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02/06/2026 ore 16.08
Cultura

A Rombiolo torna a splendere la pala d’altare del XVI secolo, Ferro: «Custodire questi luoghi preserva l’identità»

Presentato il recupero dell’opera lignea nella Chiesa di Santa Maria degli Angeli. L’intervento, finanziato dal Fondo edifici di culto per oltre 83mila euro, ha interessato anche murature e protezione dall’umidità

di Redazione

Il restauro della pala d’altare cinquecentesca della Chiesa di Santa Maria degli Angeli, nel Convento Sant’Antonio di Rombiolo, «restituisce alla comunità un’opera di straordinario valore storico, artistico e spirituale, simbolo dell’identità e della memoria di un territorio profondamente legato alle proprie radici». Con queste parole il sottosegretario all’Interno Wanda Ferro è intervenuta alla cerimonia di presentazione dell’antica pala lignea, tornata alla piena fruizione dopo l’intervento finanziato dal Fondo edifici di culto del Ministero dell’Interno.

L’iniziativa ha richiamato cittadini, autorità civili, militari e religiose. Alla manifestazione hanno preso parte, tra gli altri, il direttore centrale del Fondo edifici di culto Alessandro Tortorella, il vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea Attilio Nostro, il prefetto di Vibo Valentia Anna Aurora Colosimo e il sindaco di Rombiolo Caterina Contartese.

Il recupero dell’opera cinquecentesca

L’intervento, sostenuto dal Fondo edifici di culto per un importo complessivo superiore agli 83mila euro, ha riguardato il recupero della pala lignea del XVI secolo e alcuni lavori di risanamento delle murature, con opere destinate anche alla protezione dell’edificio dall’umidità.

Il restauro ha consentito di riportare alla luce policromie, dettagli e caratteristiche originarie dell’opera, restituendole leggibilità e valorizzandone il pregio artistico e devozionale.

«Ogni restauro è un dialogo tra passato e futuro – ha affermato Ferro – perché custodire il patrimonio religioso e artistico significa preservare la storia delle comunità e trasmettere alle future generazioni il senso profondo della nostra identità culturale e spirituale».

Il ruolo del Fondo edifici di culto

Nel suo intervento, il sottosegretario ha richiamato anche il valore del patrimonio ecclesiastico calabrese e il ruolo del Ministero dell’Interno nella sua tutela: «Il Fondo edifici di culto svolge un ruolo fondamentale nella tutela di beni che rappresentano una parte essenziale della storia nazionale e della tradizione religiosa italiana».

Per Ferro, la Calabria custodisce «un patrimonio straordinario fatto di chiese, conventi e opere d’arte che raccontano secoli di fede, cultura e relazioni umane». Da qui, ha aggiunto, l’impegno del Ministero dell’Interno, che «continua a investire con convinzione nella valorizzazione dei beni ecclesiastici presenti sul territorio».

La collaborazione tra istituzioni, Chiesa e territorio

Il sottosegretario ha quindi rivolto un ringraziamento alla comunità dei Frati cappuccini, alla parrocchia di San Michele, alla Soprintendenza, ai tecnici, ai restauratori, ai professionisti coinvolti e alle maestranze che hanno lavorato all’intervento.

Un lavoro che Ferro ha definito «un esempio concreto di collaborazione virtuosa tra istituzioni, Chiesa e territorio per la salvaguardia di un patrimonio che appartiene all’intera collettività».