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28/03/2026 ore 12.22
Cultura

A Filadelfia il concerto per la Vergine Addolorata: repertorio sacro e tradizione nella chiesa di San Teodoro

L’orchestra dell’associazione Paolo Serrao diretta dal maestro Serratore è tornata a esibirsi in un luogo sacro dopo anni. Il programma ha attraversato i riti della Settimana Santa e la tradizione bandistica del Sud, coinvolgendo il pubblico in un’esperienza di ascolto partecipata e intensa

di Redazione

Musica, raccoglimento e memoria collettiva si sono intrecciati nella serata del 27 marzo a Filadelfia, dove la comunità si è ritrovata nella chiesa di San Teodoro Martire per il concerto dedicato alla Vergine Addolorata, eseguito dall’Associazione musicale “Paolo Serrao”.

Il ritorno dell’ensemble e il legame con la comunità

L’orchestra diretta dal maestro Francesco Serratore - sottolinea una nota – è tornata a esibirsi in un luogo sacro dopo diversi anni. Un ritorno che viene descritto come «particolarmente significativo, quasi simbolico», segnando «un incontro rinnovato tra musica, memoria e identità collettiva».

La scelta della chiesa di San Teodoro Martire ha contribuito a rafforzare il senso dell’evento: «Uno spazio così carico di spiritualità» che ha saputo «valorizzare il repertorio, esaltandone la profondità espressiva e il carattere meditativo».

Un itinerario sonoro tra i riti della Settimana Santa

Il programma ha attraversato le tradizioni musicali del Sud Italia, accompagnando il pubblico in «un itinerario sonoro ispirato ai riti della Settimana Santa», costruito attraverso «un linguaggio fatto di marce funebri e composizioni sacre» capace di rappresentare «una delle espressioni più autentiche del sentimento religioso popolare».

Ad aprire il concerto è stato “Cordoglio” di Giuseppe Gugliotta, descritto come «un brano dal forte impatto emotivo» che ha introdotto «il tema della memoria e della perdita», mentre “Anima” di Antonino Oddo ha guidato verso «una dimensione più intima e contemplativa».

Le esecuzioni e i momenti più intensi

Tra i passaggi più significativi, l’esecuzione della Marcia funebre di Fryderyk Chopin, «pagina tra le più emblematiche della letteratura musicale», capace di esprimere «dolore, solennità e riflessione».

Il percorso è proseguito con “Venerdì Santo” di Maurizio Cancelli e “Pianto” di Salvatore Bonaffini, composizioni che hanno evidenziato «la forza evocativa della scrittura per banda, tra tensione drammatica e momenti di intensa introspezione». In particolare, “Pianto”, già premiato a livello nazionale, «ha confermato la sua capacità di toccare corde profonde dell’ascoltatore».

Tra i momenti più coinvolgenti, “Vita eterna” di Francesco Gugliotta, eseguita con la partecipazione dello stesso autore al sax soprano: «Il brano ha offerto una lettura musicale del passaggio dal dolore alla speranza», fino a «un’apertura luminosa che richiama l’Ave Maria di Gounod».

Il finale e il valore simbolico dell’evento

A chiudere il concerto, “Dolce sentire”, ispirato al Cantico delle Creature di San Francesco d’Assisi, ha rappresentato «un delicato momento di distensione emotiva», capace di trasmettere «una sensazione di pace e armonia», particolarmente significativa «nell’anno in cui si commemorano gli 800 anni dalla sua morte».

L’esecuzione è stata caratterizzata da attenzione interpretativa, equilibrio sonoro e dialogo continuo tra musica e spiritualità, elementi che hanno accompagnato la partecipazione del pubblico fino alla conclusione.

I ringraziamenti delle istituzioni

Particolarmente significativi i ringraziamenti del sindaco Anna Bartucca e del parroco don Rocco Suppa, che hanno espresso «vivo apprezzamento e parole di sincero elogio per l’omaggio musicale» rivolto alla comunità, sottolineandone «l’importante valore culturale e spirituale».

Un evento che, come evidenziato nella nota, «ha saputo andare oltre la dimensione concertistica», trasformandosi «in un’esperienza condivisa di memoria, fede e cultura», lasciando «un segno profondo nella comunità».