti del Novecento italiano. Pasolini viene descritto come una personalità «ribelle, corrosiva, anticonvenzionale, eretica, poetica, profetica e nello stesso tempo profondamente cristiana», capace di lasciare un segno indelebile nella letteratura, nel giornalismo, nella saggistica e nel cinema.

Tra le opere che hanno consacrato il suo talento spicca “Il Vangelo secondo Matteo”, considerato «universalmente tra i più importanti capolavori della storia del cinema», testimonianza di una sensibilità artistica che ha saputo confrontarsi con il sacro e con le contraddizioni del proprio tempo.

Secondo Rombolà, Pasolini è stato «un uomo e un artista che ha messo a nudo le contraddizioni della società ma anche degli intellettuali del suo tempo su opposti fronti politici e culturali», lasciando alle generazioni future un patrimonio di riflessioni che conserva ancora oggi una sorprendente attualità.

La commemorazione non coincide con particolari anniversari, ma assume un valore simbolico. L'obiettivo è infatti quello di rendere omaggio a una figura che, attraverso le sue opere e i suoi interventi pubblici, ha saputo interpretare i cambiamenti della società italiana. «Il suo stile di vita e i contenuti che esprimono le sue opere ci consegnano un patrimonio storico-culturale su cui riflettere alla luce della profonda mutazione antropologica in atto», sottolinea Rombolà, evidenziando come Pasolini abbia saputo cogliere quel processo di trasformazione «come nessun altro intellettuale del suo tempo».

L'iniziativa richiama inoltre una pagina poco conosciuta ma significativa del rapporto tra Pasolini e la Calabria. Il ricordo riporta al novembre del 1963, quando il regista raggiunse Ariola accompagnato dallo scrittore e giornalista Sharo Gambino, dal regista Andrea Frezza e dallo scrittore Enzo Siciliano.

Pasolini era venuto a conoscenza dell'esistenza di una comunità che viveva in condizioni di forte povertà e isolamento e aveva immaginato proprio Ariola come possibile scenario per la scena della Natività del film “Il Vangelo secondo Matteo”.

Durante quella visita incontrò anche monsignor Giuseppe Fiorillo, allora da poche settimane alla guida della parrocchia di Sant'Angelo, Ciano e Ariola. Tra il sacerdote e il regista nacque un dialogo che Fiorillo avrebbe ricordato per tutta la vita.

Pasolini rimase ospite di una famiglia del luogo per tre giorni, valutando la possibilità di girare alcune scene del film. Il progetto, tuttavia, non poté concretizzarsi. La località era priva di energia elettrica e di collegamenti adeguati, condizioni che rendevano impossibile l'organizzazione delle riprese.

Colpito dalla situazione di isolamento vissuta dalla comunità, il regista decise comunque di lasciare un segno concreto del suo passaggio, donando 50mila lire per contribuire alla costruzione di un ponte che collegasse Ariola ad Arena.

Quel ponte porta oggi il suo nome. Nel 2022, in occasione del centenario della nascita dello scrittore, il Comune di Gerocarne, guidato all'epoca dal sindaco Vitaliano Papillo, ha promosso una serie di iniziative commemorative con una mostra fotografica ospitata nel palazzo municipale e con l'installazione di una targa sul ponte dedicato a Pasolini.

Da quell'esperienza è nato il Comitato spontaneo in memoria di Pier Paolo Pasolini, con l'obiettivo di mantenere viva la memoria di una figura considerata ancora fondamentale per comprendere il presente.

«La sua testimonianza ha avuto una potenza profetica non solo artistica», osserva Rombolà, secondo il quale sarebbe necessario riaprire un confronto pubblico capace di stimolare «un pensiero critico ed eretico», seguendo l'esempio di uno degli intellettuali più controversi e influenti del Novecento.

Il riferimento è soprattutto alle riflessioni contenute negli “Scritti corsari” e nelle “Lettere luterane”, opere nelle quali Pasolini denunciava già oltre mezzo secolo fa i rischi della massificazione culturale, della perdita di identità e della progressiva omologazione delle coscienze.

Una lezione che, secondo i promotori dell'iniziativa, conserva ancora oggi tutta la sua forza e la sua attualità, a oltre cinquant'anni dalla tragica morte dello scrittore, avvenuta nella notte tra l'1 e il 2 novembre 1975.